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Dugenta compie 70 anni e guarda al futuro: “L’Isola delle Storie” per trasformare il paese in un laboratorio di cultura
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Dalla memoria dei 560 cittadini che nel 1956 firmarono la petizione per l’autonomia amministrativa alla visione di Dugenta tra settant’anni. È questo il filo conduttore di “honoo per Dugenta 70 – L’Isola delle Storie a Dugenta”, il progetto con cui il Comune si candida all’Avviso Pubblico “Cultura nei piccoli comuni” promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Un progetto che nasce in occasione di una ricorrenza particolarmente significativa: il 1° dicembre 2026 saranno trascorsi settant’anni dall’autonomia amministrativa di Dugenta, sancita nel 1956. Ma l’idea messa in campo dall’amministrazione comunale non punta a una semplice celebrazione dell’anniversario. L’obiettivo è utilizzare quella data come punto di partenza per costruire un percorso culturale contemporaneo, capace di coinvolgere la comunità e di interrogarsi sul futuro del paese.
Partner del Comune nella proposta è l’associazione “honoo – laboratorio multimediale ETS”, realtà attiva nella ricerca e nella produzione artistica e multidisciplinare, che metterà a disposizione competenze, artisti e una piattaforma metodologica e tecnologica dedicata alla narrazione.
Il progetto prevede un costo complessivo di 68mila euro, con una richiesta di finanziamento ministeriale pari all’80%, ovvero 54.400 euro, e un cofinanziamento del 20%, pari a 13.600 euro.
Dal 1956 al 2076: una comunità raccontata attraverso nomi, volti e pensieri
Il cuore dell’iniziativa è racchiuso nella formula “Dugenta 70: 1956 – 2026 – 2076”.
Tre date che rappresentano tre dimensioni della stessa comunità: il passato, il presente e il futuro.
Nel 1956 Dugenta conquistò la propria autonomia attraverso una mobilitazione popolare che vide 560 contribuenti su 760 sottoscrivere la petizione per diventare Comune autonomo.
Settant’anni dopo, il progetto vuole riportare quelle persone nello spazio pubblico, non come semplici nomi di un documento storico, ma come parte viva della memoria collettiva.
I 560 firmatari saranno infatti ricordati attraverso un’azione corale: i loro nomi saranno pronunciati dagli abitanti di oggi, individuando, quando possibile, il concittadino che conserva con loro il legame familiare o affettivo più stretto.
Un modo per trasformare un documento storico in una narrazione collettiva e intergenerazionale.
Poi ci sono i volti della Dugenta contemporanea. Il progetto prevede un vero e proprio censimento fotografico degli abitanti, con la realizzazione di ritratti che confluiranno in una grande installazione permanente composta da microfotografie di dimensioni 3 per 2 centimetri. A ogni partecipante sarà inoltre consegnato uno speciale “Passaporto Dugenta 70”, documento simbolico che conterrà il ritratto del cittadino, il riferimento all’antenato firmatario del 1956 e i “visti” relativi alla partecipazione alle diverse attività.
Infine, i pensieri. Ai cittadini sarà chiesto di raccontare Dugenta attraverso due immagini e due brevi testi: uno dedicato al presente e uno al futuro. La prima domanda sarà: “Apri gli occhi: c’è Dugenta davanti a te”. La seconda proietterà lo sguardo al 2076: “2076. Apri gli occhi: c’è Dugenta davanti a te”. Una sorta di autoritratto collettivo del paese, costruito attraverso desideri, percezioni, speranze e aspettative dei suoi abitanti.
“L’Isola delle Storie”, il paese diventa un laboratorio creativo
Il progetto si sviluppa intorno alla metodologia dell’“Isola delle Storie”, format ideato da honoo nel quale scrittura, fotografia, arti visive, musica, teatro e tecnologie digitali si intrecciano. L’idea è quella di superare la tradizionale separazione tra artista e pubblico: il cittadino non è soltanto spettatore, ma diventa parte integrante del processo creativo.
I luoghi di Dugenta saranno così trasformati in spazi di incontro, esplorazione e produzione artistica. L’intero percorso prevede 12 giornate di attività, concentrate nel periodo compreso tra il 1° dicembre 2026 e il 6 gennaio 2027, con la conclusione e la rendicontazione previste entro il 28 febbraio 2027. Laboratori, seminari, performance, concerti, mostre, installazioni e incontri confluiranno in un grande evento conclusivo: la Festa di honoo.
Scrittura, animazione, musica e intelligenza artificiale
Il programma è articolato in diversi percorsi. Uno dei principali sarà il Seminario di Scrittura Creativa e Narrazione, curato da Venceslao Cembalo, strutturato in 12 incontri e nove tappe, con una serie di esercizi dedicati alla drammaturgia comunitaria.
Ci sarà poi un laboratorio di cinema d’animazione, curato da Crocopie, nel quale i partecipanti potranno sperimentare tecniche di animazione e linguaggio audiovisivo. I lavori prodotti saranno successivamente integrati nell’ambiente digitale del progetto.
Spazio anche alle tecnologie più innovative con un seminario dedicato alla regia degli agenti di intelligenza artificiale, affidato ad Alessandro Molina, pensato per esplorare l’utilizzo creativo ed etico dell’AI nella produzione di contenuti digitali ed editoriali.
