CULTURA
Kid Yugi conquista Benevento: migliaia di giovani in piazza per il rap colto tra riferimenti letterari, cinema e denuncia
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Una piazza piena, migliaia di giovani e un unico coro. È il pubblico di Kid Yugi, protagonista ieri sera a Benevento Città Spettacolo con il suo tour estivo Anche Gli Eroi Muoiono. Un appuntamento atteso soprattutto dai giovanissimi, arrivati anche da fuori provincia per assistere al concerto di uno degli artisti più interessanti e discussi della nuova scena rap italiana. L’energia arriva subito dal palco. Kid Yugi entra in scena e il pubblico risponde cantando, saltando e accompagnando ogni brano. Un rapporto diretto con i suoi fan, che conoscono parole e ritornelli e trasformano il concerto in un grande momento collettivo.
Origini pugliesi, Kid Yugi ha costruito in pochi anni un seguito importante. Un successo che non mette tutti d’accordo: c’è chi lo considera un artista sopravvalutato e costruito dall’industria musicale e chi, invece, vede in lui una delle voci più originali del rap contemporaneo. A fare la differenza, però, è soprattutto la scrittura. In un panorama musicale nel quale il rap viene spesso associato a marchi, violenza e armi, le sue barre prendono una strada diversa. Sono parole intrise di poesia, verità e vita, sostenute da produzioni musicali calibrate e da continui riferimenti alla letteratura, al cinema e al teatro.
Ed è proprio la ricerca delle citazioni uno degli elementi più interessanti della sua musica. Nei suoi testi si incontrano personaggi, opere e riferimenti culturali che diventano parte del racconto. Un gioco che il pubblico impara a riconoscere e che rende l’ascolto qualcosa di più di una semplice canzone. Il cuore dello spettacolo è naturalmente l’ultimo album, Anche Gli Eroi Muoiono. Un progetto che approfondisce alcuni dei temi centrali della poetica di Kid Yugi: il confine tra bene e male, la società contemporanea, la perdita dei valori assoluti e soprattutto il significato della parola “eroe” nell’epoca moderna. Una riflessione anche sul modo in cui oggi giudichiamo le persone, spesso attraverso il successo, la popolarità e il denaro.
Ma nel repertorio c’è anche la sua terra. Taranto torna nei testi e nelle immagini, con brani come Ilva, una canzone di denuncia attraverso la quale l’artista sceglie di esporsi su una questione controversa e profondamente legata alla sua città. E i numeri oggi raccontano la dimensione raggiunta dal fenomeno Kid Yugi: 21 dischi di platino, 16 dischi d’oro e oltre 2,5 miliardi di stream complessivi. Dati che spiegano perché sia oggi tra gli artisti più ascoltati dai giovanissimi in Italia, ma anche apprezzato da colleghi e da un pubblico più adulto.
A Benevento, però, più dei numeri conta ciò che resta dopo le luci del palco: una serata vissuta e cantata da migliaia di ragazzi. Un concerto nel quale il rap diventa racconto, la musica incontra i libri e il cinema e ogni barra può nascondere una storia da scoprire. È questa, forse, la cifra di Kid Yugi: parlare alla sua generazione senza rinunciare alla profondità della parola. E ieri sera, a Benevento, il suo messaggio è arrivato forte e chiaro.




