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Comune di Benevento

Mensa scolastica di Benevento, il commento del M5S: “La politica deve vigilare”

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In relazione alla questione “mensa scolastica”, oggetto di furibonde polemiche che vedono come attori la ditta appaltatrice, Ristorò, il Comune di Benevento, l’associazione Altrabenevento, che ha denunciato una serie di irregolarità, e alcune associazioni di genitori, il M5S – attraverso una nota – ha voluto sottolineare alcuni particolari della questione.

“La Ristorò – scrivono i grillini – era una mensa che poi si è trasformata in impresa di pulizia (come si desume dalla visura camerale), con sede nel comune di Pietradefusi potendo così sfruttare delle ‘anomalie’ burocratiche tutte italiane. L’Asl giuridicamente competente sulla Ristorò è Avellino, non Benevento, la quale, è competente sulla mensa ma solo per quanto riguarda la qualità dei prodotti alimentari di natura vegetale e animale (non ad esempio sulla sicurezza del lavoro).

Un altro vantaggio burocratico – aggiunge la nota – è che l’Agenzia delle Entrate territorialmente competente è Avellino. Tutto ciò complica enormemente il lavoro di chi deve effettuare le verifiche. Facciamo un esempio: si può chiedere che la verifica venga effettuata dal competente ufficio, per cui se non si condivide il risultato dell’Asl di Benevento, può essere chiesta la controverifica all’Asl di Avellino, ma dato che – in base al capitolato (p. 7, art.8) – bisogna conservare il prodotto al massimo per 72 ore e che i risultati dell’Arpac arrivano a termini scaduti, l’analisi diventa irripetibile.

Dato che la prima analisi non si è svolta in contraddittorio – sottolineano dal M5S – non è possibile utilizzarla in sede processuale per cui non si crea un precedente, ed al massimo il giudice condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria, ma non potrà disporre la chiusura o la sospensione dell’attività in quanto non ha prova del reato. Tutto questo è stato voluto per rendere più complicati i controlli o è frutto del caso?

Tanto premesso, il M5S ricorda di aver depositato al Comune nel novembre 2013 un’istanza sulle mense biologiche e a km 0, allegando al protocollo anche il Verbale della VII Commissione permanente (Cultura, scienza e istruzione). Lo scopo dell’istanza era quello di puntare ad un pasto biologico con un vantaggio anche per il territorio. Si chiedeva l’accesso alle mense in qualunque momento per le commissioni mensa, la formazione e la trasparenza.

Insomma – spiegano i pentastellati -, tutte quelle cose che la vicenda sta facendo emergere come negligenza dei controllori. In particolare, secondo lo spirito del M5S, si chiedeva di riconoscere un ruolo privilegiato alla componente genitori, diretta interessata, che invece ha dovuto organizzarsi autonomamente per rivendicare i propri diritti.

Si ricorda altresì – prosegue la nota – che la stessa istanza veniva nuovamente protocollata la scorsa settimana al Comune, insieme ad un’altra (datata 9 febbraio), sottoscritta dal deputato Luigi Gallo e da Francesca Maio, candidata alle imminenti elezioni regionali e attivista storica del M5S, che ricorda a chi di dovere le leggi che regolano l’affidamento e la gestione della refezione scolastica, sottolineando, in particolare, l’altissimo rischio di prodotti agricoli inquinati nella regione della ‘terra dei fuochi’, e suggerendo come i prodotti biologici possano essere la soluzione.

Il M5S, costituito da cittadini attivi, – aggiunge la nota – aveva sentore che qualcosa non andasse nella gestione della mensa. Se la Giunta, e in particolare il Sindaco Pepe, all’epoca alle prese con beghe giudiziarie non di poco conto avesse preso in seria considerazione l’istanza del 2013, almeno come campanello d’allarme, probabilmente non si sarebbe arrivati alla grottesca situazione attuale.

A maggio – concludono dal Movimento 5 Stelle – scadrà la convenzione con Ristorò. È necessario che tutte le componenti della società civile e della politica che “indaga” e non “è indagata”, vigilino perché il prossimo appalto, su una questione tanto delicata che pertiene tanto alla salute dei ‘nostri’ figli quanto all’economia del ‘nostro’ Sannio, sia cristallino. Diciamo no ad un nuovo caso Ristorò! Tra un anno, invece, scadrà la sindacatura di Fausto Pepe, per il quale auspichiamo un duraturo periodo sabbatico che consenta alla città di ‘ristorarsi’ dai danni subiti in dieci anni”.

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