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CULTURA

Tra illusioni e identità: il filosofo Galimberti al Teatro San Marco riflette sulla conoscenza di sé stessi

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“Non sappiamo chi siamo. Siamo solo funzionali alla specie: la natura ci ha dotato di sessualità per la procreazione, aggressività per difendere ciò che ci è caro e ci destina alla morte. Ma non accettiamo questa condizione e inventiamo desideri, progetti e obiettivi che sono un’illusione”. Non è mai banale – e non potrebbe essere diversamente – Umberto Galimberti, filosofo tra i più apprezzati del panorama culturale italiano, tornato a Benevento per una lectio magistralis sul tema “Conosciamo noi stessi?”, promossa dall’associazione culturale Stregati da Sophia nell’ambito del Festival Filosofico del Sannio.

Al Teatro San Marco, davanti a una platea numerosissima, Galimberti ha dato vita a una riflessione intensa sulla condizione dell’uomo contemporaneo, sempre più distratto dalle apparenze e da obiettivi spesso illusori. Conoscere se stessi – ha spiegato – significa guardare tutte le parti che ci costituiscono: non solo l’Io razionale, ma anche la follia, le contraddizioni e l’influenza della società nella costruzione della nostra identità.

Interpellato sulla figura del viandante, che dà il titolo anche a una sua opera, Galimberti non ha lesinato critiche alla classe politica attuale, in particolar modo alla gestione del tema dell’integrazione.

“Il viandante non è un viaggiatore che ha in mente solo la meta, il viandante vuole conoscere il mondo, conosce gli altri che sono sempre meno simili e che fa esperienza nella differenza, cosa che noi dovremmo riuscire ad acquisire. Immaginate voi che a Roma o a Milano ci sia un sindaco musulmano? Non ci sarebbe permesso. Noi siamo molto indietro in questa dimensione e se abbiamo un problema di immigrati dipende solo dal fatto che non li integriamo, non facciamo come la Germania che per sei mesi insegna il tedesco, per gli altri sei mesi un lavoro, dopo un anno li integra. Se noi li lasciamo in giro, loro avranno fame e quindi delinquono, punto. E’ questo che vuole la Meloni, vuole la delinquenza in modo da poter fare i decreti sulla sicurezza”

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