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Scuola, il messaggio dell’Arcivescovo di Benevento per il nuovo anno: «Siate seminatori di speranza»

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Con l’avvio del nuovo anno scolastico 2026-2027, l’Arcivescovo di Benevento, Mons. Michele Autuoro, ha rivolto un messaggio di vicinanza e incoraggiamento all’intera comunità scolastica del territorio. Un messaggio rivolto a dirigenti scolastici, docenti, personale della scuola, famiglie e, soprattutto, agli alunni e agli studenti di ogni ordine e grado.

Al centro della riflessione dell’Arcivescovo c’è un’immagine evangelica antica e sempre attuale: la Parabola del Seminatore, scelta come metafora del percorso educativo e dell’anno scolastico che si apre.

«La scuola – sottolinea Mons. Autuoro – è il luogo in cui una comunità si ritrova per sognare, progettare e costruire il proprio domani». Da qui l’invito a vivere il nuovo anno come un tempo di semina fiduciosa, nel quale ciascuno è chiamato a svolgere il proprio ruolo con responsabilità, pazienza e speranza.

«Dirigenti e docenti, siate seminatori di speranza»

Il primo pensiero dell’Arcivescovo è rivolto agli educatori, ai quali riconosce «il compito più nobile e delicato»: quello di essere seminatori.

Un compito che, osserva Mons. Autuoro, spesso richiede fatica e dedizione senza che i risultati siano immediatamente visibili. Proprio come nella parabola evangelica, però, il seminatore è chiamato a gettare il seme con «generosità inesausta», confidando nella possibilità che esso possa attecchire e portare frutto.

Nel messaggio trova spazio anche un richiamo a Antoine de Saint-Exupéry e al Piccolo Principe: «Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi».

Un principio che, secondo l’Arcivescovo, assume un valore particolare nel mondo della scuola. Anche davanti a un alunno distratto, fragile o disorientato, l’educatore è chiamato ad andare oltre le apparenze e a riconoscere l’unicità di ogni ragazzo.

«Saper vedere l’unicità di ogni studente – sottolinea – è il primo passo per preparare il terreno e permettere al seme del sapere di attecchire e fare breccia».

Educare, aggiunge Mons. Autuoro, significa anche dedicare tempo, con costanza e gratuità. Il tempo trascorso in aula per trasmettere conoscenze, ascoltare le difficoltà e accompagnare le fragilità dei ragazzi rappresenta quel nutrimento necessario affinché il seme possa germogliare.

Agli studenti l’invito a essere «terreno buono»

Un passaggio particolare del messaggio è dedicato agli alunni e agli studenti, chiamati dall’Arcivescovo a essere «terreno buono» e accogliente.

La scuola, ricorda Mons. Autuoro, non può essere considerata soltanto come un insieme di nozioni da apprendere in vista di un voto. È, piuttosto, «la palestra in cui preparate l’umanità del vostro futuro».

Ai ragazzi l’invito è dunque a vivere lo studio con curiosità, passione e spirito di scoperta, guardando alle diverse discipline non come a semplici obblighi, ma come a vere e proprie «compagne di viaggio».

Storie, numeri, scienze e conoscenze diventano così semi destinati a trasformare i sogni dei giovani in progetti concreti.

Essere «terreno buono», però, significa anche avere il coraggio di contrastare la pigrizia e la superficialità. L’Arcivescovo mette in guardia dai «rovi» tecnologici e sociali che rischiano di soffocare i pensieri e invita i giovani ad andare in profondità, a porsi domande e a coltivare la propria curiosità.

«Nessuno può educare da solo»

La parte conclusiva del messaggio è dedicata all’intera comunità scolastica. La Parabola del Seminatore, osserva Mons. Autuoro, insegna che il seme può portare frutto laddove esistono alleanza, pazienza e accoglienza.

L’auspicio dell’Arcivescovo è che le scuole del territorio beneventano possano diventare sempre più laboratori di dialogo e di pace, attraverso la collaborazione tra dirigenti, insegnanti, personale ATA e famiglie.

«Nessuno può educare da solo», afferma con chiarezza Mons. Autuoro, indicando nella crescita dei ragazzi una «responsabilità condivisa».

La comunità è quindi chiamata a diventare custode attenta di ogni «germoglio di bene» che nasce e cresce nelle aule, accompagnando i giovani nel loro percorso di formazione umana e culturale.

In conclusione, l’Arcivescovo affida a tutti un augurio e una benedizione per il nuovo anno scolastico: «Su ciascuno di voi, sulle vostre fatiche e sulle vostre gioie di questo anno scolastico 2026-2027, invoco la benedizione del Signore».

E, richiamando ancora una volta l’immagine evangelica che accompagna il suo messaggio, conclude: «Buon cammino e buona semina a tutti!»

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