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Incendio Airola, le associazioni: ‘Servono controlli straordinari per tutelare salute e territorio’
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A poco più di due settimane dall’incendio che il 31 agosto ha interessato la società Eco Energy di Airola, le associazioni Comitato Salute e Ambiente – Movimento Basta Bruciare il Nostro Futuro, Forum Giovani Valle Caudina e Primavera Airola tornano a sollecitare interventi urgenti per garantire il rispetto delle prescrizioni sanitarie e ambientali adottate nei Comuni interessati dalla ricaduta dei fumi.
In una nota indirizzata al presidente dell’Unione dei Comuni Città Caudina, Pasquale Fucci, e, per conoscenza, ai Comuni coinvolti, alle Prefetture di Benevento e Avellino, ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri e alle ASL territorialmente competenti, le associazioni evidenziano quella che definiscono una «grave e persistente situazione di criticità del territorio caudino».
Il riferimento è alle ordinanze sindacali adottate a seguito delle indicazioni dell’ASL di Benevento, con particolare riguardo ai divieti di pascolo e alle limitazioni relative al consumo di prodotti ortofrutticoli nelle aree interessate.
Secondo le associazioni, il problema principale riguarda ora la capacità di garantire concretamente il rispetto delle disposizioni. «Tali misure – si legge nella nota – rischiano di rimanere inattuate» in assenza di un adeguato sistema di controllo del territorio.
Da qui la richiesta di un piano straordinario di coordinamento tra i Comuni della Valle Caudina, attraverso l’Unità di Crisi in fase di costituzione, e di un impiego coordinato delle diverse forze deputate alla vigilanza.
Le associazioni chiedono, in particolare, il coinvolgimento di Polizie locali, Forze di polizia, Carabinieri Forestali e servizi di polizia provinciale e comunale, con l’obiettivo di realizzare un monitoraggio «capillare e costante» delle aree interessate e verificare il rispetto dei divieti di pascolo e delle altre prescrizioni a tutela della salute pubblica.
«Il rischio riguarda anche la catena alimentare»
Nella nota viene posto l’accento soprattutto sul possibile trasferimento di eventuali contaminanti dalla matrice ambientale alla catena alimentare. Le associazioni richiamano, in particolare, il rischio legato alle diossine e ad altri contaminanti persistenti, sottolineando come, in caso di contaminazione dei terreni, gli animali al pascolo possano ingerire sostanze depositatesi sulla vegetazione.
Il timore espresso è quello di un possibile bioaccumulo nei tessuti animali e nei prodotti di origine animale, soprattutto nelle componenti grasse. Per questo motivo, secondo i firmatari, il rispetto dei divieti di pascolo rappresenta una misura di carattere preventivo fondamentale per evitare l’eventuale ingresso di contaminanti nel ciclo produttivo alimentare.
«Risulta primario ed imprescindibile – sostengono – un controllo precauzionale sui divieti in essere, per evitare a monte l’introduzione nel ciclo produttivo di alimenti contaminati».
Le associazioni chiedono quindi alle istituzioni di passare dalle prescrizioni formali a un sistema di vigilanza effettiva sul territorio, attraverso un coordinamento operativo tra gli enti e le forze impegnate nei controlli.
L’obiettivo dichiarato è garantire l’applicazione delle misure sanitarie già adottate e fornire alla popolazione della Valle Caudina risposte concrete sulla gestione delle conseguenze dell’incendio.
«Siamo certi di un tempestivo riscontro e dell’adozione di provvedimenti concreti a tutela della comunità caudina», concludono i firmatari.



