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POLITICA

Quanta scuola c’è nelle proposte di governo dei 4 candidati a sindaco di Benevento?

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Settimana cruciale, questa che inizia, per la riapertura del nuovo anno scolastico: sono in tanti gli istituti scolastici che, a partire da oggi, danno avvio a una nuova stagione di attività didattiche segnata dalle novità in termini di normative sulla sicurezza e di metodologia applicata introdotte con l’emergenza sanitaria.

Sono tante le questioni che rimangono ancora in sospeso e di cui gli enti di competenza devono farsi carico, a partire dalla messa in sicurezza degli edifici fino alla promozione e alla realizzazione di una vera scuola in rete e integrata con il territorio con l’obiettivo primario di formare uomini consapevoli e liberi e di costruire una società civile degna di tale nome, nell’ottica più ampia del pieno sviluppo della persona e di una democrazia formale e sostanziale dove gli ostacoli alla crescita, alla libertà e all’uguaglianza di cittadini vengono rimossi. 

Si è assistito, purtroppo, negli ultimi anni, a causa anche, ma non solo, di scelte legate alla scarsità di risorse, alla spending review, ai vincoli di bilancio e all’ottimizzazione delle poche risorse a disposizione ad un progressivo e costante sacrificio imposto alle istituzioni scolastiche e agli studenti.

Aspetti meramente ragionieristici, insomma, hanno penalizzato gli aspetti pedagogici e didattici con conseguenze importanti sul piano dello sviluppo e del benessere della nostra società.

La riforma costituzionale del 2001,  nel ridefinire i livelli istituzionali di competenza ha attribuito, nell’ottica del principio di sussidiarietà e del decentramento amministrativo, alle Regioni e ai Comuni il potere di organizzare il servizio di istruzione e formazione sul territorio nella cornice degli obiettivi formativi e di apprendimento derivanti dalla normativa dello Stato.

In particolare, nell’ottica del decentramento e del rafforzamento dell’autonomia territoriale ai Comuni e alle Province sono state trasferite, tra le altre, competenze in merito al calendario scolastico, alla programmazione dell’offerta formativa integrata di istruzione e formazione, alla distribuzione della rete scolastica sul territorio, all’istituzione e alla chiusura delle scuole, al diritto allo studio.

Dunque, un compito arduo per i Comuni che hanno competenza per le scuole dell’infanzia, per le scuole primarie e secondarie di primo grado e per le Province che hanno competenza sugli istituti di istruzione secondaria superiore, che spesso si trovano  fare i conti con risorse non adeguate alle esigenze e ai bisogni provenienti dal territorio.

Ma è pur vero che riuscire a trovare la quadra, o provarci quanto meno, in un contesto di esigenze contrapposte in virtù della necessità prioritaria di garantire il diritto allo studio, testimonia anche l’efficacia e l’efficienza amministrativa e l’attenzione che gli amministratori riservano all’aspetto educativo delle persone.

Dai punti programmatici che hanno già formalmente presentato e stilato i vari candidati a sindaco di Benevento, si riscontra perlopiù, almeno questa è la nostra sensazione, una visione scarna in merito alle politiche scolastiche che, invece, a nostro avviso dovrebbero occupare i primi posti in un programma elettorale, considerato che un efficace percorso formativo ed educativo è la premessa per una società libera e democratica.

Sosteneva Platone che la condizione virtuosa del buon cittadino risiedesse nell’equilibrio e nell’armonia che nella pratica quotidiana si manifestano nel parlare e nell’agire bene, utilmente e con valore. Concretizzazioni, queste, di un percorso lungo, attento e dovizioso di cura e di educazione condotto dai genitori prima, e dai maestri poi e volto alla costruzione dell’uomo libero e autonomo.

Nella Benevento a colori che ha in mente il candidato a sindaco di Alternativa per Benevento, Luigi Diego Perifano “le politiche in favore dell’infanzia” vengono contemplate nel colore rosso delle relazioni che caratterizza la visione delle politiche sociali e della salute e prevedono “l’organizzazione di corsi di formazione e informazione per l’esercizio consapevole della genitorialità; il potenziamento della cura dei plessi scolastici con particolare riguardo alle realizzazione e alla fruibilità di attrezzature sportive, alla creazione di spazi verdi di quartiere per attività ludiche e sportive per l’infanzia”.

Ma il tema della formazione, legata al superamento della disoccupazione, della dispersione scolastica e alla creazione di opportunità utili ad entrare con competenze nel mercato del lavoro è citato anche nella idea di una città innovativa e digitale di colore blu con il “progetto di mobilità dei giovani studenti in altri paesi europei” e  con l’istituzione di Istituto Tecnico Superiore rivolto al sistema agroalimentare attraverso una fondazione che veda il coinvolgimento, tra gli altri, di istituti scolastici, del Comune, dell’Università del Sannio e  della costituenda Camera di Commercio.

Tema caldo, come sempre, per gli enti comunali è quello relativo all’edilizia scolastica che viene declinato nell’ambito delle sezione di colore giallo sul governo del territorio e della legalità in termini di messa in sicurezza degli immobili.

