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POLITICA

Aversano (Api): ‘Mobilitazione ed indignazione popolare sono segnali incoraggianti’

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“Sono segnali incoraggianti la mobilitazione e l’indignazione popolare che si stanno registrando in questi giorni contro la decisione del Governo di sopprimere la provincia di Benevento. L’azione congiunta di tutti gli attori istituzionali, sociali e culturali del Sannio ci auguriamo che produrrà un ripensamento rispetto a un provvedimento iniquo e arrogante soprattutto nei confronti di una terra come il Sannio che affonda le proprie radici nel Risorgimento italiano”. Così Marcello Aversano, assessore all’Urbanistica del Comune di Benevento ed esponente provinciale di Alleanza per l’Italia, interviene nel dibattito sul Decreto Legge n. 138 che prevede l’abolizione delle Province sotto i 300.000 abitanti.

“La manovra economica di Tremonti, piovuta alla vigilia di Ferragosto sulla testa dei sanniti, assume un significato incomprensibile. Sull’altare del pareggio di bilancio, il Governo ha deciso di sacrificare i territori più piccoli e quindi più deboli perché scarsamente rappresentativi politicamente – dichiara Aversano -. Dobbiamo bere l’amaro calice dell’abolizione delle Provincia ma non si considera che i costi e gli sprechi della politica sono altrove. Si tagliano le Province perché non si ha il coraggio di toccare i veri santuari del privilegio. Intanto si procede con una misura assurda che tocca le corde profonde degli italiani in quanto la Provincia evoca un bisogno di rappresentanza, di identità e di dignità”.

“Il provvedimento governativo, oltre ad essere incomprensibile e ingiustificato, appare anche incoerente – prosegue Aversano -. Si parla di abolizione per gettare fumo negli occhi agli avversari della Casta ma la verità è che siamo dinanzi a degli accorpamenti in quanto il livello di governo provinciale non viene abolito. Inoltre va analizzata la portata macroeconomica di questi risparmi di spesa. Rispetto alla portata delle misure necessarie per toccare il pareggio di bilancio, questi risparmi sono minori e quindi irrisori: un certo numero di poltrone e quale economia di scala nella fornitura dei servizi. Ciò aiuta ancor di più a capire che si tratta di una scelta scellerata e priva di senso”.

“E’ per questi motivi che non si comprende l’importanza di questi accorpamenti o abolizioni che dir si voglia. Il Governo non pensi che in questo modo si vada a toccare il nervo scoperto dei costi della politica, aumentando di molto anche l’accettabilità di questa manovra che impone sacrifici immani ai cittadini. Per quel che ci riguarda – conclude l’assessore – combatteremo con le unghie e con i denti affinché la Provincia di Benevento mantenga il suo status istituzionale. Non è una battaglia di campanile ma la rivendicazione di servizi efficienti in nome di una grande storia locale che ha fatto grande il Sannio”.

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