POLITICA
Mastella è il dito, Benevento la luna: lo schema Rubano e l’intelligenza dei cittadini
L’onorevole Forzista, lo sapete, ha aperto alle larghe intese in vista delle amministrative in città del prossimo anno. Ha parlato di alleanze oltre i partiti, ovvero tutti contro Mastella. Un’operazione algebrica che nel migliore dei casi porterebbe ad una vittoria al primo turno propedeutica al disastro e nel peggiore ad una sconfitta rovinosa. I beneventani non sono stupidi
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Ad un anno dal voto per le amministrative di Benevento, a pochi mesi dall’elezione del presidente della Provincia e con le politiche sullo sfondo, l’onorevole sannita Francesco Maria Rubano, capogruppo di Forza Italia in Commissione Ecomafie e componente della Commissione Finanze della Camera, ha aperto alle larghe intese. Ha parlato, per essere precisi, di alleanze al di là dei partiti. Tradotto: tutti contro Clemente Mastella.
Insomma, se il centrodestra non sembra essere nelle condizioni di mettere in campo, in autonomia, una proposta in grado di competere per la vittoria, il Pd provinciale esclude qualsiasi ipotesi di intesa con Noi di Centro e lo stesso vale per i Cinque Stelle. Dunque sulla carta le condizioni per isolare Mastella ci sono e l’obiettivo dovrebbe essere quello di costruire una sorta di coalizione di salute pubblica, magari senza simboli, con il solo obiettivo di sconfiggere il leader di Ceppaloni.
L’operazione, in termini algebrici, potrebbe persino funzionare. Ma nell’algebra muore la politica e, per dirla con Moro, non c’è programma senza la politica. Detta in altri termini, una siffatta coalizione non sarebbe nelle condizioni di governare, a prescindere dalle teoriche convergenze programmatiche che si andrebbero a definire, per la banale motivazione che la dimensione politica finirebbe inevitabilmente con il prevalere su quella amministrativa, alla vigilia di ogni passaggio elettorale.
Dopo di che, i cittadini non sono stupidi. Certo, alle amministrative è sempre decisivo il voto strutturato, la capacità di presidiare il consenso attraverso le liste. E una coalizione di larghe intese come quella teorizzata da Rubano potrebbe contare un numero di liste esorbitante, sufficiente, forse, ad ottenere persino la maggioranza assoluta al primo turno. Maggioranza assoluta che dovrebbe ottenere anche il candidato apicale, cosa tutt’altro che scontata.
Una giocata del genere dovrebbe puntare a chiudere la partita subito, perché al ballottaggio le liste non ci sono più, restano a correre solo i consiglieri che sono nelle condizioni di conquistare un seggio o un assessorato, il voto si libera e la differenza la fa l’opinione. Un rischio enorme, perché se Mastella riuscisse a resistere al primo turno poi gli equilibri si ribalterebbero inevitabilmente, proprio perché la presa degli apparati verrebbe meno. Al ballottaggio vince chi ha alle spalle l’elettorato più motivato, chi meglio riesce ad interpretare il momento.
Una coalizione costruita sull’indistinto con il solo esplicito obiettivo di sommare tutto e il suo contrario per abbattere il nemico, al di là del bene e del male, verrebbe percepita dai cittadini come un sopruso, come una fusione a freddo sulla pelle della città, come un ricatto. Nel migliore dei casi restituirebbe alla città un’amministrazione incestuosa ed impotente, destinata al disastro. Nel peggiore dei casi una clamorosa sconfitta al ballottaggio che consegnerebbe a Clemente Mastella il potere assoluto e solitario sulle macerie.




