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Paupisi, CCR in località Pretara. La maggioranza: “Nessuna ombra, solo atti, procedure e trasparenza”

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In merito alle recenti dichiarazioni del consigliere di minoranza Morelli, che parla di «troppe ombre su una scelta che meritava trasparenza» a proposito dell’iniziativa per la realizzazione di un Centro Comunale di Raccolta (CCR) in località Pretara, il Gruppo Consiliare di Maggioranza “Prima Paupisi” ritiene doveroso fare chiarezza.

“Non lo facciamo per alimentare una polemica – afferma il gruppo consiliare – ma per una ragione molto più semplice: quando si parla ai cittadini, i dubbi vanno chiariti con i fatti e le eventuali “ombre” vanno illuminate con la trasparenza. Da decenni il Comune di Paupisi, come molti comuni limitrofi, si adopera per realizzare un’isola ecologica sul proprio territorio. Per anni, tuttavia, ogni tentativo non è andato a buon fine. Oggi, finalmente, questa Amministrazione è riuscita, attraverso l’Ente d’Ambito per il Servizio di Gestione Integrata dei Rifiuti Urbani della Provincia di Benevento (EdA), a rendere possibile la realizzazione di un Centro Comunale di Raccolta finanziato per 720.406,62 euro attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2021-2027, senza alcun onere economico a carico del Comune.

È un risultato concreto – sostiene il gruppo “Prima Paupisi” – ottenuto grazie a risorse sovracomunali e senza gravare sulle casse comunali. Un risultato che finalmente consente a Paupisi di dotarsi di un’infrastruttura attesa da anni”. Il nuovo CCR rappresenterà un’importante infrastruttura al servizio della comunità: migliorerà la raccolta differenziata, contribuirà a contrastare l’abbandono dei rifiuti, renderà più efficiente il servizio ambientale, potrà contribuire alla riduzione dei costi del servizio e della TARI e potrà creare nuove opportunità occupazionali legate alla gestione, alla manutenzione e alle attività connesse.

“Il consigliere di minoranza Morelli dichiara di non essere contrario alla realizzazione del CCR e ne prendiamo atto – evidenzia il gruppo consiliare di maggioranza –. Proprio per questo, però, ci sorprende il tentativo di alimentare dubbi e perplessità su un’opera che merita invece di essere conosciuta per quello che realmente è. È il caso, allora, di chiarire cosa sia un Centro Comunale di Raccolta. Il CCR è un’area organizzata e controllata nella quale i cittadini possono conferire, in appositi contenitori, materiali differenziati prima del loro avvio agli impianti di recupero. Non è una discarica. Non è un impianto industriale di trattamento dei rifiuti. È importante ribadirlo con chiarezza – afferma “Prima Paupisi” – perché non si può lasciare spazio a rappresentazioni distorte della realtà. Il CCR è un servizio a disposizione dei cittadini per rendere più semplice, ordinata ed efficace la raccolta differenziata”.

Il conferimento sarà gratuito e riguarderà numerose tipologie di rifiuti differenziati: carta e cartone, plastica, metalli, vetro, indumenti, potature e materiali vegetali, rifiuti ingombranti, legno, elettrodomestici e apparecchiature elettroniche, pile e batterie, medicinali scaduti, toner e cartucce per stampanti e oli vegetali di provenienza domestica. Non potranno invece essere conferiti rifiuti organici, indifferenziati, rottami o parti di autovetture. “Anche su questo punto – sostiene il gruppo consiliare – è necessario evitare allarmismi. Le caratteristiche del Centro sono precise e saranno disciplinate secondo le norme e le autorizzazioni previste. Non ci saranno, inoltre, le condizioni tipiche degli impianti destinati al trattamento dell’organico o dell’indifferenziato.

Parlare di cattivi odori – dichiara il gruppo “Prima Paupisi” – significa descrivere una struttura che non corrisponde al progetto”. Il conferimento sarà effettuato direttamente dai cittadini negli orari stabiliti di apertura, mentre il gestore accederà periodicamente per il ritiro dei contenitori pieni e il trasferimento dei materiali agli impianti di recupero. “Non siamo di fronte a un impianto industriale – precisa il gruppo “Prima Paupisi” – ma a un centro di raccolta dove non si svolgeranno attività di lavorazione o trasformazione dei materiali. Il CCR, inoltre, sarà presidiato e videosorvegliato e potrà rappresentare un concreto deterrente contro l’abbandono dei rifiuti. Avere un luogo accessibile, controllato e organizzato nel quale conferire correttamente ingombranti, potature e altri materiali significa offrire ai cittadini un’alternativa concreta agli abbandoni abusivi”. Anche sotto il profilo della rumorosità, la struttura non sarà destinata ad attività di lavorazione o trasformazione dei materiali. Gli orari di apertura saranno organizzati in modo da evitare disagi alla popolazione. Un altro tema riguarda l’impatto paesaggistico dell’intervento. La realizzazione del CCR può rappresentare un’occasione di riqualificazione dell’area, attraverso un progetto sviluppato secondo criteri di sostenibilità ambientale e che prevede, tra l’altro, una barriera verde con vegetazione autoctona destinata a mitigare l’impatto paesaggistico.

