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POLITICA

‘La crisi economica consente a malapena di sopravvivere’

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“Alcuni anni fa, quando – scrive in una nota l’ex assessore comunale Giovanni D’Aronzo –  le casse degli italiani non erano state svuotate da tasse ed aumenti, era solito prendersi nel periodo di ferragosto una pausa, staccare la spina, rilassarsi al mare per riprendere speditamente dopo Agosto. Le fabbriche chiudevano, i commercianti abbassavano le saracinesche, le città si svuotavano, tutti o quasi, felici di raggiungere le mete tanto desiderate dopo un anno di lavoro.

Oggi tutto ciò non è possibile, la crisi economica che ha colpito la nazione a malapena consente le famiglie di sopravvivere, ed ecco all’ora che il governo propone una manovra finanziaria, che a loro dire dovrebbe risolvere alcuni problemi.

Un governo, che fin dall’insediamento ha illuso gli italiani, perso credibilità con l’estero, nessuna azione concreta anticrisi o di sviluppo.
Sempre più concentrati a ricucire le continue fibrillazioni all’interno della maggioranza, una maggioranza di governo che si regge solo la difesa della poltrona, che ha prodotto e segnato ancor di più una frattura tra Nord e Sud, basta solo ricordare quello che è accaduto nella settimana del ferragosto per comprendere lo stato attuale di chi ci governa.

Il Premier Silvio Berlusconi, dichiara che il Consiglio dei Ministri aveva votato il cosiddetto contributo di solidarietà solo per due anni, lasciando intendere che del terzo anno non ne era a conoscenza.

Il Ministro dell’Interno, Maroni, chiede di rivedere il previsto taglio dei piccoli comuni,al suo collega di partito, il Ministro per la Semplificazione Normativa Calderoli, perchè a dire del primo,ben poche scompariranno.

Il Ministro Umberto Bossi pronuncia in un comizio pubblico le seguenti parole rivolte al Ministro della Pubblica amministrazione e l’innovazione, Brunetta: “nano di Venezia non rompere i coglioni” e descrive un Consiglio dei Ministri sempre in disaccordo.
Apostrofa, Casini stronzo, e vorrebbe dare quattro legnate ai giornalisti ( dichiarazioni di ieri).

La manovra prevede la cancellazione della Provincia di Benevento, si accende ancor di più un già caldo ferragosto.
Fiumi di comunicati a difesa della storia, delle radici, del Sannio, un coro unanime (quasi) contro tale proposta.
Si, la PDL del Sannio, giustifica la decisione affermando: era inclusa nel programma di mandato del governo.
Ma ci viene da chiedere, cos’altro devono attendersi gli italiani fino alla fine del mandato, speriamo quanto prima, quale altro sacrificio dobbiamo compiere! Tutto ciò si verifica, in un momento drammatico per il paese, mentre agli italiani onesti si chiedevano enormi sacrifici.

Ci troviamo con un governo di fine stagione, dove ognuno si muove autonomamente, tutti presi a riconquistarsi un posto di “nominati”. Ed in modo ossessivo, morboso, martellante, solo con un agire mediatico si cerca di celare le crudi verità, difendendo l’indifendibile, Premier.

Abbiamo, un consiglio dei ministri che non ha controllo sugli atti del Governo, un Presidente del Consiglio in palese conflitto con il suo principale ministro e un partito, la Lega, che un giorni si e pure l’altro minaccia di far cadere il governo.

In una qualunque nazione al mondo il governo avrebbe già da tempo rassegnato le dimissioni, da noi si va avanti al di là dell’eccellente risultato dei referendum, che ha sancito di fatto la fine del governo.
E’ del tutto evidente, che queste leadership hanno perso credibilità, sia interna che esterna, in un momento in cui la credibilità è condizione necessaria, per una nazione che deve risalire la china.
In questo momento particolare, c’è bisogno che la società civile, gli imprenditori, il mondo culturale, facciano sentire la propria voce per dire basta e chiedere con forza che la politica ritorni nell’alveo naturale: dalla parte dei cittadini. È l’ora della svolta, è finito il tempo di difendere i propri interessi, deve finire il tempo che la politica si autoregoli, ci vuole partecipazione e coinvolgimento dei cittadini nelle scelte".

 

 

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