SANNIO
Guardia Sanframondi investe nella prevenzione: una stazione sismica per conoscere e affrontare il rischio terremoto
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3 mesi fasu
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redazione
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In un’area storicamente segnata da eventi sismici catastrofici, ma anche da antiche stratificazioni culturali che si intrecciano e si arricchiscono reciprocamente nel tempo, mediando affascinanti aspetti paesaggistici, naturalistici, storici, antropologici, mitici e finanche fideistico-religiosi, il Comune di Guardia Sanframondi affronta oggi, in chiave moderna, un fenomeno altrettanto antico e sempre temuto, ma non ancora completamente disvelato: il terremoto.
Lo fa compiendo una scelta di altissimo valore civile e culturale, attraverso l’implementazione di una stazione sismica a tecnologia avanzata sul proprio territorio, in un’area nevralgica della dinamica sismica dell’Appennino molisano-sannitico, caratterizzata da un assetto sismotettonico di particolare rilevanza e complessità.
Il territorio di Guardia Sanframondi, infatti, non è nuovo alla sfida con le forze primordiali della natura. La storia sismica locale rappresenta un monito silenzioso ma sempre vivo. Basta sfogliare il Catalogo Sismico Nazionale per ritrovare le date dei tragici eventi che hanno lasciato profonde cicatrici nella memoria collettiva della comunità, causando distruzioni e perdite di vite umane.
Tra i terremoti più devastanti si ricordano quelli del 1456, 1688, 1702 e 1805, ai quali si aggiungono quelli del 1930, 1962 e 1980, che pur avendo prodotto effetti meno disastrosi, hanno comunque segnato il territorio e la sua popolazione.
Oggi, la conoscenza della dinamica sismica del passato diventa una strategia per il futuro. Tale strategia si fonda sulla comprensione dei fenomeni naturali, ottenibile soltanto attraverso il rilevamento continuo degli eventi sismici, la loro analisi e la corretta collocazione spaziale e temporale.
La nuova stazione sismica non sarà un elemento isolato. Da sola avrebbe poco o nessun interesse scientifico. Una stazione di monitoraggio deve infatti costituire uno dei nodi di una rete sismica, una sorta di “rete neurale” capace di interconnettersi con gli altri nodi, così da ottenere segnali puliti, corretti e validi per le successive attività di studio e ricerca.
Per questo motivo è stata prevista e realizzata la sua interconnessione con la Rete Sismica Sannita gestita dall’Osservatorio Sismico Luigi Palmieri di Pesco Sannita, fondato nel 1984 e ancora oggi coordinato dai volontari del locale Nucleo Comunale di Protezione Civile.
L’obiettivo dell’Osservatorio è quello di creare e diffondere, anche in realtà territoriali lontane dai grandi centri di ricerca nazionali, come il Sannio beneventano, modelli innovativi di cultura scientifica, sensibilizzazione civile e partecipazione popolare.
Grazie a questa nuova stazione, l’Osservatorio Sismico Luigi Palmieri potenzia la propria capacità di studio della sismicità del segmento sannita dell’Appennino meridionale, una delle aree a più elevata pericolosità sismica d’Italia, e delle strutture sismogenetiche locali che interessano direttamente l’abitato di Guardia Sanframondi e il territorio circostante.
«L’efficacia di una rete sismica – rileva il professor Pietro De Paola, responsabile scientifico e direttore dell’Osservatorio Sismico Palmieri – risiede nella sua capillarità e densità territoriale. L’adesione del Comune di Guardia Sanframondi rappresenta un’opportunità scientifica di primo ordine per due motivi fondamentali. Il primo è la possibilità di ascoltare e studiare da vicino il segmento sismogenetico del Bacino del Tammaro, compreso nella più ampia struttura composita Miranda-Apice, sede dei terremoti catastrofici del 1456, 1688, 1702 e 1962. Il secondo riguarda il controllo continuo di una importante struttura tettonica, una “faglia capace” che lambisce il margine nord-orientale del centro abitato di Guardia Sanframondi e che, pur essendo oggi silente, presenta una potenziale elevata pericolosità, essendo in grado di produrre una rottura della crosta terrestre fino a raggiungere la superficie».
«Siamo pertanto grati al sindaco, dottor Raffaele Di Lonardo, e all’intera Amministrazione Comunale – prosegue De Paola – per l’iniziativa che ci vede compartecipi e per aver condiviso gli stessi obiettivi della nostra comunità scientifica. Una realtà costruita in oltre quarant’anni di volontariato, priva di finalità lucrative e di attività professionali redditizie, che ha scelto di mettersi al servizio della collettività per approfondire la conoscenza del fenomeno sismico e contribuire al miglioramento della prevenzione e della sicurezza antisismica».
Il sindaco, dottor Raffaele Di Lonardo, anche a nome dell’Amministrazione Comunale, conclude: «Amministrare significa guardare oltre il presente e proiettarsi nel futuro. Con questa stazione sismica non abbiamo installato soltanto una strumentazione scientifica, ma abbiamo investito nella cultura della prevenzione e sottoscritto un nuovo e concreto patto tra Istituzioni e Scienza per la crescita delle comunità locali e del nostro Sannio.
La conoscenza puntuale del sottosuolo rappresenta la base per rafforzare e diffondere le misure di difesa nei confronti del fenomeno sismico e, soprattutto, per promuovere una maggiore coscienza di autotutela tra i cittadini. Siamo convinti che un cittadino informato sia un cittadino più sicuro e più responsabile nei confronti della collettività».

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