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Carcere, tra sovraffollamento e diritti dei detenuti: il bilancio dei Rotary a 50 anni dalla Riforma
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Non un semplice convegno celebrativo, ma un’analisi cruda e pragmatica della realtà detentiva attuale. Si è conclusa ieri la giornata di lavori dedicata ai 50 anni della Riforma Penitenziaria, promossa dai Rotary Club Valle Telesina, Benevento e Morcone-San Marco dei Cavoti.
L’iniziativa ha saputo coniugare la verifica sul campo con l’approfondimento tecnico, mettendo a confronto i vertici dell’amministrazione penitenziaria, l’avvocatura e il mondo dell’associazionismo.
I lavori sono iniziati in mattinata con un passaggio chiave: una delegazione dei Club Rotary organizzatori, della Camera Penale di Benevento, dei vertici dell’Associazione Nessuno Tocchi Caino e dei Radicali Italiani è entrata nella Casa Circondariale per una visita alla struttura di detenzione sannita.
L’evento è stato aperto dai presidenti Ferdinando Ceglia (Valle Telesina), Raffaele Pilla (Benevento) e Carmen Capoccia (Morcone), i quali hanno ribadito come il ruolo del Rotary sia quello di agire come collante sociale su temi di stringente attualità. Al loro fianco, il saluto dell’avv. Covino, vicepresidente dell’Ordine di Benevento.
A seguire, l’intervento di Bruno Gambardella, presidente del Comitato Nazionale Radicali Italiani, che ha richiamato la politica alle proprie responsabilità: “La riforma fu un passo avanti storico, ma senza investimenti e coraggio politico nel gestire l’emergenza carceraria, rischiamo di scivolare verso una gestione puramente punitiva e disumana”.
Sotto la moderazione di Nico Salomone (Camera Penale), il dibattito si è sviluppato attraverso testimonianze dirette e analisi giuridiche.
Sul tema della sicurezza e della gestione, Mauro Nardella (Sindacato Polizia Penitenziaria – IPA) ha evidenziato come lo stress del personale sia speculare al disagio dei detenuti.
Sul fronte della battaglia per i diritti, Rita Bernardini e Sergio D’Elia (Nessuno Tocchi Caino) hanno centrato il punto sull’ergastolo ostativo e sulla funzione della pena, supportati dalle analisi di Filippo Blengino (Radicali) e Luigi Marino (Amnesty International) sul rispetto degli standard internazionali. Danilo Tozzi (Movimento ORA!) ha poi delineato le prospettive di una riforma legislativa non più rimandabile.
Per quanto riguarda il monitoraggio, Gianpaolo Catanzariti (Osservatorio Carcere UCPI) ed Elisabetta Zamparutti (Nessuno Tocchi Caino) hanno documentato la distanza tra il “diritto scritto” e la prassi nei penitenziari. In chiusura, la garante provinciale Patrizia Sannino ha richiamato l’attenzione sulla necessità di presidi di tutela costanti e accessibili.
Il messaggio che esce da Benevento è pragmatico: la riforma del 1975 resta la bussola, ma il sistema necessita di interventi strutturali.
I Rotary Club del Sannio, attraverso questa iniziativa corale, hanno dimostrato che il tema del carcere non deve restare confinato dietro le sbarre, ma deve diventare patrimonio di una cittadinanza attiva e consapevole.

