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CRONACA

Carnevale 2011, appuntamenti da non perdere

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Sfilate faraoniche con sfarzosi carri allegorici, balli tipici della tradizione contadina, lacci d’amore e divertenti funerali. Dal fuoco di Sant’Antonio sino al martedì grasso, i comuni e le province della Campania mettono in scena numerosi spettacoli che attraversano i comuni della regione.

I diversi modi di festeggiare si evidenziano anche all’interno delle stesse province. Il Carnevale che si svolge nell’avellinese, ad esempio, presenta forti diversità. Ogni comune ha la sua manifestazione. Le roccaforti sono: l’area dell’Alta Irpinia con Montemarano, Paternopoli, Gesualdo, Castelvetere, Castelfranci e Volturara Irpina; l’area dell’hinterland di Avellino con la Zeza di Mercogliano, di Bellizzi Irpino, di Monteforte Irpino, Cesinali e Forino; l’area del Montorese con Montoro Inferiore e Superiore; l’area del Vallo di Lauro e del Baianese con Taurano, Baiano; l’area della Valle Caudina con Cervinara.

Nota a parte va fatta per il Carnevale di Montemarano. Tutti i cittadini, dai più piccoli ai più anziani, nei tre giorni dedicati si travestono e si lanciano in una irrefrenabile danza al ritmo frenetico della tarantella “montemaranese”, riprodotta rigorosamente dal vivo da un’orchestrina ambulante, che gira a mo’ di processione per le strade principali del centro.

Si inizia con la ricorrenza di Sant’Antonio Abate, il 17 gennaio, e si termina la domenica successiva alle Ceneri con “Carnevale morto”, allorquando, dopo un ironico commiato funebre, ci si lancia in un’ultima danza sfrenata fino alla rottura della “pignata”, dalla quale fuoriescono biscotti e confetti, che simbolicamente rappresentano un buon auspicio per la primavera che si avvicina.

Anche nella provincia di Benevento, lo spirito del Carnevale anima numerosi borghi e cittadine. A Pontelandolfo, per esempio, all’indomani delle celebrazioni dedicate a Sant’Antonio, hanno preso il via una serie di iniziative che ruotano intorno al tradizionale torneo della ruzzola del formaggio. Sino all’otto marzo nel paesino, sempre nei fine settimana, al buon cibo si accompagnano rappresentazioni teatrali, sfilate di sbandieratori, cene in maschera e serate musicali. Il 6 e l’8 marzo, dalle 14.30 ha inizio la sfilata dei carri allegorici preparati dai quattro rioni del paese di Durazzano. Da domenica 27 febbraio sino al martedì grasso, le strade della cittadina di Limatola si animano di colori, musica e coriandoli lanciati dai sei carri allegorici. C’è anche il carro gastronomico per distribuire gratuitamente pane casereccio con mortadella, sarde, lardo e vino. Classici carri e gruppi mascherati per le principali vie di Pago Veiano, Amorosi, Ponte, Paupisi e Cerreto nei pomeriggi del sei e dell’otto marzo.

Da segnalare, nella provincia di Caserta, la storica manifestazione di Villa Literno, dove dal 1985 la città si trasforma in una città multietnica, con sfilate di carri e comitati mascherati. A questa si affianca la giovane esperienza di Santa Maria a Vico, giunta alla nona edizione, che quest’anno vede in strada 10 carri allegorici, insieme ai bottari e ai bidonari che accompagnano con ritmi trascinanti i passi dei mascherati.

Da quarant’anni, invece, il Carnevale più famoso della provincia di Salerno è quello di Agropoli, giunto, quest’anno, alla sua 40esima edizione. Nel periodo più estroverso e ironico dell’anno, nella cittadina cilentana, ci si può divertire ammirando i carri sfilare sul lungomare San Marco. Nel comune di Giffoni Valle Piana, invece, alle sfilate di carri multicolori in cartapesta, si associano maschere che compongono cortei simpatici e festosi.

Niente mare, se di coriandoli, quello che accompagnerà i carri e le quadriglie del Carnevale a Saviano, Striano e Palma Campania in provincia di Napoli. Tradizionali manifestazioni quelle di Saviano e Striano, con l’esibizione di numerosi carri, ben tredici nel comune del nolano, realizzati con grande maestria. Punta sulle quadriglie, invece, Palma Campania dove, nelle strade e nelle piazze del centro antico, le stesse quadriglie, i gruppi carnevaleschi locali, che affondano le proprie radici nei Carnevali napoletani del XVI secolo, si sfidano in una gara musicale, vissuta con sentita partecipazione da tutti i cittadini.

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