ECONOMIA
Asili nido, lo studio: a Benevento costi sopra la media nazionale per redditi bassi
Un nuovo report della UIL analizza le tariffe degli asili nido comunali nei capoluoghi italiani: nel Sannio l’impatto delle strutture pubbliche sulla prima fascia ISEE supera il dato medio del Paese, mentre per i ceti medi la tariffa tiene il passo rispetto ai picchi di Salerno e Napoli.
Ascolta la lettura dell'articolo
Mantenere un figlio all’asilo nido continua a rappresentare una voce di spesa di primissima fascia nei bilanci delle famiglie italiane, ma l’impatto economico varia in modo considerevole a seconda del comune di residenza. A fare il punto sulla situazione è l’ultimo studio nazionale condotto dal Servizio Stato Sociale e Politiche Fiscali della UIL, che ha passato in rassegna le delibere e i regolamenti dei capoluoghi di provincia italiani per calcolare il costo reale sostenuto dai genitori per la frequenza a tempo pieno del nido comunale, comprensiva del servizio di refezione scolastica.
Dal quadro tracciato dal sindacato emerge una realtà sfaccettata per la città di Benevento, dove l’andamento delle rette mostra una dinamica particolare nei confronti del contesto regionale e nazionale.
Per i nuclei familiari beneventani con un ISEE fino a 15.000 euro, la retta mensile per l’asilo nido si attesta a 220 euro. Aggiungendo il costo della mensa, calcolato su una media di 20 pasti al mese e pari a 85 euro, la spesa complessiva raggiunge i 305 euro mensili.
Per le famiglie con un ISEE fino a 25.000 euro, la quota d’iscrizione sale a 270 euro a cui si sommano 94 euro per il servizio di refezione, portando il totale a 364 euro al mese.
Per le fasce a reddito più basso (ISEE fino a 15.000 euro), Benevento si posiziona al di sopra della media nazionale, che si attesta a 294 euro mensili. In Campania, il capoluogo sannita (305 euro) risulta più oneroso rispetto a Napoli, dove le famiglie della stessa fascia spendono in totale 272 euro al mese tra retta e mensa. Resta tuttavia al di sotto dei livelli registrati a Salerno (325 euro) e Caserta (334 euro), fermo restando che in altre realtà del Paese si toccano cifre ben più esigue, come a Catanzaro con soli 80 euro complessivi o a Mantova dove la retta è gratuita. Per quanto riguarda Avellino, i dati relativi alle rette non sono risultati pervenuti nel report.
La situazione si ribalta parzialmente quando si passa alla seconda fascia di reddito (ISEE fino a 25.000 euro). In questo caso, i 364 euro mensili richiesti a Benevento si mantengono nettamente al di sotto della media nazionale, che sfiora i 413 euro al mese. Nella mappa regionale, il Sannio risulta essere più vantaggioso rispetto a Napoli (426 euro complessivi) e soprattutto rispetto a Salerno, che con una spesa di 516 euro mensili registra una delle tariffe più alte del Mezzogiorno. Caserta si colloca invece su valori leggermente inferiori, a quota 350 euro.
Il report della UIL non si limita al dato contabile ma riaccende i riflettori sulle carenze strutturali del sistema. Come ricordato dal segretario confederale Santo Biondo, l’asilo nido non rappresenta soltanto un costo da calmierare, ma un servizio educativo fondamentale per contrastare le disuguaglianze e uno strumento indispensabile per favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, sostenendo in particolare l’occupazione femminile. La richiesta rivolta alle amministrazioni locali e al governo centrale rimane quella di incrementare l’offerta pubblica dei posti disponibili e di garantire risorse adeguate al personale, affinché il diritto all’accesso ai servizi per l’infanzia non sia condizionato dalle risorse del bilancio familiare né dal territorio in cui si risiede.




