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CULTURA

Raccontare e promuovere il Sannio: Antonio De Cristofaro, storia di un ‘costruttore’ culturale che ha puntato tutto su tradizioni e identità locale

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Antonio De Cristofaro è uno di quei protagonisti silenziosi che, negli anni, hanno costruito pezzi importanti dell’identità culturale di una città. Giornalista, editore, conduttore televisivo, organizzatore di eventi e instancabile promotore del territorio, ha attraversato oltre trentacinque anni di storia sannita raccontandola, documentandola e, soprattutto, provando a valorizzarla.

Il suo nome è legato a pubblicazioni, trasmissioni su tv locali, iniziative culturali e manifestazioni che hanno contribuito a tenere vivo il rapporto tra Benevento e il suo patrimonio più autentico: la storia, le tradizioni, i personaggi, le leggende. Un percorso che oggi trova una nuova tappa nella presentazione del suo libro “Le Janare e il Culto di Iside”, volume che si inserisce in un più ampio progetto editoriale dedicato alla città e alle sue radici più profonde.

La presentazione (ore 21, piazza Torre) arriva nel cuore della Notte delle Streghe, la longeva rassegna che ogni anno riporta il centro storico beneventano dentro quell’universo sospeso tra mito e realtà, intrecciando la storia delle janare con arte, cultura e tradizione popolare. E proprio dalle janare parte il racconto.

«Le Janare non sono solo una leggenda: dietro c’è una storia millenaria»

«Questo libro è uno dei tre volumi di un trittico dedicato a Benevento, alla sua storia e ai suoi personaggi popolari più famosi – racconta De Cristofaro -. Quello che presentiamo questa sera racconta il profondo filo conduttore tra il culto della dea egizia Iside e le nostre Janare. È un lavoro dal taglio giornalistico, perché è il linguaggio che mi appartiene, e prova a sfatare diversi luoghi comuni». Un viaggio lontano dagli stereotipi più conosciuti, dalle scope magiche e dalle formule misteriose, per restituire invece dignità storica a un fenomeno culturale complesso.

«Cerco di spiegare l’evolversi di una leggenda che, in realtà, tanto leggenda non è. Il legame tra Benevento e il mondo del soprannaturale è una linea continua che attraversa i secoli: dal culto della dea Iside al mito delle Janare fino all’immaginario collettivo delle streghe».

Secondo De Cristofaro, proprio questo patrimonio immateriale può diventare uno degli elementi chiave del rilancio turistico della città. «Benevento si appresta a vivere una vera rivoluzione turistica. La città delle Janare e di Iside può diventare una meta unica nel panorama italiano e internazionale. La sinergia tra il futuro Parco delle Streghe e il Nuovo Museo Egizio può creare un polo culturale capace di attirare visitatori e generare economia».

«Il Parco delle Streghe può trasformare il mito in esperienza»

Per De Cristofaro il tema non è più soltanto raccontare una storia, ma renderla fruibile. «Per anni ci siamo lamentati, giustamente, di non essere stati bravi venditori del nostro prodotto migliore: monumenti, testimonianze, leggende. Oggi abbiamo l’opportunità di trasformare questo patrimonio in esperienza». Il riferimento è al progetto del Parco delle Streghe, nato dalla proposta della Fondazione Terre Magiche Sannite e sostenuto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Clemente Mastella.

«La progettazione è in fase avanzata e l’idea è quella di creare un luogo capace di unire storia, mito e tecnologia. Con la visione scenografica di Dante Ferretti, il parco potrà offrire un’esperienza immersiva di livello mondiale».

Una struttura che, insieme al Museo Egizio, potrebbe cambiare la percezione stessa della città. «Se il Parco delle Streghe darà voce alla leggenda, il Museo Egizio ne racconterà le radici storiche più autentiche».

Una vita tra giornalismo, editoria e cultura

La storia professionale di Antonio De Cristofaro nasce alla fine degli anni Ottanta. «Le mie radici risalgono al 20 maggio 1989, quando mi iscrissi all’Ordine dei Giornalisti della Campania. La gavetta è passata attraverso Teleluna, Telecolore Salerno con la redazione di Benevento, le pagine sannite del Giornale di Napoli e poi la Gazzetta di Benevento cartacea».

Da allora un percorso costruito passo dopo passo, unendo informazione e promozione culturale. Nel corso degli anni ha realizzato numerose pubblicazioni storiche, turistiche e sociali, ha collaborato a campagne di sensibilizzazione come “Abbiamo a cuore la vita” sulla sicurezza stradale e “Droga, Alcol, Bullismo: Stop” rivolto agli studenti, ha curato materiali istituzionali per l’Ente Provinciale per il Turismo di Benevento e dal 1995 porta avanti “Leggicittà – Benevento Turistica”, guida diventata negli anni un punto di riferimento per cittadini e visitatori.

