ECONOMIA
Imu seconde case: Benevento sotto la media nazionale, ma le pertinenze costano di più
I dati dello studio Uil evidenziano un costo medio di 690 euro per le seconde case mentre per le seconde pertinenze (garage o cantine) relative all'abitazione principale il capoluogo sannita supera anche i grandi centri italiani.
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La mappa delle tasse sulla casa restituisce un’Italia spaccata in due, segnata da profonde disuguaglianze territoriali legate alle scelte fiscali dei singoli Comuni e a un sistema catastale ormai giudicato obsoleto dalle stesse istituzioni europee. In questo scenario, l’ultimo rapporto nazionale della UIL sul peso dell’IMU traccia un quadro particolare per la città di Benevento.
Per quanto riguarda le seconde case l’aliquota applicata è quella standard del 10,6 per mille; tuttavia a fare la differenza sul portafoglio dei cittadini è il valore medio degli estimi catastali locali. Il costo totale annuo dell’IMU per una seconda casa a Benevento si attesta mediamente su 690 euro (con un acconto di 345 euro da versare entro il 16 giugno). Un dato che posiziona la città al di sotto della media nazionale, pari a 979 euro all’anno.
Se si allarga lo sguardo al contesto regionale, Benevento si colloca in una posizione di mezzo: Salerno è la città più cara e tra le top in Italia, con una media di ben 1.514 euro annui; segue Caserta con un costo medio di 1.158 euro, poi Benevento, Napoli (662 euro) e infine Avellino con una spesa media di 600 euro.
Anche sul fronte delle abitazioni principali di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9, le uniche per cui si paga l’imposta sulla prima casa), Benevento si mantiene sotto la media italiana: 760 euro annui contro i 932 euro della media nazionale.
La sorpresa del rapporto UIL emerge analizzando le seconde pertinenze sull’abitazione principale, in particolare i garage. Un cittadino beneventano paga mediamente 153 euro all’anno. Si tratta di un valore superiore alla media nazionale, fissata a 107 euro, e molto di più rispetto a Caserta (94 euro), Napoli (86 euro) e Avellino (80 euro). In ambito regionale, solo Salerno (con 236 euro) impone un balzo superiore sui posti auto.
Leggermente sopra la media anche il costo delle cantine secondarie: a Benevento la tassa media è di 55 euro all’anno, contro i 44 euro della media nazionale, i 50 euro di Caserta e i soli 9 euro di Avellino.
“Quando parliamo di IMU – ha ricordato il Segretario confederale della UIL, Santo Biondo – non stiamo parlando soltanto di grandi patrimoni, ma spesso di lavoratori e pensionati che hanno investito i risparmi di una vita nel mattone”. Il sindacato evidenzia come la forte disparità geografica (e l’incremento o il mantenimento delle aliquote massime al 10,6 per mille) venga spesso deliberata dai Comuni per far fronte alle crescenti esigenze di bilancio e garantire i servizi essenziali.
Tuttavia, come rimarcato nello studio, questo prelievo avviene “molto spesso senza investimenti visibili nella manutenzione urbana, nella mobilità, nella sicurezza e nel sociale”, alimentando la percezione di un sistema poco trasparente. Per superare queste distorsioni, la UIL sollecita una riforma strutturale del catasto che aggiorni i valori reali senza però determinare incrementi automatici della pressione fiscale, tutelando le fasce sociali più esposte”



