POLITICA
I conti sbagliati della segretaria provinciale del Pd sannita
A Benevento, fra un anno, difficilmente accadrà quello che è accaduto a Salerno o in provincia di Napoli in occasione di queste elezioni amministrative. L’avvicinarsi delle politiche imporrà schemi di coalizione coerenti anche sui territori. La partita sarà nelle mani di Roma e resistere sarà molto complicato, tanto più per un gruppo dirigente tanto debole come quello del Pd sannita
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Ha ragione la segretaria provinciale del Pd sannita: non si può immaginare di replicare pedissequamente sui territori uno schema di coalizione acquisito sul piano regionale e nazionale, laddove esistono variabili di contesto che contraddicono quella prospettiva sino a pregiudicarla. Guardiamo a quello che sta accadendo in giro per la Campania, nei principali comuni chiamati al voto.
Se ad Avellino il campo largo si è ritrovato unito in tutte le sue componenti attorno alla candidatura di Nello Pizza, dopo un lungo e travagliato percorso, a Salerno il campo largo si è diviso in tre blocchi: quello che sostiene Vincenzo De Luca, trainato dal Pd senza simbolo, quello costruito sull’asse Avs – 5Stelle, a sostegno di Franco Massimo Lenocita, quindi centrista, guidato da Casa Riformista, che si ritrova sulla candidatura di Michele Zambrano. Volgendo lo sguardo verso Napoli, scopriamo invece che in nessuna delle principali realtà si ritraccia un centrosinistra formato Fico, ovunque si rilevano coalizioni difformi rispetto a quello schema.
A Salerno la variabile De Luca ha inibito qualsiasi ipotesi di unità, a Napoli, invece, la debolezza strutturale di un centrodestra in perenne agonia ha favorito la scomposizione del centrosinistra, favorendo il cristallizzarsi di conflitti interni alla coalizione. Attenzione però, queste amministrative arrivano a pochi mesi da elezioni regionali che il campo largo ha stravinto e ad un anno dalle elezioni politiche. E come sempre ricordiamo, innanzitutto a noi stessi, in politica il tempo è tutto.
Molto difficilmente quello che è accaduto a Salerno e in provincia di Napoli potrà accadere a Benevento e nei principali centri che saranno chiamati al voto per le amministrative nel 2027. La prossimità con le elezioni politiche imporrà uno schema di coalizione univoco anche sui territori, persino nel piccolo capoluogo sannita, visto e considerato che la contesa per la conquista del Paese si giocherà voto su voto e nulla, ma proprio nulla, potrà essere lasciato al caso. Ogni collegio sarà vitale e i tavoli romani interverranno con decisione in tutti i centri superiori ai quindicimila abitanti chiamati al voto, per imporre scelte coerenti con lo schema nazionale. Interverrà innanzitutto il Nazareno e non ci sarà spazio per scorciatoie civiche e per alleanze spurie, non saranno tollerati distinguo. La quadra verrà imposta subordinando le scelte per le politiche all’unità alle amministrative e nel gioco delle necessarie compensazioni rientrerà la Regione, rientreranno gli enti di servizio, rientreranno tutte le caselle disponibili.
In tale prospettiva più saranno deboli i gruppi dirigenti che proveranno ad opporsi alla prospettiva unitaria sui territori più saranno implacabili le conseguenze: a nessuno sfugge – non ce ne voglia la segretaria – che il gruppo dirigente del Pd sannita è probabilmente tra i più deboli d’Italia, talmente debole che si fa davvero fatica ad individuare profili minimamente attrezzati per rappresentare il partito alle politiche. E questa non è certo colpa di Clemente Mastella.
P.S. Una segretaria provinciale che non è in grado di individuare un candidato alla fascia tricolore del proprio paese è la segretaria di un partito senza speranze.




