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Benevento come ‘bene comune’: l’agenda elettorale lavori e sensibilizzi alla cura civica degli spazi urbani

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I temi accesi della campagna elettorale e le polemiche sui progetti del PICS, della Cittadella degli Uffici e del Terminal Bus. L’affidamento all’Orchestra Filarmonica del ‘martoriato’ auditorium Spina Verde di Rione Libertà. E ancora: i recenti fatti di cronaca sui danneggiamenti in centro storico e sullo sversamento illecito dei rifiuti da parte di alcuni ‘inzivados’ in periferia.

La cronaca locale degli ultimi giorni ci restituisce uno spaccato da analizzare e da approfondire: argomenti che richiamano ancora una volta amministratori e amministrati a vedere la nostra Benevento come bene comune e a favorire la cura civica degli spazi urbani di uso collettivo.

Luoghi fondamentali perché funzionali al benessere della comunità così come all’esercizio individuale dei diritti di cittadinanza: quello ad una migliore qualità della vita, alla socialità, alla condivisione, alla possibilità di coltivare capacità e passioni.

Nel corso di questi anni abbiamo vissuto sulla nostra pelle i fattori di questa ‘crisi urbana’, soprattutto in un piccolo centro come il capoluogo sannita: da una parte il problema dei fondi specifici e della loro manutenzione. Spese importanti e necessarie che sono andate a scontrarsi con la penuria di risorse pubbliche e casse comunali dissestate, che hanno aggiunto il problema infrastrutturale all’impoverimento dei servizi alla persona.

Dall’altra, invece, la disaffezione e la disattenzione dei cittadini verso gli spazi pubblici urbani, percepiti come luoghi di nessuno (o al più dell’ente pubblico locale), anziché luoghi di tutti in quanto spazi comuni. Un atteggiamento di spoliazione di titolarità e responsabilità che ha consentito l’aggressione indisturbata e impunita, danneggiamenti e atti vandalici da parte di chi non riesce ad apprezzarne l’importanza per la vivibilità urbana e la coesione sociale.

E allora che fare? Una riflessione è d’obbligo anche in questa agguerrita campagna elettorale dove non si risparmiano colpi bassi e che, speriamo, possa portare anche a favorire idee brillanti.

L’amministrazione del futuro si troverà di fronte un ritorno alla ‘normalità’ completamente mutata dalla pandemia e a una socialità che dovrà viaggiare seguendo nuove direttive. Così, anche il futuro degli spazi collettivi sembra destinato ad essere sempre più rivolto al green, all’insegna della rigenerazione e della condivisione e profondamente permeato di valori comuni: la socialità dopo la pandemia avrà un significato diverso e coinciderà in maniera inequivocabile con il senso di responsabilità collettiva.

Ecco perché sarà necessario un cambio di di filosofia incentrato sullo scambio, sulla collaborazione, sulla messa a sistema di tutti gli attori: quelli pubblici dotati di poteri, risorse e mezzi indispensabili per la buona cura dei beni comuni; quelli civici disponibili a fare ‘intelligenza collettiva’, mettendo in campo le proprie energie, risorse, conoscenze, competenze per prendersi cura dei beni di comunità.

Chi governa non dovrà solo discutere maggiormente sugli spazi pubblici e sul diritto di tutti ad accederci liberamente, adottare misure per rendere tali spazi più accoglienti e offrire maggiori opportunità di interazione sociale. C’è dell’altro da fare. Come ad esempio, immaginare obiettivi educativi come il sensibilizzare alla manutenzione civica dei beni comuni con progetti ad hoc, lavorare per un partenariato pubblico-privato-civico, responsabilizzare e innescare iniziative di comunicazione pubblica. Creiamo le condizioni che consentano a tutti di formarsi, di avere accesso, di partecipare e di contribuire al miglioramento della nostra città in una modalità in continua evoluzione dopo i danni del covid.

Un modello di sviluppo urbano sostenibile e accessibile dovrebbe essere un punto fondamentale nell’agenda elettorale per la Benevento che sarà. Aspettiamo di conoscere i programmi dei candidati.

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