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POLITICA

Marcantonio (PD) a Ntr24: “Siamo un partito vivo. Nessuna preclusione sul ‘Campo largo’, ma i contesti locali determinano le alleanze”

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La prima giovane donna che, dallo scorso febbraio, guida il Partito Democratico sannita proviene dall’alto Fortore beneventano, da un lembo di territorio che può apparire distante dai principali centri decisionali della provincia, ma a Filomena Marcantonio non manca una profonda conoscenza del Sannio, maturata negli anni attraverso l’impegno lavorativo, civile e politico. Iscritta al Partito Democratico fin dalla sua fondazione, ha consolidato nel tempo una significativa esperienza politica e organizzativa all’interno del partito, partecipando attivamente alla vita dei circoli, alle campagne elettorali e ai percorsi di radicamento territoriale del PD sannita. Accanto all’attività politica, ha sviluppato un percorso professionale nel campo della progettazione territoriale e dello sviluppo locale, collaborando con realtà impegnate nella valorizzazione delle aree interne e del comparto agricolo del territorio. Importante anche il suo impegno nel mondo associativo e sindacale, con particolare attenzione ai temi del lavoro, della partecipazione giovanile e della tutela dei diritti.

Le Regionali non hanno prodotto il risultato sperato dal Pd e a seguire c’è stato il cambio alla guida della segreteria provinciale. Che PD ha trovato?

“Indubbiamente l’obiettivo dell’elezione del consigliere regionale non è stato raggiunto ed è indiscutibile. Questo dato ha certamente scosso i nostri militanti che, come me, credevano fermamente nell’elezione a Palazzo Santa Lucia di un nostro rappresentante territoriale. Ma resta anche il dato matematico dei 13mila 304 cittadini che hanno scelto il Partito Democratico e che rappresentano il patrimonio umano da cui ripartire e sui quali investire affinché la nostra comunità democratica possa crescere ed espandersi. In una provincia dove purtroppo votano solo 100mila persone, due o tre mila voti segnano la differenza tra una vittoria e una sconfitta elettorale. Ma sin dal giorno dopo il risultato elettorale abbiamo continuato a lavorare con umiltà e capacità di ascolto, ma anche con la consapevolezza che esiste una comunità viva, motivata e desiderosa di costruire un’alternativa credibile per il futuro. Siamo tutti i giorni a contatto con le persone per raggiungere il nostro obiettivo: tornare al governo del territorio per programmare e guidare nuovi processi di sviluppo. Dopo le prossime amministrative ed in occasione della Direzione di giugno, sarà definita la squadra della segreteria provinciale, in linea con quanto già fatto dal segretario regionale”.

Le fibrillazioni interne non si sono sopite con il cambio di segreteria. Quale è il percorso che intende fare per ritrovare l’unità o quanto meno una coesione d’intenti?

“Proprio all’indomani delle elezioni regionali, il Partito Democratico locale ha svolto un lungo e partecipato congresso che ci ha impegnati per quasi due mesi. Era fisiologica e ritengo salutare una fase di confronto anche aspro. Tuttavia, bisogna distinguere le legittime critiche di iscritti e militanti del partito, che lo hanno sostenuto e lo sostengono a spada tratta, da chi strumentalmente ha agito per conto di altri non avendo supportato, né votato il PartitoDemocratico. Di questi ultimi se ne occupa il tempo, il più nobile ed inesorabile dei giudici. Siamo un partito unitario e plurale, aperto al confronto e rispettoso della militanza. Ma posso garantire che siamo più uniti di quanto si possa osservare dall’esterno, perché ci accomuna la volontà di lavorare per le nostre comunità con la differenza, per noi essenziale, di esercitare la nostra passione politica in assoluta libertà, non avendo padroni, né padrini. Al futuro guardo con la forza propulsiva del presente: nello scorso mese di gennaio sono state celebrate 43 Assemblee Congressuali con il coinvolgimento 1.155 Iscritti al Partito Democratico, pari all’85,43% del totale degli aventi diritto al voto. Contestualmente sono stati eletti i Segretari e gli Organismi locali di 39 Circoli PD, di cui 9 a carattere inter-sovracomunale. Questi numeri rappresentano l’unità del partito che non è un concetto astratto, ma è quel lavoro quotidiano che deve essere capace di valorizzare tutte le energie, confrontandoci sui contenuti e sulle proposte programmatiche”.

