ECONOMIA
Consorzio Medil chiude il 2025 con l’utile netto a 6,3 milioni (+28,8%): forte crescita di patrimonio e liquidità
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Il Consorzio Stabile Medil archivia il 2025 con un bilancio che conferma la traiettoria di crescita degli ultimi esercizi e, soprattutto, un salto di qualità nella solidità economica, patrimoniale e finanziaria dell’azienda. Alla base dei risultati raggiunti c’è un modello industriale ormai consolidato, fondato sulla capacità di intercettare commesse pubbliche e private di rilievo nazionale e di trasformarle in valore stabile nel tempo, per l’azienda e per l’intero indotto che la circonda, tra clienti, partner, istituzioni e dipendenti.
Sul fronte dei ricavi, secondo i dati di bilancio, il Consorzio ha chiuso l’esercizio a quota 164,4 milioni di euro, in aumento dell’1% sui 162,8 milioni del 2024. Più significativa la crescita del valore della produzione, salito a 170,4 milioni di euro (+6,4% sui 160,1 milioni dell’anno precedente): un dato che riflette l’avanzamento dei cantieri aperti nel corso dell’anno e la capacità del Consorzio di alimentare la propria attività con un flusso costante di nuove commesse.
È soprattutto sul piano della redditività che il 2025 segna un cambio di passo. L’EBITDA si è attestato a 10,35 milioni di euro, in crescita del 15% rispetto ai 9 milioni del 2024, mentre l’EBIT è salito a 10,03 milioni di euro (+13%, da 8,88 milioni).
L’utile netto, l’indicatore che meglio fotografa la capacità dell’azienda di generare valore per i soci dopo aver remunerato tutta la gestione, è cresciuto del 28,8%, passando da 4,92 a 6,33 milioni di euro. Una progressione legata al miglioramento strutturale della marginalità operativa, sostenuta dalla gestione ordinaria dell’attività più che da fattori straordinari.
Ancora più marcato il rafforzamento patrimoniale e finanziario. Il patrimonio netto è salito a 19,95 milioni di euro, con un incremento del 38,5% sui 14,41 milioni del 2024, mentre la Posizione Finanziaria Netta è passata da -1,24 a -8,13 milioni di euro, un miglioramento di 6,89 milioni che, trattandosi di un valore negativo, indica una posizione di cassa netta positiva e quindi l’assenza sostanziale di indebitamento finanziario.
A confermare la solidità dei conti concorre la crescita delle disponibilità liquide, più che raddoppiate a 22,1 milioni di euro (+101% sugli 11 milioni del 2024), e l’espansione del totale attivo, arrivato a 195,8 milioni di euro (+23,9% sui 158,1 milioni dell’anno precedente).
Nel loro insieme, questi numeri raccontano un’azienda capace di autofinanziare la propria crescita e di affrontare con maggiore forza contrattuale un mercato, quello degli appalti pubblici, in cui la solidità finanziaria è sempre più spesso un requisito di partecipazione oltre che un vantaggio competitivo.
A questi numeri si affianca un portafoglio lavori che sfiora i 2,8 miliardi di euro, distribuito su commesse infrastrutturali, ferroviarie, idrauliche ed edilizie in tutta Italia e, in misura crescente, anche all’estero.
Cresce anche il perimetro del Gruppo: sommando l’attività del Consorzio a quella delle società collegate e delle consortili costituite per le singole commesse maggiori, il valore della produzione complessivo supera i 223 milioni di euro, a conferma di un modello che affianca alla capogruppo una rete di competenze e strutture dedicate.
Tra le commesse che compongono il portafoglio figurano alcuni tra i cantieri infrastrutturali più rilevanti del Paese. In Sicilia, Medil è impegnata nella progettazione esecutiva e nell’esecuzione dei lavori di prolungamento della rete ferroviaria della Circumetnea nella tratta metropolitana di Catania, dalla stazione centrale all’aeroporto, per un valore di circa 498,8 milioni di euro.