La preoccupazione di guardare ad una scuola e ad istituzioni formative che garantiscano la valorizzazione e il potenziamento delle competenze utili alla crescita economica della città è presente anche nel programma del candidato sindaco di centrodestra Rosetta De Stasio, che ha in mente “una Benevento a dimensione di futuro e senza periferie” e che affronta la questione in termini di formazione turistica per i giovani e di una collaborazione con l’Università e di istituzione di nuovi enti di formazione professionale nel settore turistico, gastronomico, agricolo e storico culturale. C’è poi l’idea di istituire nuovi asili nido per supportare le mamme nello svolgimento della propria attività lavorativa.

E’ frequente nelle proposte amministrative dei candidati il riferimento a questo tema, anche se Benevento, come altre città italiane registra una progressiva denatalità:  nell’ottica, però, di favorire un circolo virtuoso, preoccuparsi per i bambini che ancora non nascono, potrebbe rappresentare una delle condizioni per invertire la rotta della denatalità o del basso livello di occupazione femminile tra le donne mamme.

Del resto i dati sulla denatalità e sulle scuole mettono il Sannio agli ultimi posti: su 107 province,  il Sannio è al 102 esimo posto per tasso di natalità, al 96esimo posto per la presenza di asili nido pubblici e per le politiche sull’infanzia e tra le meno attrezzate d’Italia per le strutture scolastiche.

Una volontà esplicita al “cambiamento reale di una Benevento che riparta dalla Università e dal suo patrimonio scolastico, dalla cura della sua infanzia e riduca i numeri drammatici della povertà educativae degli abbandoni scolastici attraverso i Patti educativi di comunità” emerge in premessa nella visione di città della coalizione ArCo guidata dal candidato sindaco Angelo Moretti, che stigmatizza la separazione tra “i piani strategici dell’amministrazione comunale e i piani dell’offerta formativa dell’Unisannio” e propone, invece, “l’incontro tra i sistemi locali del lavoro e i saperi accademici, tra le scuole e l’università per la crescita culturale e professionale del nostro capitale umano, perché nessuno resti escluso dalla formazione adulta e perché le scuole siano fucine del benessere e del benvivere per gli studenti e le studentesse.”

Nell’ottica di un patto educativo territoriale di comunità della città di Benevento, l’idea del candidato sindaco Moretti e della sua squadra è quella di pensare alla scuola come “Officina di comunità con interventi didattici diffusi in rete con il terzo settore locale, le associazioni sportive, gli ordini professionali; l’istituzione di una banca del tempo per il sostegno a distanza o in presenza in forma di volontariato e a domicilio o presso aule diffuse degli studenti in difficoltà con il coinvolgimento di studenti dei licei tecnologici; di sostenere i docenti nella didattica a distanza, programmare percorsi didattici ed educativi sicuri all’aria aperta garantire spazi di apprendimento e di socializzazione agli alunni con disabilità.”

Nell’ambito di una programmazione di un welfare comunitario in linea con l’Agenda Europea 2030 e l’idea di uno sviluppo sostenibile, per contrastare la povertà educativa, ArCo punta anche ad una revisione del Piano Sociale di Zona e, in particolare con incidenza sulle politiche educative, prevede la creazione di spazi per l’infanzia gratuita e accessibili in ogni quartiere, il raggiungimento del 33% dei posti in asili nido, progetti formativi e personalizzati con budget educativi per gli adolescenti in condizione di povertà, spazi sportivi garantiti e gratuiti in ogni quartiere all’interno delle scuole e degli impianti pubblici, piste ciclabili e pedobus per il raggiungimento delle scuole dell’infanzia e delle medie inferiori.”

La cornice ampia è quella di guardare alla scuola come “alternativa al vuoto della realtà socioculturale” e come protagonista nella “formazione di cittadini sensibili e attivi” attraverso il suo coinvolgimento concreto nei processi culturali”.

Nell’idea di una “Benevento oltre la pandemia”, il sindaco uscente Clemente Mastella, ha in mente una scuola, intesa anche come luogo di mediazione con l’ente comunale per intercettare bisogni, disagi e difficoltà, con giardini, orti, spazi all’aperto”  in continuità con alcune iniziative già presentate in prossimità della fine dello scorso anno scolastico.

Occhi puntati anche sull’edilizia scolastica che “il Covid ha reso ancora più impellente”: “non solo sicurezza, con la continua opera di ricognizione di fondi per l’ammodernamento e la ricostruzione degli immobili, ma anche spazi sempre più ampi sia al chiuso che all’aperto.” Tra i punti programmatici anche “la ricostruzione della scuola “Bosco Lucarelli” al Rione Libertà risultata inagibile perché non più a norma”. Tra i cavalli di battaglia del sindaco uscente anche la nuova mensa scolastica, gratis sino alla soglia ISEE di 21mila euro.

Tutto quanto inserisce la crescita formativa ed educativa, a partire dai suoi contenuti e dalle sue metodologie didattiche fino ad arrivare agli ambienti meramente fisici in cui essa si realizza, è di per sé la riproduzione in micro del livello di civiltà di una società, nonché la rappresentazione della volontà e dell’impegno che amministratori e governo profondono verso la variabile pedagogica e culturale.

E’ evidente quanto il ruolo della scuola, dell’educazione e della formazione sia determinante per la costruzione di una società civilizzata e di cittadini liberi, sulla scia dell’ideale platonico di una “città interiore”, che obbliga tutti gli attori a fare la propria parte perché si realizzi, a partire dal contesto scolastico-formativo, quell’idea di città armonica ed equilibrata a garanzia e a tutela dei singoli e della collettività.

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