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Comune di Benevento

Il post di Barone, i numeri e gli equilibri da mantenere: perché Mastella ha richiamato Picucci in Giunta

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Cosa succede a Palazzo Mosti? La revoca di Alessandro Rosa dalla Giunta e il contestuale ritorno di Oberdan Picucci nell’esecutivo guidato da Clemente Mastella non è soltanto un cambio di nomi, ma sembrerebbe un’operazione politica ‘chirurgica’, pensata per blindare gli equilibri consiliari e arginare manovre che rischiavano di rafforzare il centrodestra in città in previsione futura.

Con l’ingresso di Picucci, medico e volto noto della vita amministrativa beneventana, Mastella riporta in Giunta un profilo già collaudato, affidandogli un pacchetto di deleghe tra i più pesanti e strategici: Ambiente, ciclo dei rifiuti, raccolta differenziata, verde pubblico e parchi, politiche energetiche, decoro urbano, politiche per gli animali domestici, bonifica delle discariche abusive, ciclo delle acque e dei fiumi. Un assessorato che intercetta tanto le criticità quotidiane quanto le sfide strutturali della città.

Per il professionista ex Udc si tratta di un ritorno vero e proprio. In passato aveva già vestito i panni dell’assessore alla Cultura e, più di recente, quelli di presidente della Fondazione Città Spettacolo. Un incarico lasciato ai primi di settembre 2025, subito dopo la conclusione della nota rassegna “Benevento Città Spettacolo”, con dimissioni maturate anche per una insoddisfazione mai nascosta: una carica giudicata troppo eterea, priva di reale peso politico e amministrativo. Una valutazione che Picucci aveva già fatto filtrare all’interno del consiglio di amministrazione della Fondazione.

La sua uscita da quell’incarico aveva aperto uno spazio. E quello spazio, nelle ultime settimane, stava diventando politicamente ‘pericoloso’ per il sindaco. Le interlocuzioni sempre più fitte tra Picucci e la Lega – almeno stando alle voci di corridoio già in campagna elettorale durante le Regionali – avevano acceso qualche campanello d’allarme nella maggioranza. A rendere plastico il clima è stato poi il post ironico e sibillino di Luigi Barone, dirigente nazionale del Carroccio ed ex fedelissimo di Mastella, che ieri sera nel fare gli auguri al neo assessore ha lasciato intendere molto più di quanto abbia scritto: “I nostri incontri dei giorni scorsi sembrano avergli portato fortuna… Evidentemente certi colloqui valgono più di tante strategie o forse spaventano qualcuno”.

Un messaggio che ha il sapore della rivendicazione politica su un Mastella che è corso ai ripari. Al di là delle valutazioni, delle competenze e della stima per il professionista,  la scelta di riportare Picucci in Giunta appare infatti come una mossa politicamente intelligente, utile a evitare due rischi concomitanti: il rafforzamento del centrodestra in città e l’ipotesi di perdere un voto importante in Consiglio, quello della consigliera Annalisa Tomaciello, politicamente vicinissima a Picucci.

Intanto questa mattina, nel suo primo giorno a Palazzo Mosti da assessore, Picucci ha scelto un profilo basso. Davanti ai giornalisti ha parlato di percorsi, di ruoli che cambiano, di esperienze che “lasciano un segno” e che possono essere spese in momenti successivi. Nessun riferimento alle dinamiche politiche che hanno portato al rimpasto: “Non entro nelle valutazioni del sindaco – ha detto – lo ringrazio per avermi coinvolto nuovamente e prometto impegno e dedizione in un settore importante come quello dell’ambiente”.

Parole di circostanza, che però non cancellano il dato politico: il rimpasto non nasce da una valutazione esclusivamente amministrativa, ma da un’esigenza di tenuta della maggioranza. E anche il riferimento cordiale ad Alessandro Rosa, definito amico e amministratore stimato, contribuisce a smussare i toni senza chiarire le ragioni profonde dell’avvicendamento.

In definitiva, il ritorno di Oberdan Picucci racconta molto più delle deleghe che gli sono state affidate. Racconta di un sindaco che conosce bene il peso dei numeri e che, a poco più di un anno dalla fine consiliatura, preferisce intervenire con decisione per non rinforzare gli avversari. Racconta anche di un centrodestra pronto a sfruttare ogni spiraglio per recuperare terreno in città dopo 10 anni di amministrazione targata Mastella. E racconta di uno scontro già aperto in vista delle future elezioni cittadine. 

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