ECONOMIA
Inflazione: a Benevento l’aumento più basso d’Italia, ma i prezzi continuano a salire
Benevento registra ad agosto un’inflazione del 2,5%, tra le più basse d’Italia, ma il costo della vita continua comunque a crescere rispetto allo scorso anno. Per una famiglia media, secondo l’Unione Nazionale Consumatori, l’aumento si traduce in una maggiore spesa annua di 547 euro, il dato più contenuto tra le città italiane analizzate.
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Benevento è la città italiana dove l’aumento del costo della vita, ad agosto, è risultato più contenuto. A dirlo sono i dati territoriali sull’inflazione diffusi oggi dall’Istat, sui quali l’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato la tradizionale classifica delle città più care d’Italia.
Nel capoluogo sannita l’inflazione tendenziale si è attestata al +2,5% rispetto ad agosto 2025, dato che si traduce in una maggiore spesa annua di 547 euro per una famiglia media. Un risultato che colloca Benevento al primo posto tra le città considerate più “virtuose”, davanti a Grosseto e Brindisi.
Un dato positivo rispetto al resto d’Italia, ma che non significa che i prezzi non siano aumentati. Anche a Benevento, infatti, l’inflazione è rimasta sopra lo zero: per le famiglie significa quindi sostenere una spesa maggiore rispetto allo scorso anno.
Al secondo posto della classifica Grosseto, che registra l’inflazione più bassa d’Italia, pari al +2%, con un aggravio annuo di 563 euro. Terza Brindisi, con un aumento del 3% e una maggiore spesa di 574 euro. Seguono Olbia-Tempio (+3,1%, +615 euro), Trapani (+2,8%, +647 euro), Potenza (+2,9%, +671 euro), Imperia (+2,9%, +687 euro), Cagliari (+3,4%, +693 euro), Sassari (+3,5%, +694 euro) e Ancona (+3%, +700 euro).
Sul fronte opposto della graduatoria, è Rimini la città con la maggiore spesa aggiuntiva annua: 1.128 euro per una famiglia media, a fronte di un’inflazione del 3,9%. Seguono Bolzano, con 1.094 euro e un’inflazione del 3,6%, e Verona, con 1.055 euro e un aumento dei prezzi del 3,8%. L’inflazione più elevata d’Italia si registra invece a Reggio Calabria, con il +4,6%, mentre Siracusa raggiunge il +4,5% e Macerata il +4,3%.
Per quanto riguarda le regioni, il Trentino-Alto Adige registra il maggiore aumento dei prezzi, con un’inflazione del +3,3% e una spesa aggiuntiva di 976 euro annui. Seguono Friuli Venezia Giulia (+3,5%, +955 euro) e Veneto (+3,4%, +920 euro). La Basilicata è invece la regione con l’inflazione più contenuta, pari al +2,9%, e una maggiore spesa di 650 euro.




