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Provincia di Benevento

Il Parco delle Quattro Acque, un investimento di 600 milioni di euro per il Sannio

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Alla Rocca dei Rettori stamani è stato illustrato ai Sindaci dell’Alto Tammaro il progetto “il Parco delle Quattro Acque”, iniziativa connessa alla messa in esercizio della diga di Campolattaro sul fiume Tammaro della capacità di 85 milioni di metri cubi d’acqua.
All’evento, promosso dalla Provincia di Benevento, erano presenti i 14 Sindaci interessati, nonché l’amministratore delegato della Società Repower Italia, Fabio Bocchiola, con la quale società la Provincia ha stipulato una intesa di cooperazione per lo sfruttamento delle acque dell’invaso, l’architetto Italo Rota, ideatore del “Parco delle Quattro Acque”; il presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile; il consigliere provinciale delegato alla diga, Carlo Petriella; l’assessore provinciale all’ambiente, Gianluca Aceto; nonché i dirigenti e i funzionari dei Settori Infrastrutture, Piani e Programmi, Politiche agricole e forestali della Provincia.
“Il Parco delle Quattro Acque” vuole essere una struttura aperta e in simbiosi con il territorio finalizzata a capire l’importanza dell’elemento primario della vita, l’acqua, appunto, ma anche la Natura con i suoi paesaggi e i suoi boschi: questi gli elementi essenziali di un progetto proposto da Rota e che la Provincia ha fatto proprio, presentandolo ufficialmente ai 14 Sindaci interessati.
I lavori sono stati introdotti dal consigliere Petriella, il quale ha rievocato la ormai trentennale vicenda della diga di Campolattaro della quale, a circa sedici anni dalla chiusura del cantiere, ancora si attende la messa in esercizio dopo i collaudi di sicurezza, sorvegliati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Petriella ha ricordato gli sforzi che la Provincia, cui l’impianto è stato consegnato nel 1997, sta portando avanti prima per la messa in sicurezza dell’area circostante l’area interessata dall’invaso, la realizzazione dell’Oasi di Campolattaro affidata al WWF, e quindi per l’utilizzo delle acque, a partire dalla costruzione di una centrale idroelettrica da 600 Megawatt mediante un invaso supplementare posto ad  alcuni chilometri di distanza dal principale, interamente finanziata dalla Repower.
Il presidente Cimitile ha illustrato la volontà della Provincia di giungere ad una progettazione finale esecutiva d’intesa con i territori nel contesto delle iniziative di sviluppo strategico del territorio sannita. Il presidente, annunciando che si sta lavorando con la Regione Campania per gli usi irrigui e civili dell’invaso, ha assicurato che nei prossimi giorni verranno indette altri incontri di approfondimento tecnico.
La parola è quindi passata all’Amministratore delegato Bocchiola il quale si è soffermato sul progetto per la centrale idroelettrica che consentirà il proficuo utilizzo dell’invaso e sarà caratterizzato da un impatto ambientale e paesaggistico, molto contenuto grazie ad accorte scelte tecnologiche e impiantistiche che prevedono, tra l’altro, la realizzazione di gran parte dell’impianto in sotterraneo.
E’ quindi intervenuto l’architetto Rota.  Questi ha illustrato nel dettaglio il Progetto “Parco delle Quattro Acque” quale strumento di ulteriore valorizzazione ambientale e turistica del territorio sannita. Secondo l’arch. Rota, il parco delle Quattro Acque è un luogo di profonda affinità con l’eccezionale patrimonio di acqua dolce presente nel Sannio. Paesaggio acquatico e produzione di energia vivono simbioticamente in un territorio nel quale l’acqua è trattata come un bene prezioso e, quindi, come un elemento di cura, delle persone, degli animali, del territorio stesso.
“E’ un luogo – ha proseguito l’architetto – costruito per successive esperienze, che influenzano tutti i sensi, attraverso l’uso di architetture puntuali integrate nel paesaggio: l’eremo acquatico, un albergo per ritemprarsi lungo il cammino, le terme, la locanda, la fattoria, l’acquario. Al di sopra di tutti questi spazi, la diga di Campolattaro funziona come un grande immagazzinatore di energia, che poi rilascia nel territorio, permettendo – ha concluso Rota – la piena funzionalità di questo ambiente, mantenendo il suo delicato equilibrio ecologico”.
Terminata l’esposizione, è seguito un dibattito con l’intervento di alcuni Sindaci e dello stesso assessore Aceto in tema di salvaguardia e tutela dei fiumi.
Infine ha concluso i lavori il presidente Cimitile, il quale ha assicurato che, nel contesto dell’aggiornamento del Piano provinciale dell’Energia, i suggerimenti che venivano da alcuni sindaci per la ripresa, in particolare, di un antico, piccolo impianto di produzione di energia elettrica utilizzando le acque del Tammaro, saranno recepiti.  

 

 

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