Un impegno che ha affiancato anche il mondo dell’editoria: direttore ed editore del Quotidiano di Benevento nei primi anni Duemila, oggi responsabile di pubblicazioni sportive come Il Sannita e Passione Giallorossa.

Ma la sua attività non si è fermata alla carta stampata. Dal 2012 De Cristofaro ha dedicato una parte importante del suo lavoro alla promozione culturale della città. Dal ruolo di co-organizzatore delle prime edizioni di Benevento Expo alla rassegna LibrInFesta, fino alla collaborazione per La Notte delle Streghe e il Premio Janara, passando per Benevento in Fiore, appuntamento ormai consolidato.

«Le linee guida sono sempre le stesse: valorizzare storia, cultura, tradizioni ed eccellenze del Sannio». Una filosofia che ritroviamo anche in Leggicittà, pubblicazione che ha oltre trent’anni di storia. «Era il luglio del 1995 quando uscì la prima edizione. Oggi siamo a 31 anni. In un’epoca digitale conserva ancora il suo valore perché offre un servizio concreto e immediato».

Il tema del futuro della città torna inevitabilmente alla domanda centrale: può Benevento vivere di turismo? La risposta di De Cristofaro è netta. «Assolutamente sì, ma non attraverso il turismo di massa tradizionale. La nostra strada è quella di un turismo sostenibile, esperienziale e di rete». Il patrimonio, secondo il giornalista, è enorme: il complesso di Santa Sofia e la Via Appia riconosciuti dall’Unesco, l’archeologia, la storia longobarda, il mito di Iside e delle Janare. «Il problema è che troppo spesso Benevento viene vissuta come una meta da mordi e fuggi. Dobbiamo trasformarla in una destinazione dove il visitatore resta più giorni».

Per riuscirci servono però collegamenti migliori, maggiore integrazione tra attrattori, eventi distribuiti durante tutto l’anno e una collaborazione più stretta tra cultura, ristorazione, ospitalità e commercio. «La cultura non deve essere un soprammobile da mostrare, ma un ecosistema economico», mi ripete.

Giovani e spopolamento: «Servono più soluzioni, non una sola»

Il tema dello spopolamento delle aree interne resta una delle grandi sfide del Sannio. «Bisogna creare condizioni affinché i giovani possano restare. La mobilità dei laureati è altissima e riguarda anche la mia famiglia». Ma per De Cristofaro non esiste una ricetta unica. «Negli anni abbiamo parlato di industrializzazione, turismo, città della cultura. Probabilmente non esiste una soluzione, ma servono tante soluzioni: investimenti diversificati, sviluppo organico e capacità di valorizzare le nostre risorse».

Il Benevento calcio e la passione giallorossa

Accanto alla cultura c’è anche il calcio, altra grande passione di De Cristofaro, che segue il Benevento come giornalista e conduttore televisivo.

«Mi aspetto una stagione di assestamento. La Serie B è diversa dalla Serie C, servirà equilibrio». Una categoria ritrovata dopo tre anni e che la città vuole mantenere. «Piedi per terra, niente voli pindarici. Bisogna consolidarsi e valorizzare anche i giovani del vivaio».

Tra i tanti eventi ideati e promossi – Benevento in Fiore, Benevento Food Festival, Mercatino delle Streghe – c’è ancora un progetto mai realizzato: «Sì, c’è. Ma preferisco non rivelarlo. In questa città capita che alcune idee vengano copiate prima ancora di essere realizzate. Posso dire soltanto che coinvolgerebbe tutta Benevento e i suoi quartieri».

La Notte delle Streghe: un viaggio da vivere

L’ultima battuta è dedicata proprio alla manifestazione che accompagna la presentazione del libro. «Per chi arriva stasera consiglio di non perdersi nulla. L’edizione di quest’anno, curata da Adriana Francesca, presidente dell’associazione APS Sannitamania, ha costruito un programma di grande qualità». Un percorso tra corso Garibaldi, via Traiano, la galleria Bosco e piazza Roma, tra spettacoli, artigianato e tradizione.

«Consiglio il concerto dei Bottari alle 22 in piazza Federico Torre, ma soprattutto la visita a Janare Experience presso l’Arco del Sacramento: è un appuntamento davvero imperdibile».

Perché alla fine il lavoro di Antonio De Cristofaro è proprio questo: trasformare la memoria in futuro, raccontare ciò che Benevento è stata per immaginare ciò che può diventare.

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