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‘Possibili gli interventi edilizi in zone da tutelare e salvaguardare’

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“L’associazione Altrabenevento ha già segnalato all’opinione pubblica che il Consiglio Comunale nella seduta del 18 luglio relativa all’esame delle osservazioni, ha apportato modifiche di rilevante consistenza alle Norme Tecniche di Attuazione del Piano, accogliendo pertanto parzialmente l’osservazione n.182, relativa ad immobili situati nell’area del Parco Archeologico di Cellarulo”, scrivono in una nota indirizzata alla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Benevento e Caserta il presidente dell’associazione Gabriele Corona, nonché Alessandra Sandrucci e Vincenzo Fioretti.
“Tale modifica alle NTA è contenuta in un documento redatto dai capigruppo consiliari, non condiviso dal settore urbanistica, che è stato allegato al verbale della seduta ma di cui non si è data lettura in aula e che l’associazione ha chiesto in visione. Si rileva pertanto l’assoluta necessità di un intervento urgente delle Soprintendenze competenti, al fine di verificare la natura, la legittimità e la compatibilità delle modifiche introdotte rispetto alle norme e ai vincoli insistenti sulla zona.
In ogni ipotesi, anche a prescindere dalle suddette ultime modifiche, si riscontra nelle NTA la possibilità di effettuare interventi edilizi rilevanti che vanno a cadere nelle zone che avrebbero dovuto essere preservate, ai fini della valorizzazione archeologica, con specifiche norme di tutela e salvaguardia. Ci si riferisce espressamente alle previsioni dell’art. 59 che nell’area del parco archeologico ammettere anche la Ristrutturazione Urbanistica (RU), cioè gli interventi “rivolti a sostituire l’esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso mediante un insieme sistematico di interventi edilizi anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati, della rete stradale …”. Il predetto art. 59 precisa che per tali interventi valgono le “prescrizioni” dell’art. 14 delle stesse N.T.A., che invero ai commi 8.5 e 8.6 prevede quanto segue: “ 8.5 (L’intervento RU) è ammesso anche senza perimetrazione delle cartografie del PUC nei casi di attività industriali o artigianali esistenti non avente valore storico ed architettonico comprese nelle zone A (anche configurante parco archeologico), B, C, che configurano attività dismesse o da dismettere,incompatibili con le funzioni di zona. Nei casi di cui al precedente comma (fermo restando il parere della competente Soprintendenza nel caso di demolizione e ricostruzione) con l’intervento di RU si ammette il cambiamento di destinazione d’uso con conversione delle volumetrie esistenti anche attraverso l’intervento di demolizione e ricostruzione …..”
E al punto 8.6 :” Per i casi di cui al precedente comma, è ammesso l’intervento diretto anche se ricadente nell’area del Parco Archeologico …”. Insomma, dalla lettura di queste norme risulta, ad esempio possibile in zona Parco archeologico abbattere un capannone di 400 metri quadrati e sostituirlo con un edificio di 5 piani destinato a residenze.
Con le previsioni suddette di cui al momento non si conoscono le eventuali osservazioni di codeste Soprintendenze che però di certo non sono tra gli atti posti all’attenzione del Consiglio Comunale, e con le ulteriori modifiche concessorie operate di recente, sarà d’ora in poi di fatto possibile qualsiasi intervento urbanistico ed edilizio in totale spregio del patrimonio storico archeologico che queste Soprintendenze sono chiamate a tutelare.
Attendiamo pertanto un immediato intervento sull’Amministrazione Comunale al fine di impedire ogni possibile sfregio del nostro patrimonio archeologico”.

 

 

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