PRIMO PIANO
ITI Lucarelli, celebrati 120 anni di storia. Il preside Marro: “Il futuro è l’IA”
Ascolta la lettura dell'articolo
L’istituto Tecnico Industriale “Giovan Battista Bosco Lucarelli” di Benevento ha celebrato i 120 anni dalla sua istituzione, avvenuta con il Regio Decreto del 1906. Un traguardo prestigioso che segna oltre un secolo di formazione tecnica e professionale, raccontato oggi con una cerimonia intensa.
La mattinata si è aperta con lo svelamento di due targhe commemorative: la prima è dedicata a Guido Catilino, giovane studente del Lucarelli scomparso lo scorso aprile, al quale è stata intitolata una piazzetta dell’istituto; la seconda rende omaggio a Cosimo Rummo, a cui è stata intitolata la sala convegni della scuola.
La figura di Rummo si inserisce in una storia più ampia, quando l’istruzione tecnica iniziò a essere strettamente collegata al mondo produttivo con la presenza nei suoi organismi di gestione di rappresentanti della Camera di Commercio.
«Questa non era solo una scuola ma una scuola-officina“, ha spiegato la docente universitaria Rossella Del Prete. Nel corso della sua storia l’istituto ha avuto anche commesse statali per la produzione di armi e munizioni durante la Prima e la Seconda guerra mondiale. Ha cambiato denominazione e indirizzi, arrivando a occuparsi anche di aeronautica, mentre la formazione degli studenti si sviluppava attraverso le officine e i laboratori.
La presenza della fucina e delle officine consentiva infatti ai ragazzi di confrontarsi direttamente con i processi produttivi. Una formazione tecnica ha rappresentato per decenni un importante sostegno allo sviluppo dell’industria beneventana e sannita, formando tecnici poi richiesti dalle realtà produttive del territorio.
“Ci sono gli spazi dell’antica fucina, i macchinari recuperati ed esposti e i laboratori di fisica ed elettrotecnica: testimonianze concrete di una storia fatta di formazione, lavoro e innovazione”, ha aggiunto Del Prete.
Il 120esimo anniversario non è stato soltanto una celebrazione del passato, ma l’occasione anche per guardare avanti. “La sfida per il futuro – ha detto il dirigente scolastico Giovanni Marro – è l’intelligenza artificiale. Seguendo le linee ministeriali, introdurremo questa importante tecnologia, che però deve rimanere uno strumento e non diventare mai fine a se stessa. Dovrà essere applicata in tutti i settori, da quello produttivo a quello culturale e sociale. Sarà quindi importante formare gli studenti anche sui reali pericoli dell’intelligenza artificiale, mantenendo allo stesso tempo un legame sempre più stretto con il territorio».



