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Caso Asl di Benevento, esposto-denuncia della Uil Fpl

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Il segretario responsabile della Uil Federazione Poteri Locali di Benevento, Antonio Pagliuca, comunica di aver inviato il seguente esposto/denuncia sulle vicende Asl Benevento all’Ispettorato della funzione pubblica, alla procura regionale della corte dei conti per la Campania, alla commissione speciale regionale per la trasparenza, al sub commissario alla sanità regionale Morlacco, al coordinatore del gruppo di lavoro sugli atti aziendali Postiglione, al direttore generale e al collegio dei revisori dell’Asl Benevento e al procuratore della repubblica di Benevento:

“L’azione incisiva e immediata annunciata dal Presidente della giunta regionale, Stefano Caldoro, per rimuovere casi di incompatibilità o altro presso l’ASL Benevento, oltre a essere rinviata alle “accertate responsabilità” da parte della magistratura inquirente, appare condizionata ai tempi da era geologica con i quali gli ispettori regionali analizzeranno le tante, forse troppe, problematiche e illegittimità reiteratamente denunciate dalla UIL FPL di Benevento.

Per ipotizzare i tempi dell’eventuale conclusione degli accertamenti da parte del delegato Team Ispettivo sarà sicuramente inevitabile rivolgersi alla trasmissione televisiva: ”chi l’ha visto”!

La discovery ispettiva sull’ASL Benevento, iniziata il 14 gennaio c.a. e al momento terminata nello stesso giorno, rischia di divenire invece una “soap opera” pluriennale. Essa è stata caratterizzata dalla sola acquisizione di documentazioni contabili, consistente nei discutibili verbali dell’ultimo triennio, redatti dal collegio dei revisori contabili.

A tal proposito appare opportuno precisare che l’aspetto economico è solo uno dei tanti indicatori che andrebbe analizzato considerando tutte le variabili di bilancio che lo compongono e che, in molti casi all’ASL Benevento, sono costruite operativamente solo per giustificare alchimie contabili, atte a consentire incarichi esterni pluriennali, retribuiti con migliaia di euro (vedi vicenda dr. Gubitosa) e improbabili pareggi di bilancio.

Indicativo in tal senso è il caso del bilancio preventivo 2012 nel quale vengono inserite somme per sei milioni di euro da ricevere extrafondo dalla regione Campania, e comunque mai pervenute. Tali somme hanno condizionato il bilancio consuntivo dello stesso anno 2012, che viene chiuso di fatto a meno dieci milioni di euro!

La presenza dell’Organo regionale di verifica, irritualmente, non è stata divulgata a tutti gli operatori ASL con specifiche circolari, forse per impedire che tale pool avesse la massima collaborazione possibile. D’altro canto la discontinuità investigativa con la quale tale organo ha sino ad ora operato lascia intuire che l’eventuale acquisizione di documentazioni sensibili avverrà alle calende greche.

Intanto perseverano indisturbate anomale situazioni di ogni genere:
incarichi temporanei illegittimi da anni ricoperti da dirigenti che attraverso vecchi e nuovi contenziosi hanno incassato, e continueranno ad incassare, migliaia di euro depredando le casse dell’Azienda (su 113 posizioni dirigenziali di unità operativa semplice e complessa solo 34 vengono attribuite con delibera, le restanti con disposizione dirigenziale, una soltanto né con l’una né con l’altra, però retribuita); postazioni di responsabile di unità operativa complessa nella sede di via Oderisio conferite con recenti atti deliberativi nn. 308 e 309 del 20.12.2013, per i quali risultano effettuate istruttorie di dubbia regolarità attestate dai diretti interessati; il tutto by-passando le procedure e le normative regionali pianificate con il Decreto regionale n. 67/2011. Un’operazione, quest’ultima, definita dagli organi di stampa “la strenna natalizia di Rossi”, il tutto già oggetto di attenzione da parte della Commissione Consiliare regionale sulla Trasparenza; mancate verifiche del legale possesso di titoli da parte dei succitati responsabili di UU.OO.CC. a svolgere funzioni dirigenziali e quindi di partecipazione illegittima a concorsi costruiti per l’occasione e oggetto di specifiche denunce le cui verifiche sono state impedite ai preposti organi interni; mancata acquisizione delle dichiarazioni da parte dei sociologi responsabili di UU.OO.CC. centrali in merito all’azione distruttiva e mobbizzante emarginazione posta in essere dal direttore generale con comunicazioni e note inibitorie;
mancata verifica delle condizioni di assurda esclusione dei dirigenti amministrativi più titolati dagli incarichi di struttura complessa affidati, senza redigere graduatorie, a dirigenti a loro volta sostenuti da consulenti esterni, e quindi con duplicazione di costi (tanto, è il caso di dirlo, pagherebbe Pantalone); verifica della reale funzionalità di una proposta di atto aziendale, con molta probabilità redatto dal “direttorio politico-partitico” che vede scientificamente dequalificate unità operative da complesse a semplici, utilizzando la logica clientelare dell’intermediazione politica, alla ribalta in quest’ultimo periodo su tutti i media, in dispregio a quanto avviene nelle Asl del resto d’Italia dove Unità Operative Strategiche quali: Formazione, Affari generali, Provveditorato, Servizio Ispettivo, Rapporti col Pubblico, Servizi Socio-Sanitari, Controllo di Gestione, ecc.ecc, rivestono carattere di grande complessità ai fini del governo clinico delle aziende.

In antitesi a tanto l’unità operativa statistica SIS (duplicazione del Centro Elaborazione Dati) stranamente viene considerata complessa e funzionale al “sistema”.

Per avere un quadro completo di quanto lavoro implicherebbe una seria azione ispettiva appare utile fare riferimento a tutte le tematiche già sollevate nei vari esposti inoltrati dalla UIL FPL, nel recente passato, agli organi di controllo regionali e nazionali, nonché alla Magistratura ordinaria.

La UIL FPL di Benevento, ancora una volta, invita tali organi a svolgere con immediatezza tutti gli accertamenti necessari a chiarificare in tempi non biblici la discutibile e politicizzata gestione dell’ASL Benevento.

Alla Commissione Ispettiva Regionale viene richiesto un impegno concreto e continuo, non finalizzato a gettare polvere negli occhi, e laddove non fossero sufficienti gli elementi descritti dalla stampa, ad acquisire sul campo, con il coinvolgimento dei dirigenti operanti all’interno della struttura, tutte le informazioni necessarie a individuare le eventuali prove e responsabilità a cui fa riferimento il Presidente Caldoro per la modifica di una situazione ormai insostenibile”.

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