“Trasformare quest’area in uno spazio organizzato, controllato e riqualificato – sostiene il gruppo “Prima Paupisi” – significa restituire decoro e funzionalità a una parte del territorio. Non comprendiamo perché questa possibilità debba essere raccontata soltanto come un problema”. Per quanto riguarda la cosiddetta “zona rossa”, richiamata dal consigliere Morelli, il gruppo consiliare ritiene necessario ristabilire la verità dei fatti. La localizzazione e la fattibilità tecnica del Centro di Raccolta in località Pretara sono state già valutate in passato. Nel 2013 fu approvato il progetto definitivo con deliberazione di Giunta n. 66 del 22 ottobre 2013. Nella riproposizione dell’intervento, il tecnico progettista del CCR ha ritenuto fattibile la realizzazione sotto il profilo tecnico ed economico, non rilevando vincoli fisici tali da impedirne la realizzazione.

“Questo non significa assolutamente che i lavori possano partire senza le necessarie verifiche – precisa il gruppo consiliare –. Al contrario, siamo i primi a ribadire che ogni passaggio dovrà essere effettuato nel pieno rispetto delle procedure”. Il Comune di Paupisi è assoggettato a diversi strumenti di pianificazione e, per qualsiasi intervento che comporti una trasformazione del territorio, è necessario predisporre un progetto esecutivo corredato di tutti i pareri previsti. Lo stesso vale, ovviamente, per il CCR. I lavori potranno essere avviati esclusivamente dopo l’acquisizione di tutti i pareri e delle autorizzazioni necessarie. Per quanto riguarda, in particolare, la zona R4, richiamata dal consigliere Morelli, il piano vigente già nel 2013 vietava qualsiasi trasformazione dello stato dei luoghi sotto il profilo morfologico, infrastrutturale ed edilizio, salvo specifiche eccezioni, tra cui la realizzazione di nuove infrastrutture pubbliche o di interesse pubblico riferite a servizi essenziali non delocalizzabili, purché l’opera sia progettata ed eseguita in misura adeguata al rischio dell’area, non concorra ad incrementare il carico insediativo e non precluda la possibilità di attenuare o eliminare le cause che determinano le condizioni di rischio.

“Non stiamo sostenendo che le verifiche non siano necessarie – sottolinea “Prima Paupisi” –. Stiamo dicendo esattamente il contrario: saranno necessarie e saranno effettuate. Solo dopo l’acquisizione di tutti i pareri e delle autorizzazioni previste si potrà procedere”. C’è poi un elemento che merita di essere ricordato. Tra le condizioni richieste dall’EdA per la realizzazione del CCR vi è che il sito individuato, oltre a possedere specifici requisiti in termini di dimensioni, accessibilità e caratteristiche tecniche, sia già di proprietà comunale. Alla luce di tali requisiti, l’unico sito risultato compatibile è quello di località Pretara.

Ed è proprio su questo punto che il gruppo consiliare rivolge una domanda al consigliere Morelli. “Considerata la sua ultradecennale esperienza amministrativa, consigliere Morelli, conosce un altro sito di proprietà comunale che possieda gli stessi requisiti e che sia alternativo e preferibile a quello di Pretara? Se sì, lo dichiari pubblicamente – prosegue il gruppo –. Questa Amministrazione sarà ben lieta di valutarlo e, qualora risultasse tecnicamente compatibile, di prendere in considerazione la delocalizzazione dell’intervento prima della redazione del progetto esecutivo. Se invece la risposta è no – sostiene il gruppo consiliare – e considerato che lo stesso consigliere ha dichiarato di non essere contrario alla realizzazione del CCR, diventa difficile comprendere quale sia l’utilità di una polemica costruita su dubbi che i fatti e le procedure amministrative possono tranquillamente chiarire”. C’è poi un’altra questione che merita una risposta. Il consigliere Morelli oggi chiede trasparenza sulla localizzazione del CCR.

