POLITICA
Suicidio in carcere, Civico22: “Non c’è più tempo, servono interventi strutturali imminenti”
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“Di fronte alla tragica notizia del recente suicidio di un uomo di 37 anni avvenuto in carcere, Civico22 esprime profondo cordoglio e denuncia quest’ennesima e drammatica sconfitta per la nostra collettività». A dirlo è Giuseppe Iorio, segretario di Civico22, che interviene sulla vicenda sottolineando come “sia la conferma dello stato di degrado in cui versano gli istituti di pena italiani, tra sovraffollamento, carenze sanitarie, criticità igienico-strutturali e assenza di adeguato supporto psicologico».
“Una realtà che azzera la dignità umana e rende la pena detentiva invivibile sia per i reclusi che per chi vi lavora», prosegue Iorio.
“La tutela dei diritti fondamentali nelle carceri è da sempre un pilastro della nostra azione. Già lo scorso 22 giugno, nel corso di un incontro promosso presso la nostra sede con Rita Bernardini (Presidente di “Nessuno tocchi Caino”) e con il Garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, avevamo lanciato un accorato grido d’allarme sulle condizioni del panorama carcerario italiano”.
Iorio ricorda quindi anche l’impegno concreto portato avanti da Civico22: “Alla denuncia affianchiamo da sempre l’azione concreta: a seguito delle recenti criticità dell’istituto beneventano, abbiamo avviato una raccolta straordinaria di beni essenziali e prodotti per l’igiene personale destinati ai detenuti”.
“I fatti di questi giorni dimostrano che non c’è più tempo: servono interventi strutturali imminenti per restituire dignità e rispetto dei diritti costituzionali all’interno degli istituti di pena. Continueremo a mobilitarci affinché la vita e la dignità delle persone vengano sempre garantite”, sottolinea il segretario di Civico22.
Infine, Iorio richiama la necessità di un rapporto più stretto tra carcere, istituzioni e territorio: “Crediamo, infine, che il carcere “vive” davvero se le istituzioni e le forze migliori della città non gli chiudono le proprie porte, né lo nascondono come un quartiere degradato, ma piuttosto instaurano un colloquio costruttivo con esso, realizzando sinergie e percorsi di redenzione e reciproco arricchimento”.




