AMBIENTE
Rifiuti nelle aree picnic, stretta sul Taburno: sei enti insieme per tutelare il Parco
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Più controlli, maggiore coordinamento tra gli enti e un’azione condivisa per contrastare l’abbandono dei rifiuti. È questo l’obiettivo del nuovo Protocollo d’Intesa per la tutela ambientale e la gestione dei rifiuti nelle aree picnic del Monte Taburno, approvato dalla Provincia di Benevento con la deliberazione del presidente Nino Lombardi, firmata lo scorso 10 settembre 2026.
L’intesa coinvolge la Provincia di Benevento, la Comunità Montana del Taburno, i Comuni di Bonea, Tocco Caudio e Cautano e l’Ente Parco Regionale del Taburno-Camposauro, chiamati a lavorare in maniera coordinata per affrontare una criticità che negli ultimi anni è diventata particolarmente evidente nelle aree di maggiore afflusso turistico ed escursionistico.
Nel mirino c’è soprattutto il fenomeno dell’abbandono incontrollato dei rifiuti nelle aree picnic e lungo la Strada Provinciale 140 “Taburno”. Una situazione che, evidenzia la Provincia, produce conseguenze non soltanto sul piano ambientale e paesaggistico, ma anche sotto il profilo igienico-sanitario e della sicurezza pubblica.
Il protocollo nasce al termine di un percorso di confronto tra le amministrazioni interessate, sviluppatosi anche attraverso incontri presso la Prefettura di Benevento. L’obiettivo è trasformare la collaborazione tra gli enti in un sistema stabile e coordinato di prevenzione, controllo e tutela del territorio.
Controlli lungo la SP 140
Uno dei punti centrali dell’accordo riguarda la vigilanza. La Provincia di Benevento metterà a disposizione la propria Polizia Provinciale, che opererà lungo la SP 140 “Taburno” insieme alle Polizie Locali di Bonea, Cautano e Tocco Caudio e ai Carabinieri Forestali.
Il protocollo punta dunque a rafforzare il monitoraggio di una delle principali vie di accesso alle aree montane e alle zone destinate alla fruizione turistico-escursionistica. L’attività congiunta dovrà contribuire a prevenire e contrastare l’abbandono dei rifiuti, oltre a garantire una maggiore attenzione alla tutela del patrimonio ambientale e forestale dell’area protetta.
Accanto ai controlli è previsto anche un altro impegno della Provincia: la manutenzione del manto stradale della provinciale, attraverso interventi finalizzati a garantire condizioni di sicurezza per la viabilità.
Non solo controlli: educazione ambientale e coinvolgimento del territorio
Il protocollo non si limita alla vigilanza. Tra gli strumenti individuati figurano anche campagne di sensibilizzazione ed educazione ambientale, con la possibilità di coinvolgere privati, associazioni locali e volontariato.
L’idea è quindi quella di affiancare all’attività repressiva una strategia di prevenzione, puntando sulla responsabilizzazione di chi frequenta il Taburno e sulla collaborazione con il tessuto associativo e con la comunità locale.
La tutela dell’area viene così inserita in un quadro più ampio che comprende decoro, sicurezza dei fruitori e valorizzazione del patrimonio naturale.
Un accordo di due anni, senza costi diretti per gli enti
Il protocollo avrà una durata di due anni dalla data della sottoscrizione, con possibilità di tacito rinnovo per altri due anni, salvo disdetta di una delle parti da comunicare almeno tre mesi prima della scadenza.
Sul piano economico, l’intesa non comporta oneri finanziari diretti tra le parti. Eventuali attività che richiedano specifiche risorse saranno oggetto di successivi atti attuativi, come previsto dallo stesso protocollo.
Per la Provincia, gli impegni saranno attuati dai settori competenti nel rispetto degli strumenti di programmazione dell’ente e delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili.
Per il Taburno si apre così una nuova fase di collaborazione istituzionale, costruita attorno a una questione concreta: preservare le aree picnic e la viabilità di accesso al monte dal degrado e dall’abbandono dei rifiuti, conciliando la crescente fruizione dell’area con la necessità di proteggerne il patrimonio ambientale.




