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AMBIENTE

Ecosistema Urbano, Benevento crolla nella classifica di Legambiente: il Sannio perde 13 posizioni

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“Niente di nuovo sotto il cielo sempre più grigio delle città campane. Agenda amministrativa caratterizzata da immobilismo, poco coraggio e senza innovazione. E la conseguenza viene certificata da Legambiente: le città campane sono poco green”. Lo scrive Legambiente per presentare il report Ecosistema Urbano 2020, il rapporto sulle performance ambientali delle città capoluogo d’Italia.

In Campania rispetto allo scorso anno quasi tutte peggiorano le proprie performance e solo Avellino sorride. Benevento – prima tra i capoluoghi in regione lo scorso anno – scende dal 47esimo posto al 60esimo e viene scavalcata da Avellino che si piazza al 31esimo gradino. Napoli scende all’90esimo stabilmente nella parte bassa della graduatoria (era 84esima lo scorso anno), male anche Caserta che perde ventiquattro posizioni scendendo al 95posto. Perde due posizioni anche Salerno sistemandosi al 77posto.

QUALITA’ DELL’ARIA – La concentrazione nell’aria di biossido di azoto (NO2) costituisce, insieme al particolato sottile e all’ozono, uno dei maggiori problemi con cui le amministrazioni devono confrontarsi. In nessun capoluogo campano nel 2019 il valore medio delle concentrazioni misurate dalle centraline in ambito urbano è superiore al limite di legge di 40 μg/mc. La situazione peggiore è a Salerno, dove si è registrata una media 38,4 μg/mc; segue Napoli con 36,6; Avellino con 20,9; Benevento 22,0. Anche per quanto riguarda le concentrazioni di Pm10 i valori medi rientrano nel limite per la protezione della salute umana di 40 μg/mc previsto dalla direttiva comunitaria. I valori medi vedono in testa Napoli con 27,6 μg/mc; poi Benevento con (27,6 ); Avellino con 22,5 e e Salerno con 19,5. Va ricordato che Napoli sia nel 2019 che nel 2010 è andata oltre i 35 giorni annui di superamento del limite dei 50 μg/mc consentiti dalla normativa, mentre Avellino ha superato nel 2020. Nel Sannio, invece, dove il problema era fortemente sentito dall’amministrazione comunale, l’inquinamento è stato contenuto con gli sforamenti che sono stati contenuti nei paramenti di legge.

Acqua e depurazione – Tutti i capoluoghi campani (ad eccezione di Avellino il cui dato non è disponibile e Napoli con 114,3) superano la media nazionale di 148 litri al giorno pro capite di consumi idrici domestici di acqua potabile. A Caserta si arriva a 161,4 litri per abitante al giorno di acqua potabile superata da Salerno con 163,1 l/ab; poi Benevento (150,8) . Per stimare le probabili dispersioni si calcola che la quota di acqua potabile immessa in rete e non consumata: il dato medio sulla dispersione dell’acqua nei capoluoghi conferma una situazione critica e l’assenza di forti segnali di discontinuità col passato. La situazione peggiore si registra a Caserta con il 61,2% di perdite, segue Salerno con circa il 55% Benevento con il 37% e Napoli con il 35% Gli ultimi dati Istat relativi alla percentuale di popolazione servita da rete fognaria delle acque reflue urbane relativi al 2016 mostrano una situazione sostanzialmente stabile. Critica la situazione a Benevento con appena il 17% di abitanti allacciati alla rete; mentre gli altri capoluoghi hanno percentuali che oscillano tra il 90 e il 100%. Su questo aspetto si attende la realizzazione dell’impianto e atteso da tempo in città.

Rifiuti, mobilità e verde urbano – Solo Avellino supera l’obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata fissato per il 2012 con una percentuale del 71,3% con il 98,8% degli abitanti serviti dalla raccolta domiciliare dei rifiuti. Benevento raggiunge il 62% mentre 82,8% degli abitanti serviti da raccolta porta a porta. Segue Salerno con il 60,4% e il 100% degli abitanti serviti dal porta a porta. Chiudono Caserta con il 50,8% e Napoli con il misero 36% (il 35% era l’obiettivo normativo da raggiungere nel 2006) e il 54,5% degli abitanti serviti dalla raccolta domiciliare.

Gli indicatori del trasporto pubblico sono costruiti suddividendo le città in base al numero di abitanti. Ciò perché c’è una evidente incidenza del bacino di utenza (quindi il numero di abitanti, ma anche l’estensione geografica del capoluogo) sul dato finale. Il servizio di trasporto pubblico, direttamente proporzionale alla popolazione per quanto riguarda i valori assoluti vede andamenti in crescita per tutte le tipologie di città. Napoli con 98 passeggeri trasportati annualmente per abitante è ancora lontana dalle altre grandi metropoli. Per quanto riguarda le isole pedonali, dopo lo stallo registrato fino al 2016, il 2019 conferma la crescita registrata lo scorso anno dell’estensione media delle isole pedonali nelle città, che arriva ora a 0,47 m2 per abitante . Solo Napoli raggiunge questa media, mentre Salerno e Benevento si avvicinano rispettivamente con 0,39 m2 e 0,38 m2. Caserta fanalino di coda con appena 0,11 m2. In Campania solo Caserta tocca la cifra di 20 alberi /100 abitanti, seguita da Salerno con 15alberi/100 abitanti. Fanalino di coda Napoli e Benevento rispettivamente con 6 e 4 alberi/100 abitanti. Tutte le città campane presentano dotazione inferiore 22mq/ abitante di verde urbano fruibile. Si passa dai 21,8 mq di Benevento agli 11,8 mq di Napoli.

“Con Ecosistema Urbano – spiega Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania – vogliamo dare un contributo alla riflessione sul futuro delle città campane che anno dopo anno sono sempre meno green e sempre più grigie. I centri urbani devono diventare un enorme laboratorio dove coltivare progresso sociale, economico e ambientale, tecnologico, culturale. Le città possono aggredire le emergenze e trasformarle in occasioni di cambiamento, guidando la transizione verso  nuovi modelli economici e di produzione carbon free, investendo in posti di lavoro green, in mobilità nuova, in efficienza nei settori decisivi dell’edilizia, dell’energia, dei rifiuti, dell’uso del suolo e delle risorse naturali. Non bisogna inventare nulla, semplicemente applicare ricette che stanno funzionando in alcune città italiane ed europee. Cosa aspettano i nostri amministratori? Cosa aspettano a capire che nelle loro città che si gioca una partita fondamentale per fronteggiare le tre crisi attuali –  l’emergenza sanitaria, economica e climatica – e per vincere la sfida della modernizzazione del Paese”.

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