“Una richiesta legittima – dichiara il gruppo consiliare – ma proprio per questo ci chiediamo: perché non ha fatto sentire la sua autorevole voce nel 2013, quando fu approvato lo stesso progetto?La domanda, quindi, è inevitabile: cosa è cambiato? Il CCR del 2013 era accettabile e quello di oggi, sostanzialmente lo stesso intervento, improvvisamente diventa fonte di “troppe ombre”? – si chiede “Prima Paupisi” –. È una domanda alla quale sarebbe interessante avere una risposta. E ancora: perché non si è posto il problema della zona rossa quando, sulla stessa area, l’Amministrazione di cui era autorevole esponente, nel 2015 e in piena emergenza alluvionale, avviò ingenti lavori impegnando dalle casse comunali centinaia di migliaia di euro senza arrivare, di fatto, al risultato atteso? Questo è un argomento che merita particolare attenzione – afferma il gruppo consiliare – e non abbiamo intenzione di alimentare polemiche basate su ricostruzioni parziali o sulla memoria selettiva. Saranno gli atti e i documenti a parlare. E, non appena saranno disponibili gli esiti del procedimento amministrativo intrapreso, sarà nostra cura fornire, nell’ottica di quella stessa trasparenza che oggi viene invocata, anche la quantificazione puntuale dell’eventuale danno complessivo”. Il consigliere Morelli sembra non ricordare fatti documentati del 2013, ma propone una ricostruzione degli avvenimenti del 2008 che, secondo la maggioranza, merita alcune precisazioni.

“Morelli sostiene che nel 2008 un allora amministratore si oppose alla realizzazione di una semplice piazzola di stoccaggio per il vetro nella stessa zona, mentre oggi, da privato cittadino, tacerebbe. La realtà documentale, però, è un’altra – afferma il gruppo “Prima Paupisi” – e riteniamo doveroso ricordarla. La protesta del 2008 non riguardava una semplice piazzola di stoccaggio del vetro. Riguardava un impianto di ben altra natura e dimensione: un impianto di preselezione e valorizzazione del rottame di vetro, come risulta dalle relative deliberazioni di approvazione n. 105 e 106 di quell’anno. Si trattava di un impianto destinato alla lavorazione del vetro con una capacità progettuale di 100 tonnellate al giorno, dimensionato per soddisfare il fabbisogno di una popolazione compresa tra 2 e 2,5 milioni di persone. Avrebbe, di fatto, raccolto e trattato i cocci provenienti dall’intera Regione Campania. Non esattamente una piazzola dove depositare qualche cassonetto del vetro – sottolinea il gruppo consiliare – ma un impianto di ben altra natura, dimensione e impatto. La differenza è abissale. E c’è un elemento che merita di essere ricordato: lo stesso amministratore al quale sembra alludere il consigliere Morelli, nel 2013, diede approvazione alla realizzazione del Centro di Raccolta, esattamente come quello che oggi si propone. Il consigliere Morelli ha fatto bene, quindi, a ricordare la vicenda del 2008 – dichiara “Prima Paupisi” – ma ha dimenticato un dettaglio importante: nel 2008 non fu lui a opporsi a quell’intervento, ma qualcun altro. Una persona dotata di pensiero autonomo, coerente e svincolato dalle logiche di partito. Perché, a volte, ricordare bene la storia aiuta a capire meglio anche il presente”. Nessuna ombra: solo atti, procedure e trasparenza.

“Il CCR in località Pretara non è una discarica, non è un impianto industriale di trattamento dei rifiuti e non è un progetto calato dall’alto – sottolinea il Gruppo Consiliare di Maggioranza “Prima Paupisi” –. È un’opera finanziata con risorse sovracomunali, destinata a migliorare un servizio pubblico, contrastare l’abbandono dei rifiuti e riqualificare un’area oggi degradata. La sua realizzazione sarà subordinata, come previsto dalla legge, a tutte le verifiche tecniche, urbanistiche e ambientali e all’acquisizione dei necessari pareri. Questa è la trasparenza: non alimentare paure, ma mettere a disposizione dei cittadini fatti, documenti e risposte. Su questo terreno, quello dei fatti – conclude il gruppo consiliare – questa Amministrazione continuerà a confrontarsi senza alcun timore, nel rispetto dei cittadini e con la massima disponibilità a valutare ogni proposta concreta e tecnicamente compatibile”.

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