Il programma comprende inoltre un seminario di produzione e composizione musicale, curato da Umberto Palazzo, e un laboratorio di arte di strada e trampoli, a cura di Giovanna Todisco, che accompagnerà i partecipanti dalla costruzione artigianale dei trampoli alle tecniche performative nello spazio pubblico.
Quattro appuntamenti musicali
La musica sarà un’altra componente centrale del programma. Sono previste le esibizioni di Populariaurunca e Tullio Tafuri, con una rilettura della tradizione musicale popolare campana; di SARAKALĪ, progetto di Carolina Franco e Marco Maiolino che unisce musica popolare mediterranea, elettronica, voce teatrale e improvvisazione; di Carolina Franco con un progetto solista dedicato al viaggio interiore e all’universo onirico. Tra gli appuntamenti è previsto anche il concerto di Umberto Palazzo & Il Santo Niente, formazione legata alla stagione del rock alternativo italiano degli anni Novanta.
Fotografia, arti visive e installazioni
Una parte consistente dell’iniziativa sarà dedicata alle arti visive. Il programma prevede mostre e installazioni firmate da diversi artisti, tra cui Angi Cariola, Gregorio Di Raffaele, Camilla Cimino, Mara Robustelli, Eleonora Cecere, Beatrice Pinto e Giusy Petrone. A queste si aggiungerà la “Galleria Evolutiva honoo, hinoo ed henoo”, uno spazio espositivo destinato a crescere nel corso delle giornate attraverso i testi, le micro-narrazioni e gli elaborati prodotti dai partecipanti. Particolarmente significativo sarà il progetto “Volti di Dugenta”, affidato al fotografo Giuseppe Aldi, che realizzerà una mappatura visiva degli abitanti. I ritratti saranno stampati in piccolo formato e comporranno una grande installazione permanente: una sorta di mosaico umano destinato a diventare una rappresentazione dell’identità collettiva del paese.
Gli incontri con gli autori
Il progetto prevede inoltre un ciclo di incontri dedicati alla creatività contemporanea. Tra gli ospiti indicati figurano il fotografo Antonio Biasiucci, protagonista della fotografia contemporanea internazionale, Fabio Donato, storico autore della fotografia di ricerca, scena e teatro d’avanguardia a Napoli, Arsenyco, nome d’arte di Luca Cacciapuoti, e Feritoie, progetto di Giovanni Vanacore.
Saranno incontri pensati non soltanto come conferenze, ma come momenti di dialogo con la comunità, durante i quali artisti e autori potranno raccontare il proprio lavoro, i processi creativi e le esperienze maturate nel mondo dell’arte.
La Festa di honoo: Dugenta come un grande spazio narrativo
Il percorso arriverà al momento conclusivo con la Grande Festa di honoo, durante la quale l’intero paese dovrebbe trasformarsi in un vero e proprio ecosistema narrativo. I cittadini potranno muoversi tra diverse “stazioni” creative, presentandosi attraverso il Passaporto dell’Isola e partecipando a esperienze con fotografi, grafici, poeti e artisti. Tra gli spazi previsti figurano l’Angolo del Fotografo, la Stanza del Grafico e la Grotta del Poeta.
Un ruolo particolare sarà affidato anche ai Tavoli di gioco del Nim, antico gioco matematico di strategia, utilizzato come strumento di interazione e socializzazione. L’obiettivo è creare un ambiente nel quale le persone possano incontrarsi e partecipare senza il tradizionale rapporto tra pubblico e artista, ma attraverso un processo di co-creazione.
Un archivio digitale per raccontare Dugenta
Tutto ciò che verrà prodotto durante il progetto non dovrebbe esaurirsi con la conclusione delle manifestazioni. Ritratti, testi, fotografie, micro-narrazioni, opere e materiali audiovisivi confluiranno infatti nell’ambiente digitale “Dugenta Settanta: 1956 – 2026 – 2076”, sviluppato sulla piattaforma honoo.it. L’idea è costruire un vero e proprio archivio digitale della memoria contemporanea di Dugenta, nel quale conservare il racconto prodotto dalla comunità durante il settantennale.
Il progetto, quindi, guarda contemporaneamente indietro e avanti: recupera le radici dell’autonomia del 1956 e, allo stesso tempo, chiede ai cittadini di immaginare come vorrebbero che fosse Dugenta nel 2076.
Cultura come strumento di rigenerazione
Alla base della candidatura c’è la filosofia del bando ministeriale “Cultura nei piccoli comuni”: utilizzare la cultura e la creatività contemporanea come strumenti di rigenerazione sociale, contrasto alla marginalità e valorizzazione dei territori. Nel caso di Dugenta, il settantesimo anniversario dell’autonomia diventa così l’occasione per costruire un racconto collettivo che non si limita alla memoria.
Da una parte i 560 nomi del 1956, dall’altra i volti e i pensieri della comunità del 2026; in mezzo, un percorso artistico destinato a proiettare Dugenta verso il 2076. È questa la scommessa di “Dugenta 70 – L’Isola delle Storie”: trasformare una ricorrenza storica in un laboratorio permanente di identità, creatività e partecipazione, facendo del paese non soltanto il luogo nel quale si svolgono gli eventi, ma il vero protagonista dell’intero progetto.



