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Rogo Airola, Campagnuolo (Avanti Insieme): “Tutelare salute pubblica e produzioni della Valle Caudina”
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Dopo le numerose notizie, dichiarazioni e considerazioni circolate in questi giorni in merito al rogo verificatosi nell’area industriale di Airola e alle possibili conseguenze sulle produzioni agricole del territorio, Evangelista Campagnuolo, professionista nel settore della sicurezza, igiene e diritto alimentare e presidente del Movimento Civico ‘Avanti Insieme’, interviene per richiamare l’attenzione sulla necessità di distinguere i dati relativi alla qualità dell’aria dalla valutazione della sicurezza delle matrici alimentari.
«I risultati dei monitoraggi atmosferici successivi all’incendio rappresentano certamente un elemento incoraggiante – sottolinea Campagnuolo – ma è necessario chiarire un principio fondamentale: aria e alimenti non sono la stessa cosa. Il rientro dei valori atmosferici non può essere automaticamente interpretato come un risultato analitico riferito a ortaggi, frutta, terreni, foraggi o produzioni di origine animale».
Durante un incendio di natura industriale, infatti, particolato e sostanze originate dai processi di combustione possono essere trasportati dalla nube e successivamente depositarsi sul terreno e sulle superfici vegetali. La valutazione dell’eventuale ricaduta deve pertanto tenere conto della tipologia delle sostanze coinvolte, della direzione e dispersione dei fumi, delle condizioni meteorologiche e delle caratteristiche delle produzioni presenti nelle aree interessate.
Particolare attenzione, sotto il profilo tecnico, meritano contaminanti persistenti quali diossine e PCB diossina-simili, che presentano caratteristiche di persistenza ambientale e lipofilia e che, qualora presenti in quantità significative, possono entrare nella catena alimentare.
«Questo – precisa Campagnuolo – non significa affermare che i prodotti agricoli della Valle Caudina siano contaminati. Una simile affermazione, in assenza di risultati analitici specifici, sarebbe scientificamente scorretta e potrebbe determinare un danno ingiustificato alle aziende agricole e zootecniche del territorio. Ma lo stesso rigore deve essere utilizzato nel senso opposto: un dato relativo alla qualità dell’aria non deve essere trasformato automaticamente in una certificazione sulla sicurezza delle produzioni alimentari».
Da qui la necessità, nelle aree che le autorità competenti dovessero individuare come effettivamente interessate dalla ricaduta dei fumi, di valutare l’opportunità di campionamenti mirati sulle matrici maggiormente esposte, quali suolo, vegetali, ortaggi, foraggi e pascoli e, laddove tecnicamente necessario, sulle produzioni zootecniche come latte e uova.
«La sicurezza alimentare – continua Campagnuolo – si fonda su un principio molto semplice: campionare, analizzare e valutare i risultati. Non servono né allarmismi né rassicurazioni prive di un adeguato supporto analitico».
L’attenzione deve essere rivolta contemporaneamente alla tutela della salute pubblica e alla salvaguardia del comparto agricolo e zootecnico della Valle Caudina. «I nostri agricoltori e allevatori non possono subire un danno economico e d’immagine provocato dalla diffusione indiscriminata dell’idea che i prodotti del territorio siano contaminati, se questa affermazione non è sostenuta da evidenze scientifiche. Allo stesso tempo i cittadini hanno diritto a informazioni chiare e verificabili».
«La posizione più responsabile – conclude Campagnuolo – è quindi una sola: né allarmismo, né rassicurazioni affrettate. Prima i controlli, poi parlano i risultati. È così che si tutelano insieme salute, agricoltura e territorio».




