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CULTURA

“Urbanus et Naturae”: a Montesarchio la personale di Gennaro Branca

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Coniunctio

Gennaro Branca presenta un progetto inedito per Nuvole Arte. Come da abitudine, lo spazio espositivo di Montesarchio accompagna la ricerca di giovani artisti, proponendo una o più opere, spesso site specific, pensate per appositamente per lo spazio che è diventato ormai un punto di riferimento per il territorio, una finestra sulle sperimentazioni più avanzate.

Gennaro Branca è attivo nel mondo del writing e della street art. Dopo il diploma nel 2005 in illustrazione e animazione multimediale presso lo IED di Roma sperimenta diversi linguaggi espressivi, impiegando media differenti, dalla grafica digitale alla pittura, alla scultura e all’installazione. Mantiene relazioni con realtà espositive in tutta Europa, ma sceglie di vivere al Sud, trovandovi il terreno adatto per il suo lavoro.

Quella di Gennaro Branca è, però, una ricerca che guarda sperimentazioni degli anni ’80 e ’90, soprattutto di marca anglosassone. Nella sua pittura echeggiano forme e figure del graffissimo newyorkese, da Basquiat a Kenny Sharf, da Rammellzee a Ronni Cutrone, in omaggio a un legame profondo che avvicina questi artisti all’Italia e in particolare al Sud. Molti di loro, infatti, al seguito di Andy Warhol, frequentarono Napoli e sono attualmente esposti nella collezione di Lucio Amelio, alla Reggia di Caserta. A Cutrone è stata riconosciuta la cittadinanza onoraria a San Martino Valle Caudina. Dunque, sussistono legami geografici e, come dimostra il lavoro di Gennaro Branca, legami artistici e stilistici.

Quella di Branca, però, è una proposta caratterizzata da una spiccata originalità, come è giusto che sia per una generazione come la sua che guarda a un mondo del tutto diverso da quello degli autori citati.

Due, sono tra gli altri i principali fattori: il primo è nella componente digitale, che interviene nei processi creativi anche quando il risultato ultimo è dato dalla pittura e da supporti tradizionali; il secondo è una nuova sensibilità sul rapporto tra arte e natura, come dichiarato dal titolo della mostra. Il tema dell’artificiale, dell’espressione artistica autentica, del fare stesso sono posti da Gennaro Branca in termini nuovi e inediti. In modo più problematico e profondo.

Com’è della sua sperimentazione recente, nello spazio della galleria, suggerirà perciò uno sconfinamento spaziale, oltrepassando il limite del quadro, per investire di forme e colori pareti e ambiente intero, assottigliando il confine tra ciò che è l’ispirazione naturalistica e il linguaggio urbano.

Il lavoro del giovane artista campano sembra, perciò, insegnarci che attingere alla storia dell’arte, anche la più recente, è il modo che la nuova generazione ha per fornirsi di materia viva, per disegnare il futuro dell’arte. Per chiedersi, e per chiederci, che futuro abbia l’arte.

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