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ECONOMIA

Sannio, i risultati della nostra consultazione on line: poche opportunità di lavoro e carenza di investimenti strutturali frenano lo sviluppo

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Un quadro di profonda preoccupazione e una richiesta unanime di interventi strutturali. È quanto emerge in modo inequivocabile dalla consultazione sul lavoro lanciata on line da Ntr24 nelle scorse settimane. La quasi totalità dei partecipanti descrive il Sannio come una terra in forte sofferenza, dove le opportunità per i giovani e i professionisti sono ridotte al lumicino: 8 persone su 10 (l’81,1%), infatti, ha definito la situazione lavorativa  strutturalmente “insufficiente”. Una percentuale che non lascia spazio ad altre interpretazioni. Solo il 18,3% ritiene che le opportunità siano “limitate, ma presenti”, mentre una percentuale infinitesimale (0,6%) si dichiara ottimista definendole “buone”.

Il sondaggio ha indagato anche sulle cause: per la maggioranza assoluta la radice del problema risiede nella mancanza di investimenti e sviluppo, opzionata dal 62,7% del totale. C’è poi chi ritiene i salari troppo bassi (24,3%) la causa principale, un fattore che insieme all’assenza di posti di lavoro qualificati (13%)  contribuisce pesantemente alla “fuga dei cervelli” e allo spopolamento delle aree interne.

Dalla denuncia alle proposte: per invertire la rotta e generare nuova occupazione i cittadini hanno individuato due soluzioni. Il 41,4% infatti chiede di mettere al centro dell’agenda politica ed economica incentivi fiscali, sburocratizzazione e supporto all’imprenditoria locale. Sulla stessa linea (40,8%) anche la richiesta di migliorare infrastrutture e collegamenti. Un dato, quest’ultimo, che fotografa il senso di isolamento del Sannio rispetto alle grandi direttrici dello sviluppo regionale e nazionale. Più marginale la necessità di potenziare la formazione e le competenze, opzione che ha raccolto il 17,8% dei consensi. Questo segno indica che la cittadinanza percepisce il problema non tanto nella preparazione della forza lavoro, quanto nella reale capacità del sistema territoriale di accoglierla e valorizzarla. 

I dati emersi rappresentano un monito per la classe dirigente politica. Il messaggio è chiaro: senza un piano straordinario di investimenti e senza rompere lo storico isolamento viario e ferroviario, l’emorragia occupazionale e sociale della provincia rischia di diventare irreversibile.

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