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POLITICA

Schlein, Conte e il metodo Mastella

Entro due settimane il centrosinistra individuerà il candidato per la Presidenza della Campania. La segretaria è certa che si arriverà ad una sintesi condivisa anche con De Luca. Che appare disarmato, debole ma non inerme. Umiliare il governatore insistendo su Fico sarebbe un errore imperdonabile. Schlein lo ha capito, Conte, da democristiano qual è, non ha bisogno che qualcuno glielo spieghi

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Nel giro di un paio di settimane, entro e non oltre la prossima direzione nazionale del Pd, prevista per il 21 o per il 24 luglio, il centrosinistra ufficializzerà il candidato alla presidenza della Regione Campania.

L’indicazione è venuta prima dal capogruppo dem in Consiglio regionale, Mario Casillo, nella giornata di martedì. Poi ha trovato definitiva conferma nelle parole di Elly Schlein che l’indomani, in un’intervista ad affaritaliani.it, si è detta certa che anche in Campania il centrosinistra troverà la sintesi in tempi strettissimi. Sintesi unitaria per vincere, ovviamente. Dunque un accordo che terrà dentro anche il governatore De Luca e i suoi colonnelli.

La sensazione è che Schlein abbia fatto suo il metodo Mastella, un metodo che si fonda sull’arte della mediazione, un’arte che insegna a vincere. Persa la partita sul terzo mandato, venuta meno la prospettiva di un rinvio del voto alla prossima primavera, De Luca si è ritrovato disarmato, ma non per questo inerme. Ha fatto più di un passo verso l’accordo, dicendosi favorevole ad allargare la coalizione ai Cinque Stelle, ed ancora più espliciti sono stati i suoi riferimenti più fidati, primo fra tutti Nello Mastursi che in un fugace incrocio con i giornalisti presenti a Santa Lucia, ha detto chiaramente che qualsiasi nome andrà bene, purché condiviso.

Certo, in un’intervista contestuale al Corriere del Mezzogiorno Lucia Fortini, assessore regionale alle politiche sociali, non ha escluso la possibilità di uno strappo, dicendosi disponibile a guidare il terzo polo deluchiano se il presidente dovesse chiederglielo, ma ha anche e soprattutto ricordato a tutti che De Luca è il Pd, e che l’obiettivo di tutti è quello di arrivare ad una sintesi, che tuttavia non può risolversi nella rimozione di questo decennio.

Di più il Nazareno non può pretendere. Lo sceriffo con il lanciafiamme scarico ha fatto tutti i passi necessari e otre non può andare. Schlein lo ha capito e sa che insistere sul nome di Roberto Fico vorrebbe dire costringere il governatore allo strappo.

Il punto è che molti, nel suo cerchio magico, premono per l’umiliazione di De Luca, sul presupposto, anche fondato, che fuori dal Pd, costretto tutt’al più a candidarsi per uno scranno in assise, De Luca non rappresenterebbe una minaccia. Ragione per la quale non sarebbe nelle condizioni di porre condizioni, nemmeno su Fico. E se il vero obiettivo è quello di arrivare al governo del Paese, allora vincere in Campania con l’ex presidente della Camera vorrebbe dire blindare la coalizione in vista delle politiche.

Una grande idiozia. Non solo perché vincere con Sergio Costa o con Mariolina Castellone equivarrebbe ugualmente a mettere in sicurezza lo schema di coalizione in vista delle politiche, ma perché per quanto debole e disarmato De Luca è nelle condizioni di mettere in discussione la vittoria del centrosinistra in Campania.

E manco a dirlo, ci vengono in soccorso proprio le parole consegnate da Clemente Mastella al taccuino di Marco Demarco per il Corriere del Mezzogiorno. Secondo il sindaco di Benevento un terzo polo deluchiano senza De Luca candidato per Santa Lucia potrebbe raggiungere al massimo il dieci per cento. Non avrebbe nessuna chance di vincere, questo è chiaro. Ma potrebbe determinare le condizioni per una sconfitta del centrosinistra, perché a quel punto il centrodestra tornerebbe in partita. Lo strappo alimenterebbe la suggestione di un cambio di paradigma, e molti riferimenti alla ricerca di un posto al sole potrebbero tornare sul mercato elettorale, magari spinti da una candidatura di peso da parte del governo e della maggioranza per provare a sovvertire gli equilibri in Campania.

Vincere non vuol dire stravincere. Schlein la partita interna l’ha già portata a casa, ha piegato De Luca ma commetterebbe un errore grossolano nel pretenderne l’umiliazione. Ed è per questo che sta spingendo su Giuseppe Conte affinché superi il nome di Roberto Fico, come testimoniato anche dalle dichiarazioni di molti riferimenti campani del Movimento. Su tutti quelle di Michele Cammarano, consigliere regionale e presidente della Commissione speciale aree interne, secondo cui non c’è differenza tra Fico, Costa, Castellone e De Raho, ma è chiaro che la scelta va condivisa con tutti perché non è pensabile estromettere chi ha governato Santa Lucia negli ultimi dieci anni.

D’altro canto il Movimento ha la grande occasione di conquistare con un proprio candidato la presidenza della prima regione del Mezzogiorno, e una sconfitta con Fico sarebbe innanzitutto una sconfitta di Conte. Che in fin dei conti, come disse Gianfranco Rotondi, è fondamentalmente un democristiano. Uno che il metodo Mastella lo dovrebbe conoscere meglio di Schlein.

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