In Calabria il Consorzio è coinvolto nella realizzazione della S.S. 106 “Jonica” nel tratto Catanzaro-Crotone, con due lotti che insieme superano i 548 milioni di euro, mentre in Puglia è attiva sulla S.S. 89 “Garganica” per la viabilità di San Giovanni Rotondo, appalto da circa 256,9 milioni di euro.
Il Consorzio è impegnato anche all’estero, a Malta, dove sta realizzando le opere strutturali, impiantistiche e di finitura del nuovo ospedale San Giovanni Paolo II, per un valore complessivo di circa 120 milioni di euro tra i due lotti affidati.
«I risultati del 2025 ci restituiscono l’immagine di un Gruppo che ha raggiunto una dimensione industriale importante, ma soprattutto ci indicano la responsabilità che questa crescita porta con sé» dichiara Flavian Basile, Presidente del Consorzio Stabile Medil.
«Oggi Medil esprime un portafoglio lavori che sfiora i 2,8 miliardi di euro e un valore della produzione complessivo di Gruppo oltre i 220 milioni di euro. Abbiamo chiuso l’esercizio con 6,33 milioni di euro di utile netto, un patrimonio netto vicino ai 20 milioni, oltre 22 milioni di liquidità e una posizione di cassa netta positiva superiore a 8 milioni di euro.
Sono numeri importanti, ma non rappresentano per noi un punto di arrivo: rappresentano la solidità necessaria per continuare a investire, assumere persone e sostenere la crescita delle nostre imprese.
Siamo un Gruppo che nasce nel Mezzogiorno e vogliamo continuare a dimostrare che dal Sud possono nascere imprese capaci di raggiungere dimensioni nazionali e competere sui mercati internazionali. La crescita di Medil deve significare anche nuova occupazione qualificata nel Mezzogiorno e la formazione di una nuova generazione di tecnici, manager e imprenditori delle infrastrutture».
Basile prosegue sul fronte dei cantieri: «Siamo impegnati su alcuni dei principali programmi infrastrutturali italiani: due lotti della nuova S.S. 106 Jonica in Calabria, la S.S. 89 Garganica in Puglia, l’Autostrada dei Due Mari, la Siena-Grosseto, gli interventi sulle autostrade A24 e A25, la mobilità urbana di Sassari e Cagliari, la galleria Crozzia a Trento, le opere idrauliche di Catania e Acerenza e gli interventi sulle dighe in Sardegna e Sicilia.
A queste si aggiungono le infrastrutture sanitarie: dagli ospedali realizzati durante l’emergenza Covid alle Case della Comunità finanziate dal PNRR, fino al distretto sanitario Giovanni Paolo II a Malta, inserito in un programma infrastrutturale di circa 500 milioni di euro».
Sulla visione industriale del Gruppo, aggiunge: «La nostra visione va oltre quella di una tradizionale impresa di costruzioni. Stiamo costruendo una company infrastrutturale integrata, capace di unire costruzioni, ingegneria, tecnologia, competenze specialistiche e capacità finanziaria.
Un modello nel quale la crescita di Medil deve generare crescita anche per le imprese consorziate, i partner, i fornitori e l’intera filiera, perché la forza di un gruppo non si misura soltanto dal fatturato, ma dalla quantità di sviluppo che riesce a creare intorno a sé.
Abbiamo costruito una base solida. Ora vogliamo compiere un nuovo salto dimensionale: rafforzarci in Italia, crescere sui mercati internazionali e continuare a investire nelle persone e nell’innovazione. La Medil che immaginiamo per il futuro deve essere molto più grande di quella che siamo oggi».
Il 2025 si chiude quindi come l’esercizio in cui il Consorzio ha consolidato la propria transizione da realtà in crescita a operatore strutturato, con conti solidi, un portafoglio ampio e diversificato e una presenza ormai stabile su alcuni dei cantieri pubblici più significativi del Paese.
Le prospettive per i prossimi esercizi restano legate alla capacità di continuare ad aggiudicarsi nuove commesse e di consolidare la presenza nei settori delle infrastrutture stradali e ferroviarie, dell’edilizia sanitaria e universitaria, delle opere idrauliche e portuali, in Italia e sui mercati esteri in cui il Gruppo ha iniziato a muovere i primi passi.



