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Maltempo a Benevento, la riflessione di Iannace (Fai Cisl): ‘L’acqua passa, i danni restano. Ma la prevenzione no’
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“Quello che è accaduto oggi a Benevento lascia un senso profondo di amarezza. Strade trasformate in fiumi, quartieri allagati, auto sommerse, frane in periferia, famiglie che in poche ore hanno visto l’acqua entrare in casa e portare via tutto. Danni enormi. E tanta paura. Davanti a queste immagini, la prima cosa è stringersi attorno a chi ha subito danni e ringraziare chi è intervenuto con competenza e coraggio: Protezione Civile, Vigili del Fuoco, volontari, operai”. Lo scrive in una nota Alfonso Iannace, coordinatore territoriale della Fai Cisl Irpinia Sannio.
“Poi, però, a mente fredda, serve una riflessione seria. È facile, dopo, diventare tutti esperti da tastiera: ingegneri, meteorologi, strateghi del “si doveva”. “Si doveva pulire quel tombino”, “si doveva tagliare quell’albero”, “si doveva chiudere quella strada”. Le polemiche da social non asciugano una cantina e non aiutano nessuno. La verità è che questi eventi atmosferici sono sempre meno prevedibili nella loro violenza. Non parliamo più del “temporale di fine estate”: parliamo di nubifragi che in un’ora scaricano l’acqua di un mese. Il clima è cambiato, e ci sta avvisando. Da anni. E non lo fa più sottovoce.
Benevento, con la sua conformazione, i suoi due fiumi, le sue colline, lo sa bene. Non è la prima volta e, purtroppo, non sarà l’ultima. Per questo non basta più l’intervento d’emergenza. Non basta più la conta dei danni.
Chi è preposto, in tutte le istituzioni — Comune, Provincia, Regione, Consorzi — deve avere il coraggio di programmare a lungo termine. Non per i prossimi sei mesi, ma per i prossimi vent’anni.
Programmare significa: Manutenzione ordinaria, quella che non si vede ma salva: pulizia costante di caditoie, canali, alvei; potatura e controllo dei versanti; Prevenzione vera: basta costruire dove non si deve, basta tombare torrenti; serve un piano serio di regimentazione delle acque; Coraggio sulle cause: ridurre ciò che alimenta il cambiamento climatico; meno cemento selvaggio, più verde urbano che assorbe, più rispetto per il territorio.
Il maltempo di oggi non è una fatalità da archiviare con un “è stata sfortuna”. È un avviso. E agli avvisi, o si risponde con i fatti, o la prossima volta conteremo danni ancora più grandi. Forza Benevento”, conclude Iannace.




