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Unioni Civili, il Depistaggio: ora realizzazione pratica del registro e riconoscimento dei diritti senza distinzione

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“Il 10 Dicembre 2015 potrebbe diventare una pietra miliare nella storia del Comune di Benevento. L’inattesa approvazione in Consiglio Comunale di un atto di indirizzo politico per l’istituzione del Registro delle unioni civili, nonché l’invito rivolto al Parlamento perché si decida finalmente a legiferare in materia, segna un indubbio passo in avanti nel campo dei diritti civili e un punto di rottura con la tradizione papalina e bigotta di una città largamente dominata dalla Curia, dove ancora solo due anni fa un impiegato comunale si permetteva di scacciare da un luogo pubblico due ragazzi “colpevoli” di scambiarsi effusioni in pubblico”. A riferirlo in una nota è il Csa Depistaggio di Benevento.

“L’intero merito di questa conquista – si legge nel comunicato – va ascritto al Wand, collettivo LGBTQIA – Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender, Queer, Intersex, Asexual: l’intera galassia dell’amore discriminato – i cui attivisti non hanno avuto timore di reclamare a viso aperto i propri sacrosanti diritti, pur di fronte all’ostilità e alle minacce della parte più omofoba e sessuofoba della città.

Fino ad arrivare alla splendida parata del 6 giugno, quel Gay Pride in cui centinaia e centinaia di Beneventani si sono uniti a loro per pretendere parità di diritti. Ed è doveroso concordare ancora col Wand, quando afferma che abbiamo vinto tutti, che “Ieri sera a Palazzo Mosti hanno vinto i diritti, hanno vinto le persone che li chiedevano e quelle che ne chiedono altri, ogni giorno, perchè l’uguaglianza riguarda tutti”.

Nella stessa seduta consiliare, essendo il Consiglio quello che è: un coacervo di democristiani diversamente truccati, non poteva tuttavia mancare un segnale nella direzione opposta: l’approvazione contestuale di un ordine del giorno presentato a bella posta, tanto provocatorio quanto del tutto superfluo, “a tutela della famiglia naturale”. Non vale la pena di fermarsi più di tanto sui diversi e a tratti spassosi nonsense contenuti in quel testo – la pretesa ‘naturalità’ della famiglia “costituita dal matrimonio tra un uomo e una donna”; matrimonio che, da istituto notoriamente ed eminentemente giuridico, diventa ora curiosamente e miracolosamente “prepolitico e pregiuridico”; e altre amenità, per finire naturalmente con l’immancabile richiesta di denari per la scuola privata.

Rimane sempre e solo il dubbio di fondo: in quale maniera e misura la parificazione dei diritti con altri tipi di unione danneggi il matrimonio tradizionale. Da anni siamo in attesa di una risposta a una domanda che in fondo ci pare pure banale. Quando qualcuno finalmente si degnerà di darci una risposta sensata, magari uno di quegli strenui difensori della famiglia che ad ogni santo Family Day si macera nell’imbarazzo di quale famiglia portarci, saremo contentissimi di starlo a sentire. Noteremo, per inciso, che la famiglia tradizionale, e pure le altre, hanno bisogno di ben altre tutele che vacue chiacchiere: casa, lavoro, servizi efficienti, tutte questioni che nella nostra città sono più gravi e pressanti che altrove. Che ci si impegni su questi fronti, piuttosto di perdere il tempo della collettività in vane ciance.

Di uguale segno, i ripetuti richiami alla simbolicità del provvedimento, che sarebbe mero atto di indirizzo politico privo di efficacia giuridica. Mai sottovalutare l’efficacia e la forza dei simboli e sopratutto l’importanza di una scelta politica in un campo in cui è la politica a decidere. Benevento è la seconda città in Campania, e una delle poche in tutta la nazione, ad intraprendere questa via. A noi non pare affatto poco. Piuttosto, ora è necessario che Sindaco e Giunta si affrettino a tradurre in decisioni operative quello che il Consiglio ha votato nell’ordine del giorno.

Nella vicina Napoli, il Sindaco De Magistris lo ha già fatto, con coraggio e senza timore alcuno delle minacce e delle reprimende che si è attirato. Se è vero che manca una legislazione nazionale in materia, è pure vero che il dibattito va avanti da anni e sarebbe anche ora di decidere. Non si puo’ seriamente pretendere che la vita di migliaia di persone rimanga all’infinito ostaggio delle ubbie oscurantiste di un manipolo di ipocriti perbenisti. Né d’altro canto si capisce come mai questo governo, che non dimostra esitazione alcuna quando si tratta di spazzare via i diritti dei lavoratori o le tutele dell’ambiente, accetti poi di impantarsi in questo terreno.

Si passi dunque senza indugio – conclude il Depistaggio – alla realizzazione pratica di questo Registro di modo che, dopo questo primo e decisivo passo, si possa procedere con serena determinazione sulla via che porterà Benevento e tutta la Nazione al riconoscimento dei diritti civili per ogni cittadino. “Senza distinzione”, come scolpito nella nostra Costituzione”.

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