Valle Telesina
Riutilizzo dei beni confiscati alle mafie. Sabato a Melizzano la presentazione del progetto di Libera
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Si conclude il cammino di formazione, di crescita comunitaria per sostenere le iniziative già esistenti, per difenderle, rafforzarle e promuoverne di nuove. Ma sempre nello spirito del ”noi”, di quella squadra del bene, della giustizia e dei diritti che non sempre c’è, ma che le mafie tanto temono. E’stata questa l’idea del progetto “Libera il bene” – dal bene confiscato al bene comune -, promosso da tre uffici della Cei e da Libera, che ha coinvolto i ragazzi del progetto Policoro della Diocesi di Benevento e Libera Benevento.
Un’iniziativa nell’opera di sensibilizzazione e supporto alla gestione dei beni confiscati alle mafie, incentivando l’utilizzo di metodologie innovative per diffondere l’idea di una redistribuzione sociale delle risorse illecitamente sottratte alla collettività, in modo da restituire al territorio e alla cittadinanza le proprie potenzialità di crescita economica, occupazionale e sociale.
E’ l’dea vincente che trentuno anni fa capì Pio La Torre, politico siciliano che per primo propose la confisca dei beni ai mafiosi. Cosa nostra tentò di bloccare le sue idee uccidendolo il 30 aprile 1982. Ma cinque mesi dopo, la sua legge, la legge Rognoni-La Torre, che univa il nome di un Ministro democristiano a quello dell’esponente del Pci, venne approvata. Era il 13 settembre 1982.
Quattordici anni dopo, su iniziativa di Libera che raccolse un milione di firme, nacque la legge 109, prevedendo l’utilizzo a fini sociali dei beni confiscati ai boss. Come il bene che è in possesso al Comune di Melizzano e che sarà, a breve, utilizzato per fini sociali.
E proprio a Melizzano, sabato 8 giugno alle 17, nell’aula consiliare “Peppino Impastato”, si concluderà un percorso formativo e aprirà quello sostanziale di accompagnamento e vicinanza a questa comunità che vedrà realizzato e attivato il primo progetto di riutilizzo per fini sociali di un bene confiscato nel Sannio.
Porteranno il loro contributo il Sindaco Rossano Insogna; Simonetta Rotili Magistrato del Tribunale di Benevento nonché Presidente della sez. di Bn dell’A.N.M.; la figlia di Marcello Torre, vittima di mafia, Annamaria Torre; Don Alfonso Calvano Direttore Caritas Diocesana Cerreto Sannita; Ettore Rossi Direttore Ufficio Problemi Sociali Arcidiocesi Benevento; Amleto Frosi Referente Libera BN; Gianni Solino Referente Libera CE; Dario Pasquariello Presidente CRAEE Riccardo Christian Falcone – Tutor per la Campania del progetto Libera il bene.




