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CRONACA

Incendio Airola, le aziende dell’area PIP scrivono a Prefettura e Procura: «Subito la messa in sicurezza prima delle piogge»

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È un appello alle istituzioni quello lanciato dalle aziende dell’area PIP di Airola, direttamente interessate dalle conseguenze dell’incendio che lo scorso 31 agosto ha coinvolto il sito di stoccaggio rifiuti di via Carracciano.

Le imprese della zona industriale hanno inviato una formale comunicazione alla Prefettura di Benevento e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, mettendo per conoscenza anche Regione Campania, ARPAC, Provincia di Benevento e Comune di Airola.

Al centro della lettera c’è una richiesta considerata non più rinviabile: la messa in sicurezza dell’area prima dell’arrivo delle prossime piogge, per evitare che i residui dell’incendio possano essere trascinati dalle acque meteoriche nel terreno e nel sistema idrico.

«Al di là delle responsabilità civili e penali che saranno accertate nelle sedi competenti – scrivono le aziende – vogliamo lanciare un allarme e avanzare richieste precise sul rogo di Airola».

Il primo dato evidenziato nella comunicazione è che l’incendio è stato spento. Ma, secondo le imprese, l’emergenza ambientale non può considerarsi conclusa con lo spegnimento delle fiamme.

Le aziende richiamano infatti le rilevazioni effettuate dall’ARPAC, che avrebbero segnalato la presenza di valori di diossine, in un quadro ambientale che resta ancora in fase di valutazione e monitoraggio.

A preoccupare ora è soprattutto l’arrivo delle precipitazioni. Secondo quanto rappresentato nella lettera, il dilavamento del materiale combusto e dei residui ancora presenti sul sito potrebbe favorire la dispersione di sostanze inquinanti nel suolo, nelle acque superficiali e nella falda, con il rischio di estendere l’area interessata.

Da qui la richiesta di procedere senza ulteriori ritardi a una messa in sicurezza d’emergenza, predisponendo sistemi idonei a impedire il dilavamento e la dispersione degli eventuali contaminanti.

Tra le misure indicate dalle aziende figurano, a titolo esemplificativo, la copertura dei cumuli, la regimentazione e raccolta delle acque di ruscellamento e il contenimento del percolato, attraverso un coordinamento tra Regione Campania, ARPAC, ASL e Comune.

L’appello al Prefetto

Nella lettera viene rivolto un appello diretto anche al Prefetto di Benevento, Raffaela Moscarella, affinché si rechi ad Airola e garantisca, nell’ambito delle proprie competenze, un’azione di coordinamento e un presidio dell’area.

L’obiettivo indicato dalle imprese è quello di assicurare la presenza delle istituzioni sul posto e accompagnare le operazioni fino al completamento degli interventi necessari, in raccordo con gli enti competenti.

«Accertamenti urgenti e via libera alla bonifica»

Un’altra richiesta è indirizzata alla Procura della Repubblica di Benevento. Le aziende chiedono che vengano effettuati con la massima urgenza tutti gli accertamenti necessari sullo stato dei luoghi, anche attraverso strumenti di natura tecnica che consentano di cristallizzare la situazione attuale prima che le operazioni di messa in sicurezza e bonifica ne modifichino le condizioni.

Il passaggio ritenuto prioritario è quindi quello di arrivare quanto prima, compatibilmente con le esigenze investigative, al dissequestro o comunque all’autorizzazione per l’avvio della bonifica e dello svuotamento dell’area.

«Ogni giorno con quei rifiuti sul posto – sostengono le aziende – è un giorno di rischio in più per la salute delle nostre comunità».

La richiesta complessiva è dunque quella di un intervento coordinato e tempestivo, nella convinzione che la fase successiva all’incendio richieda altrettanta attenzione di quella dell’emergenza legata alle fiamme.

Per le imprese dell’area PIP, il tema non riguarda soltanto l’accertamento delle eventuali responsabilità per quanto accaduto il 31 agosto, ma soprattutto la necessità di evitare che gli effetti dell’incendio possano produrre ulteriori conseguenze ambientali con l’arrivo delle precipitazioni.

L’appello ora è rivolto alle istituzioni: mettere in sicurezza il sito, accelerare gli accertamenti e creare le condizioni per l’avvio degli interventi di bonifica, garantendo nel frattempo un presidio e un’informazione puntuale alle comunità interessate.

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