CULTURA
A ‘La Fagianella’ in scena la Guida all’ascolto di ‘Madama Butterfly’
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Ieri sera presso “La Fagianella”, nel salone della Club House, è andata in scena Guida all’ascolto di “Madama Butterfly”, in scena per la prima volta nel 1904. Una grande opera lirica in tre atti, ma in versione smart, con una guida all’ascolto che ha finito per essere un racconto che sintetizza con musiche, immagini e parole la complessità del lavoro pucciniano. A condurre il pubblico nella storia sono stati il musicologo Antonio Criscuoli e la psicologa Francesca Mottola, mentre le arie più famose sono state interpretate dal soprano Myriam Di Sanza e dal tenore Gabriele Rossi, con la direzione artistica di Antonio Benvenuto e Maria Rosaria Minicozzi. Presente con una delegazione, guidata dal presidente Raffaele Pilla, del Rotary Club Benevento. Si è chiusa così, dopo la precedente messa in scena de “La Traviata” e “La Vedova Allegra”, il trittico di opere liriche volute da Antonio Benvenuto.
Ambientata sulla collina di Nagasaki, in una casa affacciata sul porto, l’opera mette in scena l’incontro – e lo scontro – tra due mondi opposti: l’Oriente del grande Impero giapponese e l’Occidente rappresentato dagli Stati Uniti. In questo scenario si riflette anche il fenomeno del “Giapponismo”, corrente culturale che affascinò l’Europa, ma che in Puccini diventa occasione per indagare le profonde fratture tra culture, sensibilità e visioni del mondo.
Al centro della vicenda c’è Cio-Cio-San, giovane geisha quindicenne che vede nel matrimonio con l’ufficiale americano Pinkerton l’unica possibilità di riscatto dalla povertà e da un destino già segnato. L’amore, tuttavia, si rivela illusione: ciò che per lei è un legame assoluto e definitivo, per Pinkerton è soltanto un’esperienza superficiale, priva di responsabilità. L’intreccio si carica così di un significato universale, in cui i sentimenti si intrecciano con dinamiche di potere, differenze culturali e convenzioni sociali, mostrando quanto l’intimità possa essere fragile e condizionata da fattori esterni.
La guida all’ascolto, curata dal musicologo Antonio Criscuoli, ha messo in luce come questa tensione sia iscritta nella stessa scrittura musicale di Puccini. Le melodie intense e struggenti, i richiami alla tradizione giapponese e le celebri arie – tra cui “Un bel dì vedremo” – hanno costruito un linguaggio sonoro capace di fondere lirismo e dramma. La musica è diventata così il luogo della compassione: è nello sguardo musicale di Puccini, affidato anche a personaggi come Sharpless, che emerge quel senso di pietà profonda verso la protagonista, rendendo la partitura non solo accompagnamento, ma autentico racconto emotivo e psicologico.
A questa dimensione si è affiancata la lettura dell’evoluzione psicologica dei personaggi proposta dalla psicologa Francesca Mottola, che ha messo in evidenza la complessità interiore di Cio-Cio-San. Lontana da ogni superficialità, Butterfly si rivela una vera eroina tragica: la sua scelta iniziale – il matrimonio come riscatto – rappresenta la sua hamartia, mentre la sua ostinata fede nell’amore di Pinkerton, nonostante gli avvertimenti, costituisce la sua hybris. A ciò si aggiunge il valore della maternità, elemento amplificato da Puccini, che rende il personaggio ancora più profondo: Butterfly è disposta a sacrificarsi completamente pur di garantire al figlio un futuro migliore. Attorno a lei, figure come Suzuki e Sharpless diventano specchi e testimoni di una tragedia annunciata, incapaci però di modificarne il corso. Alla fine Butterfly si uccide col coltello che suo padre aveva utilizzato per uccidersi su ordine imperiale.
Il pezzo forte della serata sono state le arie interpretate dal soprano Myriam Di Sanza, originaria di Pomigliano d’Arco (Na), laureata in Canto libero al Conservatorio di Avellino, e dal tenore Gabriele Rossi, originario di Pannarano, accompagnati dal pianista Antonio Criscuoli. Quest’ultimo è stato alunno di liceo della prof.ssa Maria Rosaria Minicozzi. Essi portano avanti la loro passione, che vuole diventare professione, con forza, energia, determinazione e quell’ambizione che la Prof.ssa Minicozzi ritiene li porterà certamente lontano nel ricco panorama lirico.
Antonio Benvenuto, che insieme a Maria Rosaria Minicozzi ha curato la Direzione artistica della rassegna, ha chiuso la serata dichiarando: “Ringrazio ancora una volta il presidente de <La Fagianella> Biagio Prisco per la disponibilità mostrata nei nostri confronti, e sono certo che prossimamente vi saranno ancora dei momenti di forte valorizzazione dell’opera lirica”.




