CULTURA
Benevento, per l’Arco di Traiano intervento di restauro e conservazione delle superfici lapidee
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Prosegue l’impegno del Ministero della Cultura per la tutela, la conservazione e la valorizzazione della Via Appia Regina Viarum, iscritta nel 2024 nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Un riconoscimento che conferma il valore universale di un’infrastruttura antica capace di connettere territori, città, paesaggi e comunità, e che oggi richiede azioni coordinate di conoscenza, manutenzione programmata, restauro e fruizione consapevole.
In questo quadro si inserisce l’avvio del cantiere di restauro dell’Arco di Traiano a Benevento, uno dei monumenti più rappresentativi del sistema viario antico. L’arco onorario, eretto nel 114 d.C., segna il punto di partenza della via Traiana, il tracciato voluto dall’imperatore Traiano per rendere più agevole e diretto il collegamento tra Roma e Brindisi, attraverso Benevento, Canosa, Bari ed Egnazia.
L’intervento è finanziato nell’ambito del Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR. Soggetto attuatore è la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Napoli, subentrata all’ex Segretariato regionale, diretta dall’arch. Rosalia D’Apice. La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento, territorialmente competente e diretta da Mariano Nuzzo, assicura le funzioni di tutela e di vigilanza tecnico-scientifica sul bene, secondo le competenze previste dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Il progetto risponde a una precisa esigenza di conservazione programmata: approfondire lo stato di conservazione del monumento, aggiornare il quadro conoscitivo, verificare l’evoluzione dei fenomeni di degrado e definire le più idonee modalità di intervento sulle superfici lapidee, nel rispetto dei principi di compatibilità, minimo intervento, riconoscibilità e durabilità delle opere di restauro.
La progettazione è stata preceduta da una campagna di indagini diagnostiche e conoscitive, finalizzata a individuare le principali criticità conservative. Le analisi hanno evidenziato fenomeni di alterazione biologica, depositi superficiali connessi anche all’esposizione agli agenti atmosferici e agli inquinanti, nonché trasformazioni dei materiali protettivi e delle integrazioni riconducibili a precedenti interventi di restauro.
Le lavorazioni previste riguardano, in particolare, la pulitura selettiva e non invasiva delle superfici, il trattamento delle alterazioni biologiche, il consolidamento localizzato delle parti più vulnerabili, la verifica delle integrazioni pregresse e il riequilibrio percettivo delle superfici, al fine di migliorare la leggibilità dell’apparato decorativo senza alterare la materia storica del monumento.
L’intervento sarà condotto nel rispetto della disciplina vigente in materia di contratti pubblici, secondo criteri di qualità della progettazione, corretta esecuzione, controllo tecnico-amministrativo e perseguimento del risultato pubblico: assicurare la conservazione del bene, migliorare la conoscenza del monumento e rafforzare le condizioni per una fruizione più consapevole e sostenibile.
Il cantiere dell’Arco di Traiano rappresenta, dunque, un intervento puntuale di restauro e al tempo stesso un’azione strategica di tutela attiva all’interno del più ampio sistema della Via Appia. Regina Viarum: un patrimonio diffuso che unisce archeologia, paesaggio, storia urbana e identità dei territori.