Il 2027 sannita ruoterà intorno alle elezioni del sindaco di Benevento, quale potrà essere il rapporto con Mastella e sarà proponibile lo schema regionale del ‘Campo largo’?

“Le amministrative del 2027 a Benevento saranno un passaggio decisivo per la città e per l’intera provincia, proprio per questo la nostra priorità è rafforzare il Partito Democratico, costruendo una proposta credibile, seria e radicata sui temi che interessano i cittadini. Per quanto concerne il cosiddetto ‘Campo largo’, la mia mozione al congresso di gennaio e poi nell’assemblea di febbraio, prevede che nell’area dell’intero centro sinistra non vi può essere alcuna preclusione preconcetta. Poi, però, sono i territori, i contesti locali, i programmi e i candidati a determinare la specificità e la qualità delle alleanze. Il nostro scopo è quello di costruire un forte progetto progressista, aperto e inclusivo, capace di coinvolgere le migliori energie, politiche, civiche, sociali, che condividano la volontà e la passione di avviare una nuova stagione per la città capoluogo. Un dato è comunque indubitabile, dalla primavera del 2027 l’attuale sindaco non sarà più il primo cittadino di Benevento”.

Il caso Santamaria può pregiudicare il futuro politico delle alleanze?

“Sul piano squisitamente politico, l’unico che a noi interessi, il caso del dirigente Santamaria ricade tutto sulle spalle del primo cittadino che lo ha scelto nonché della Giunta e della maggioranza che lo hanno supportato. Santamaria era un funzionario di altro ente, designato dirigente su base fiduciaria, e messo alla guida del “Servizio di Staff Gabinetto del Sindaco”, come recita il suo decreto di nomina. Il nostro compito è, quello di osservare con estrema attenzione quanto potrà ancora accadere, ma soprattutto vogliamo continuare a costruire, con serietà e senso di responsabilità, una proposta futura credibile, fatta di impegno, presenza e attenzione concreta alle esigenze delle comunità. In politica, alla fine, sono sempre gli elettori a giudicare l’operato di ciascuno”.

Ancor prima ci saranno due appuntamenti preparatori: le imminenti amministrative in 10 comuni, tra cui il significativo caso di Castelfranco in Miscano suo paese d’origine con Del Basso De Caro candidato sindaco, e poi l’elezione del presidente della Provincia. Cosa si aspetta da questi appuntamenti elettorali?

“Pur nella connotazione squisitamente civica delle amministrative del prossimo appuntamento, abbiamo nostri importanti candidati in ciascuno dei comuni al voto. A tutti loro va la gratitudine del Partito Democratico per l’impegno che stanno profondendo.  Tra queste c’è la candidatura di Umberto Del Basso De Caro che si è dimostrato, ancora una volta, un esempio di militanza e di spirito di servizio al partito. Al netto di ricostruzioni non veritiere, senza la sua disponibilità non saremmo stati presenti nella competizione di Castelfranco in Miscano.  Per questo sottolineo i ringraziamenti. Decidere di impegnarsi per le nostre comunità è un atto di coraggio che mostra quanta passione e senso di appartenenza appartenga ai nostri militanti. A tutti ed a ciascuno dei nostri candidati va il mio in bocca al lupo. Mentre l’elezione del Presidente della Provincia si terrà, prevedibilmente, dopo l’estate. Mi auguro e lavoro perché sia il centro sinistra a guidare la Rocca dei Rettori con autorevolezza e passione per il territorio”.

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