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ECONOMIA

Dalla terra alla cantina, Cecas e Unisannio insieme per un vino di qualità a basso contenuto di solfiti

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GUARDA VIDEO Produrre un vino di qualità con basso contenuto di solfiti, garantendo ai consumatori un prodotto che abbia, allo stesso tempo un ottimo gusto e una salubrità superiore.

È questo l’obiettivo del progetto “Dalla terra alla cantina. Mezzi e pratiche agronomiche per la produzione di uve di qualità a basso contenuto di solfiti”, messo in campo dal Centro Cooperativo Agroalimentare Sannita, in collaborazione con il Gal Titerno, diverse cantine del territorio e con il contributo scientifico dell’Università del Sannio.

I primi risultati dell’iniziativa sono stati presentati, questo pomeriggio, nella sede del Cecas, in contrada Olivola. Presenti al dibattito esperti nel campo enologico ed agronomico che hanno animato l’incontro con la loro esperienza e professionalità.

“La nostra mission – ha spiegato il presidente del Cecas, Nicola Mastrocinque – è quella di riuscire a realizzare un prodotto unico, riconoscibile tra i tanti presenti sul mercato e che rispecchi i desideri dei clienti che lo acquisteranno”.

Nel corso del convegno gli esperti del settore hanno rivelato aspetti interessanti relativi alla diminuzione dei solfiti. Non si parla in questo caso, però, di quella parte di conservanti già presenti nel vino e che vengono a crearsi naturalmente durante il processo di fermentazione, ma di eliminare l’introduzione della dose che viene aggiunta per dar vita al processo di chiarificazione e di stabilizzazione del prodotto.

Il lavoro di analisi dei processi e lo studio delle reazioni che avvengono all’interno del vino, durante le diverse fasi, sono stati affidati al professore dell’Unisannio Ettore Varricchio.

“Il nostro obiettivo è quello di ottenere un prodotto naturale – ha chiarito il docente –. Per raggiungere il risultato che desideriamo dobbiamo essere attenti ad ogni fase partendo dalla coltivazione e dalla produzione dell’uva”.

Il team dell’Ateneo sannita ha anche studiato la creazione di lieviti naturali, differenti da quelli presenti sul mercato. Questi nuovi prodotti, secondo i ricercatori, saranno capaci di creare un vino unico: il loro utilizzo, infatti, darà vita ad un bouquet di odori innovativi e immediatamente riconoscibili dal consumatore che sarà avvolto dalla fragranza unica del Sannio non appena la bottiglia sarà stappata e il calice verrà riempito.

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