Opinioni
La lettera: “Coerenza a corrente alternata e memoria corta. Ai beneventani lezioni di coerenza non servono”
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata alla nostra redazione da Luigi Rubano, elettore di Mastella, che ha voluto commentare l’editoriale di questa mattina a firma di Marco Staglianò.
“Leggere l’editoriale di Marco Staglianò e le recenti dichiarazioni di Gino Abbate restituisce l’amara sensazione di un cortocircuito politico e logico che fa a pugni con la realtà dei fatti e con la storia recente della nostra città. Chiamare in causa “l’intelligenza dei beneventani” per sostenere una narrazione antistorica e di comodo è un esercizio dialettico che si commenta da sé, ma che merita di essere rimesso nei giusti binari della verità politica.
Si loda il “coraggio” e la linearità di Gino Abbate. Ma quale linearità? La memoria dei beneventani, contrariamente a quanto si pensa, è lunga e ben radicata. È fin troppo comodo dimenticare che nel 2020 Gino Abbate è stato eletto in Consiglio Regionale grazie al sostegno determinante, ai voti e alla struttura politica messi in campo da Clemente Mastella e dal suo movimento. Allora l’alleanza andava bene, i voti di Mastella erano ottimi e il perimetro politico era confortevole. Salvo poi scoprire, a scadenze maturate e a investiture ottenute, la folgorazione sulla via di Damasco e il ritorno a un PD che oggi viene riletto con la lente della purezza ideologica. Questo non si chiama coraggio politico, né limpidezza programmatica: ha un altro nome, che i cittadini sanno riconoscere perfettamente.
Parimenti stucchevole risulta la retorica abusata delle “Forche caudine” e del “signorotto” a cui bisognerebbe inchinarsi. È esattamente il contrario: a Benevento chi governa lo fa forte di un consenso popolare democraticamente rinnovato, misurandosi ogni giorno con i problemi reali della comunità, dai cantieri alle politiche di rilancio economico. Parlare di “sottomissione” stravolge la realtà di un’amministrazione che ha aperto le porte al merito, alla crescita e a traguardi economici certificati anche di recente dai dati di Unioncamere, che vedono Benevento e il Sannio primeggiare in indicatori di eccellenza mai visti prima.
Staglianò vede nel nuovo asse e nelle mosse del centrosinistra il vento del cambiamento e bolla l’amministrazione come “conservazione”. Ma quale cambiamento? Quello rappresentato da chi salta da uno schieramento all’altro a seconda delle convenienze del momento? La vera “logica di conservazione” è quella di una certa nomenklatura che non si rassegna a contare i propri voti nelle urne e affida le proprie speranze di rivalsa a operazioni di palazzo, a dossieraggi estivi e a “riunioni di condominio” camuffate da mobilitazioni generali.
I beneventani sono tutt’altro che sprovveduti: la loro intelligenza – per citare il titolo del fondo – consiste proprio nel saper distinguere chi amministra rimboccandosi le maniche tra mille difficoltà da chi pratica il trasformismo politico e la critica preventiva in attesa del turno. A chi pontifica sulla “città prigioniera delle emergenze” ricordiamo che Benevento cammina sulle sue gambe e cresce proprio perché si è liberata da anni delle logiche clientelari e ambigue di chi oggi, dopo aver sfruttato i treni altrui, finge di essere salito su un’altra banchina.
La verità è che la spallata mediatica e la foga congressuale del PD e dei suoi alleati estemporanei cozzano contro l’insindacabile giudizio della concretezza. Mastella e la sua maggioranza continuano a lavorare per Benevento; gli altri, impegnati a riscrivere la storia e a fare i conti con la propria coerenza, continuano a fare solo propaganda. I cittadini sapranno giudicare, come sempre, con intelligenza”.



