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L’ex sindaco Pietrantonio dona 22 reperti archeologici al Museo del Sannio: firmato l’atto

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Firmato stamani, davanti al notaio Ambrogio Romano ed al Presidente della Provincia di Benevento Nino Lombardi, l’atto di donazione al Museo del Sannio di 22 reperti archeologici di proprietà del prof. Antonio Pietrantonio, già Sindaco del capoluogo sannita dal 1982 al 1992.

A sottoscrivere il documento sono stati il donante Antonio Pietrantonio ed il Dirigente Nicola Boccalone del Settore Amministrativo Finanziario della Provincia di Benevento, titolare dell’Istituto culturale di piazza Giacomo Matteotti.

Era presente alla sottoscrizione il prof. Elio Galasso, storico dell’arte e già Direttore del Museo del Sannio, nella Sua qualità di consulente scientifico del donante prof. Pietrantonio.

La donazione, per la cura dei cui aspetti scientifici sono intervenuti, da un lato, per il donante, il prof. Elio Galasso, Direttore emerito del Museo del Sannio, e dall’altro, per la Provincia, il prof. Marcello Rotili, già Direttore del Museo, è stata supervisionata ed approvata dal Ministero dei Beni culturali e dalla Soprintendenza Archeologica per le Province di Caserta e Benevento. 

Il prof. Pietrantonio è il legittimo titolare e custode della collezione di reperti avendola rinvenuta in un’abitazione di famiglia successivamente al decesso della propria madre.

Lo stesso ex Sindaco aveva presentato denuncia del ritrovamento al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nella consapevolezza dell’elevata valenza storica ed archeologica dei 22 reperti, che come si appurò successivamente, sono in gran parte di produzione apula ed relativa ad un arco cronologico che va dal VII al III secolo a.C.

Il Ministero ha espletato le attività previste per tale tipo di verifica e preordinate ad accertare e riconoscere, dal punto di vista legislativo e fiscale, la valenza storico-culturale dei reperti ed a sottoporli, conseguentemente, alle adeguate prescrizioni di tutela.

Al termine della procedura, il Ministero, con decreto adottato in data 1 agosto 2000, riconosceva i reperti stessi quali «opere di eccezionale interesse storico – artistico» come prescritto dal Decreto Legislativo 29 ottobre 1999, n.490. La collezione veniva dunque sottoposta al vincolo di legge ed ai conseguenti meccanismi di tutela: si stabiliva, in particolare, che i 22 reperti non potessero essere modificati in alcun modo, né adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico-artistico senza l’autorizzazione del Ministero. La custodia della collezione infine fu riconosciuta essere in capo allo stesso Pietrantonio, in quanto autore del ritrovamento ai sensi dell’art. 927 del Codice Civile.

L’ex sindaco, nel corso della sua decennale attività amministrativa alla guida della città capoluogo del Sannio si è distinto per la capacità progettuale e per gli interventi ed opere a servizio dello sviluppo del comprensorio cittadino anche in campo culturale ed artistico: si ricordano, infatti, tra gli altri, l’impegno lotta per l’istituzione dell’Università degli Studi, per l’Hortus Conclusus del Maestro Mimmo Paladino, per il Conservatorio Musicale “Nicola Sala”.

Pietrantonio, nel corso degli anni, ha maturato un forte senso di responsabilità nei confronti dell’ambito territoriale del Sannio: in questa ottica, l’ex Sindaco ha dunque voluto donare alla cittadinanza la possibilità della pubblica e perpetua fruizione di beni di così straordinaria rilevanza artistica, storica e culturale risalenti ad oltre 2500 anni or sono.

Ed è quindi parso opportuno al prof. Pietrantonio consegnare, con un atto di liberalità, la straordinaria collezione al Museo del Sannio, l’Istituto della Provincia che nelle sue Sale consente al visitatore di ripercorrere la storia locale sannita dalla Preistoria a quella contemporanea.

Del resto, la Provincia di Benevento è ente istituzionalmente preposto alla conservazione ed alla cura del patrimonio storico, artistico, archeologico e culturale del Sannio che si esalta proprio nel “Museo del Sannio”, struttura museale tra le più importanti in Campania, ospitata nella straordinaria cornice architettonica dell’Abazia di Santa Sofia, dal 2011 Patrimonio Unesco con il suo splendido chiostro del XII secolo.

Sulla scorta di tali considerazioni il prof. Pietrantonio comunicava quindi alla Provincia nel 2021 la propria intenzione e la Provincia, preso atto di tanto, inoltrava, al Ministero della Cultura, per il tramite della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Province di Caserta e Benevento, una nota concernente la volontà dell’ex Sindaco di trasferire gratuitamente alla la collezione archeologica. La Provincia, con la supervisione della Soprintendenza, ha dunque accettato la prestigiosa donazione la cui provenienza e la liberalità del donante saranno adeguatamente indicate e pubblicizzate.

Il Presidente Lombardi al termine della sottoscrizione dell’atto di donazione ha dichiarato: «Ho il dovere di riconoscere al prof. Antonio Pietrantonio il valore civile e culturale del suo gesto di donazione: la collettività potrà godere della visione di beni archeologici di straordinario prestigio e quale Presidente della Provincia e quale cittadino, volentieri esprimo la mia gratitudine al donante.  Questa collezione è peraltro donata al prestigioso Museo del Sannio proprio nel 150° della sua istituzione a seguito del deliberato del Consiglio Provinciale di Benevento ed ancora una volta dimostra, come avvenne pochi mesi or sono con la consegna da parte di Strega Alberti spa delle opere pittoriche del “Ciclo delle Streghe” la considerazione e l’affetto dei beneventani verso l’Istituto culturale. Peraltro, la donazione di Antonio Pietrantonio conferma il rilievo straordinario che il Sannio può vantare per le opere d’arte prodotto nel corso dei secoli prima della nascita di Cristo. Come Provincia di Benevento noi siamo impegnati, pur tra notevoli difficoltà, a dare la massima valorizzazione al Museo del Sannio e a tutta la nostra Rete Museale e culturale per la quale chiedo il massimo sostegno da parte delle Istituzioni e dei cittadini tutti. Infine ringrazio per l’egregio lavoro svolto i professori Elio Galasso e Marcello Rotili, nonché il Dirigente Nicola Boccalone e la Responsabile della Rete Museale Gabriella Gomma per concretizzare la volontà del prof. Antonio Pietrantonio».

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