CULTURA
Oltre la fragilità, la vita: monsignor Paglia a Benevento parla di vecchiaia, morte e speranza
Ascolta la lettura dell'articolo
La vecchiaia come tempo della fragilità, certo, ma anche come una stagione ancora capace di generare vita. È il messaggio al centro dell’incontro con monsignor Vincenzo Paglia, che ieri sera, nella cornice di piazza Torre, ha presentato il suo libro La vita e l’attesa. Un appuntamento inserito nel programma di “Benevento Città Spettacolo”, dedicato a un tema che riguarda tutti: il passare del tempo, il rapporto con la propria fragilità e, inevitabilmente, quello con la morte.
L’arcivescovo invita però a guardare alla vecchiaia non come a una condanna, ma come a un possibile tempo di crescita interiore. Anche quando il corpo si indebolisce, sostiene, può rinnovarsi la dimensione più profonda della persona: si può diventare più pazienti, benevoli, miti e misericordiosi. Una riflessione costruita attraverso la Bibbia e la letteratura, ma anche con gli spunti offerti dalle più recenti ricerche di psicologia e neuroscienza.
Nel libro c’è spazio anche per la morte e per la speranza cristiana dell’oltre. Un passaggio che conduce alla convinzione che la vita, anche nel suo limite estremo, non sia destinata alla sterilità. Un invito, dunque, a vivere ogni stagione dell’esistenza con uno sguardo diverso, perché, nelle parole di monsignor Paglia, «siamo mortali, ma non per la morte». Alla presentazione anche il neo arcivescovo metropolita di Benevento, Michele Autuoro, che non ha fatto mancare la sua riflessione.
Le interviste nel servizio video




