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Salute

Asl, la Rete Sociale: “Il capitolato per la mensa ai malati psichici va modificato”

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“Oggi molte “mense pubbliche” hanno attirato l’attenzione della magistratura. Lo rivelano le indagini su “mafia capitale”, gli ultimi 13 arresti in Campania e quanto accade a Benevento: dove è in corso l’inchiesta giudiziaria sulla mensa-Ristorò per scolari e pazienti Asl; dove il nuovo appalto per la mensa scolastica è finito nella mani dell’Autorità Anticorruzione; e il nuovo capitolato di gara per la mensa nelle strutture sanitarie solleva dubbi sulla sua regolarità. Non a caso, dopo il nostro recente incontro all’Asl con il Commissario Ventucci e il Responsabile del Procedimento, è scaturita l’opportunità di modificarlo a tutela degli utenti.

L’indagine della magistratura sulla mensa gestita dalla Ristorò, nasce, infatti, da una video-inchiesta giornalistica su difformità contrattuali rese più gravi dal fatto che si aggiungevano a proteste degli utenti rimaste per anni inascoltate. Fra le istituzioni obbligate a dare una risposta, c’è la Asl: sia perchè committente della mensa per i pazienti, sia perché autorità di controllo sul territorio dotata di tutte le risorse per tutelare la salute collettiva.

Ma la nostra richiesta del 30 aprile scorso di sapere “Chi e come ha fatto i controlli?” – rinnovata il 25 maggio chiedendo di “… rendere i controlli trasparenti sul sito Asl…“; e il 6 agosto richiedendo l’accesso agli atti in base alla Legge 241/90 e la “partecipazione al procedimento per il nuovo affidamento del servizio…” – è stata ignorata dai responsabili amministrativi. I quali oggi, senza avere chiarito le difformità contrattuali del precedente contratto, ne predispongono uno nuovo con clausole meno garantiste del precedente e un’aggravante rispetto al passato: che oggi nessuno può fare finta di non sapere.

Perché dopo decine di riunioni e dibattiti pubblici, e dopo il blitz del Commissario Ventucci nei centri di Salute Mentale, lo stesso Commissario ha disposto di stralciare la mensa dei Disagiati Mentali dal nuovo capitolato, facendo propria la denuncia dei medici sulla “modalità ‘fredda’ e disumanizzante del vitto trasportato da un centro di cottura lontano…incompatibile con la salute mentale degli assistiti che, a norma di legge, hanno necessità e diritto ad una dimensione familiare e umanizzata”. Le nuove clausole, però, non solo non ne tengono conto, ma sono addirittura contrarie alle finalità della disposizione commissariale. Perciò questo capitolato è “peggiore del precedente” e va bloccato: perché ne stravolge l’obiettivo, rischia lo spreco di soldi pubblici e solleva inquietanti interrogativi sulla sua legittimità.

Per esempio, perché sono state eliminate proprio le regole che hanno incastrato la Ristorò ma garantivano gli utenti: come quella che il cibo doveva essere servito entro 60 minuti dalla cottura? E’ emerso dall’inchiesta giornalistica, infatti, che per riuscirci, ci sarebbe voluto il doppio di autisti e pullmini per recapitare pranzo e cena a Morcone, Molinara, S. Bartolomeo in Galdo, Puglianello e Bucciano. Ma dopo tali denunce i responsabili dell’Asl, anziché intensificare i controlli, eliminano la clausola – il cui rispetto abbassa il guadagno dell’azienda – e la sostituiscono con una vaga, meno controllabile e garantista per l’utente: “i pasti vanno distribuiti riducendo al minimo i tempi”.

In realtà – come emerso in questi mesi adottando soluzioni più idonee con ristoranti locali – è proprio il trasporto da un unico centro di cottura che rende disgustoso il cibo e gonfia l’appalto di spese inutili per pullmini, personale e “vassoi in plastica”. Ma la clausola del “centro unico” viene addirittura rafforzata nel nuovo capitolato da un’altra che stronca la concorrenza: perché limita la partecipazione solo a ditte che hanno avuto contratti da almeno 1 milione di euro con la pubblica amministrazione. Come mai una cifra così alta? Soprattutto rispetto al costo dei pasti: 6 euro per il pranzo; 5 per la cena; 2,20 per colazione e spuntino. Ci si chiede allora: ma se dai 13,20 euro a persona si sottrae il costo di materiali, benzina e personale, quanto resta per il cibo da recapitare 2 volte al giorno ai 4 utenti di S. Bartolomeo in Galdo?”.

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