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Airola, dopo l’incendio della EcoEnergy la mozione di sfiducia: il sindaco Falzarano sempre più in bilico
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Airola sempre più nel caos. Il devastante incendio della Eco Energy ha prodotto pesanti conseguenze sul piano ambientale, ma le fiamme divampate e il fumo nero diffusosi su tutto il territorio circostante hanno avuto riflessi non di poco conto anche sul piano più strettamente politico.
Qualche scricchiolio in seno alla maggioranza targata Falzarano, del resto, si era già registrato nei giorni immediatamente successivi al disastro ambientale iniziato il 31 agosto. Il 5 settembre, infatti, i consiglieri di maggioranza Ornella De Sisto, Carmine Antonio Influenza e Antonietta Bernardo si erano distaccati dal gruppo consiliare di maggioranza. Per l’esattezza, in Consiglio comunale Forza Italia non era formalmente rappresentata, ma alcuni protagonisti della divisione – De Sisto e Influenza – sono riconducibili al partito berlusconiano. I tre consiglieri si erano pertanto distaccati dagli altri cinque colleghi di maggioranza, come comunicato al presidente del Consiglio Eugenio Boccalone, al sindaco Falzarano, al segretario generale Carla Moscato e al responsabile Affari istituzionali Giuseppe Iadevaia. Nella comunicazione, Ornella De Sisto aveva inoltre rassegnato formalmente le proprie dimissioni dalla carica di capogruppo del gruppo consiliare di maggioranza “Airola 2027”, comunicando, insieme ai consiglieri comunali Antonietta Bernardo e Carmine Antonio Influenza, “la condivisa volontà di costituzione di un nuovo Gruppo Consiliare Autonomo”, denominato “Con Airola, Per Airola”, assumendone la funzione di capogruppo, con effetto dalla data della comunicazione. Nei giorni successivi, i consiglieri forzisti protagonisti della divisione avevano precisato che la spaccatura era quasi più formale e meno sostanziale, ribadendo di essere ancora in linea con Forza Italia ma anche con i propositi dell’amministrazione, pur manifestando al tempo stesso la volontà di incidere maggiormente sull’azione di governo cittadino.
Il nuovo dato emerso ieri sera, però, è rappresentato dalla mozione di sfiducia che avrebbero presentato i cinque consiglieri di minoranza: Giulia Abbate, Gennaro Falzarano, Giuseppe Maltese, Giuseppe Stravino e Biagio Supino. La mozione dovrà essere discussa e votata dal Consiglio comunale non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione. Un arco temporale nel quale, stando alle indiscrezioni emerse nelle ultime ore, i consiglieri pronti a sostenere la sfiducia potrebbero salire a sette, determinando così la fine anticipata della consiliatura Falzarano. Del resto, è quanto era stato invocato da una parte dei cittadini mobilitatisi in seguito all’incendio della Eco Energy. Tanto che in occasione del Consiglio comunale aperto di una settimana fa era stata chiesta a gran voce la presentazione delle dimissioni da parte del sindaco oppure un’iniziativa dei consiglieri comunali finalizzata a determinare la fine dell’amministrazione. Uno scenario che, alla luce della mozione presentata ieri sera e delle indiscrezioni relative a possibili ulteriori adesioni, sembra ora concretamente profilarsi.




