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Attentati a Parigi, Oltreconfine: “La convivenza pacifica via maestra per combattere il terrorismo”

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“Le terribili notizie giunte da Parigi la sera di venerdì 13 novembre hanno scosso le coscienze di tutta Europa. L’attentato, come sempre, ha dato adito anche a strumentalizzazioni politiche e immediatamente uomini politici e opinion makers di tutto il continente hanno puntato il dito contro l’immigrazione e contro i rifugiati, responsabili, a loro dire, di quanto accaduto. La realtà, tuttavia, è completamente diversa”.

Così in una nota Erminio Fonzo di Oltreconfine, la scuola di italiano per stranieri.

“Le indagini sulle responsabilità del massacro di venerdì scorso – aggiunge – sono appena iniziate e si attende ancora di conoscere la verità, ma al momento gli unici tre terroristi identificati con certezza (Omar Ismail Mostefai e due dei quali non è stata rivelata l’identità) risultano essere cittadino francesi, nati e vissuti in Francia e in Belgio; sulla partecipazione di un presunto rifugiato siriano, Ahmad Almohammad, sono in corso accertamenti e, se anche l’identità fosse confermata, non giustificherebbe certo l’equivalenza tra rifugiati e terroristi.

Va sottolineato che fino ad ora mai – ribadiamo: mai – è risultato che un attentatore sia giunto in Europa come richiedente asilo. Per esempio, anche dopo l’attentato dello scorso gennaio contro il settimanale Charlie Hebdo, gli sciacalli di turno cominciarono a sparare ad alzo zero contro l’immigrazione, ma dalla indagini risultò che i terroristi non erano immigrati giunti in Europa attraverso il Mediterraneo, ma cittadini francesi, originari delle ex colonie. Erano figli del colonialismo, non dell’immigrazione.

I rifugiati, con i quali Oltreconfine lavora da più di un anno, – prosegue Fonzo – scappano dai loro Paesi proprio per sfuggire alla violenza degli estremisti islamici. Sono vittime, e non sostenitori, dell’ISIS, che per altro uccide molti più musulmani (in Siria, Iraq, Kurdistan, ecc.) che cristiani. I richiedenti asilo, in altre parole, non sono persone pericolose, ma persone in pericolo. Chi cerca lo scontro di civiltà, accusando l’intero mondo islamico della responsabilità della strage, fa il gioco dell’ISIS, che vuole esattamente questo scontro.

Oltreconfine – conclude la nota – si augura che i responsabili della strage di Parigi siano quanto prima arrestati e messi in condizioni di non nuocere; nello stesso tempo si aspetta che l’interazione e la convivenza pacifica tra le diverse culture escano rafforzate, e non inficiate, da quanto accaduto. È questa, infatti, la via maestra per combattere il terrorismo”.

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