L’emergenza sanitaria legata alla diffusione del
virus COVID-19 ha imposto, a livello
locale e nazionale, numerose limitazioni che includono non solo il
distanziamento sociale ma anche le modalità di svolgimento delle attività
commerciali (almeno quelle essenziali rimaste aperte). La Regione Lombardia, l’area che registra ancora i numeri più alti sia
in termini di contagiati che di vittime, ha emanato un’ordinanza, in data 4
aprile 2020, per implementare nuove misure di contrasto all’epidemia di
Coronavirus.
Con l’ordinanza n. 521 (“Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza
epidemiologica da COVID-19”), ha prorogato fino al 13 aprile le misure
restrittive già imposte dalle precedenti ordinanze regionali.
Cosa cambia per i venditori di
sigarette elettroniche
Secondo quanto disposto dal DPCM firmato da
Giuseppe Conte l’11 marzo 2020, gli esercizi che vendono sigarette elettroniche rientrano tra le attività commerciali che
possono restare aperte anche durante l’emergenza sanitaria (nell’Allegato A del
Decreto, sono individuati dal Codice Ateco 47.2), in quanto fanno parte degli
esercizi che praticano “commercio al dettaglio di prodotti del
tabacco” che, a loro volta, rientrano in quelli di “commercio al dettaglio di generi di
monopolio”. Questo perché i liquidi
sigaretta elettronica sono articoli che fanno parte dei Monopoli
di Stato: secondo le normative comunitarie vigenti anche in Italia, essi
possono essere acquistati solo da esercenti in possesso dell’autorizzazione rilasciata
dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, siano essi rivenditori fisici che
negozi online come Vaporoso.it, dal
momento che il Decreto sopra citato consente anche la vendita via internet di
tutti i prodotti appartenenti alle categorie merceologiche ritenute essenziali
o necessarie anche durante il periodo di emergenza sanitaria.
Nel rispetto delle disposizioni del Decreto del
Presidente del Consiglio, anche in Lombardia i negozi che vendono sigarette
elettroniche possono continuare ad esercitare la propria attività. Con
l’ordinanza del 4 aprile, però, vengono introdotte alcune limitazioni
logistiche; in particolare “è vietato il commercio effettuato per mezzo
di distributori automatici, fatti
salvi i
distributori automatici di acqua potabile”. Questa
disposizione è stata successivamente abrogata dalle disposizioni contenute
nella nuova ordinanza regionale, la n. 522, entrata in vigore il 6 marzo; il
provvedimento consente la vendita per mezzo di “distributori automatici presenti all’interno degli uffici, delle
attività e dei servizi che in base ai provvedimenti statali possono continuare
a restare in funzione, nel rispetto del distanziamento sociale; sono altresì
esclusi dal predetto divieto i distributori automatici, ovunque collocati, dei generi di monopolio e dei prodotti
farmaceutici e parafarmaceutici”.
In aggiunta, l’ordinanza stabilisce che “l’accesso alle attività commerciali al
dettaglio, al fine di limitare al massimo la concentrazione di persone, è
consentito ad un solo componente per nucleo familiare, fatta eccezione per la
necessità di recare con sé minori, disabili o anziani”. La Regione
governata da Attilio Fontana ha anche disposto che gli esercizi e le attività
commerciali “devono mettere a
disposizione dei clienti guanti monouso e idonee soluzioni idroalcoliche per le
mani, prima dell’accesso all’esercizio”.
I negozi che vendono sigarette elettroniche sono
esentati dall’obbligo di rilevazione della temperatura prima dell’ingresso
all’interno dei locali dell’attività (che, invece, riguarda solo i
supermercati, gli ipermercati,i discount
di alimentari e le farmacie); di contro, è possibile anche per i venditori di
e-cig effettuare le consegne a domicilio,
a patto che sia “svolta nel rispetto dei
requisiti igienico sanitari, sia per il confezionamento che per il trasporto,
evitando altresì che al momento della consegna vi siano contatti personali a
distanza inferiore a un metro”. Ciò nonostante, è vietata la vendita a
domicilio dei flaconi di liquido (con o senza nicotina) per la ricarica dei
dispositivi di vaporizzazione, secondo le norme entrate in vigore quali misure
straordinarie di gestione dell’emergenza sanitaria a livello nazionale.