POLITICA
M5S, polemica GT Montesarchio-Valle Caudina: “Nuovo coordinatore imposto dall’alto, gestione del partito immobile e irrilevante”
Ascolta la lettura dell'articolo
Dura presa di posizione del Gruppo Territoriale Montesarchio–Valle Caudina del Movimento 5 Stelle contro la nuova organizzazione interna dei coordinatori territoriali. In una nota fortemente critica, gli attivisti denunciano modalità ritenute poco trasparenti nella nomina del nuovo coordinatore provinciale, parlando apertamente di una decisione “calata dall’alto”.
Secondo quanto riportato, la designazione – pur prevista dall’articolo 12 dello Statuto – avrebbe dovuto prevedere una consultazione preventiva dei rappresentanti dei gruppi territoriali, passaggio che, a loro dire, non sarebbe mai avvenuto. «Più che consultati, siamo stati semplicemente informati di una decisione già presa», si legge nel documento, che sottolinea la distanza tra i principi di partecipazione interna e le pratiche adottate.
Nel mirino anche la gestione complessiva del Movimento in provincia di Benevento, descritta come segnata da «immobilismo» e «irrilevanza politica». Gli attivisti lamentano l’assenza di iniziative su temi ritenuti centrali, come la gestione del servizio idrico, la mobilità ferroviaria sulla tratta Benevento–Napoli via Valle Caudina, la sanità legata ai fondi PNRR e, più recentemente, il caso Santamaria, sul quale – evidenziano – «non è stata spesa alcuna parola».
Critiche vengono rivolte anche alla precedente coordinatrice, Sabrina Ricciardi, accusata di scarsa presenza politica sul territorio, e al nuovo coordinatore provinciale, Iarusso, definito «poco conosciuto» dalla base e finora assente dalle dinamiche locali. «Le premesse non sono incoraggianti», affermano gli attivisti, che temono un ulteriore allontanamento dai territori e una gestione sempre più verticistica.
La nota evidenzia inoltre un progressivo calo della partecipazione, testimoniato – secondo il gruppo – dalla scarsa affluenza agli incontri pubblici con esponenti nazionali del Movimento, tra cui Sergio Costa, Agostino Santillo, Marco Croatti e l’europarlamentare Mario Furore Della Valle.
Nel documento si denuncia anche la mancanza di confronto interno e il progressivo svuotamento dei gruppi territoriali, con circa mille iscritti in provincia e una partecipazione attiva ritenuta molto limitata. «Senza coinvolgimento reale e radicamento sul territorio non c’è rafforzamento possibile», sottolineano.
Infine, il gruppo esprime perplessità anche rispetto alle iniziative nazionali, come quella delle “100 piazze” per la costruzione del programma politico, giudicate in contrasto con una gestione interna considerata poco democratica. «Si continua a perdere ciò che ha sempre reso il Movimento diverso dagli altri», conclude la nota, che lega questa dinamica anche al crescente fenomeno dell’astensionismo.
Il Gruppo Territoriale Montesarchio–Valle Caudina chiude con un auspicio: verificare nei prossimi mesi se la nuova guida provinciale sarà in grado di invertire la rotta e rilanciare l’azione politica sul territorio.




