Comune di Benevento
Inchiesta Comune, l’annuncio dell’opposizione: ‘Non parteciperemo più a commissioni e conferenze dei capigruppo’
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L’opposizione consiliare al Comune di Benevento annuncia una forma di protesta istituzionale dopo l’inchiesta Santamaria, che ha coinvolto recentemente dirigenti, dipendenti comunali e il presidente del Consiglio comunale, Renato Parente. A comunicarlo è stata questo pomeriggio Floriana Fioretti, capogruppo del Partito Democratico, nel corso di una conferenza stampa convocata dal Pd locale.
Fioretti ha letto un documento sottoscritto dai consiglieri comunali del gruppo Pd e dagli esponenti delle altre forze di opposizione: oltre ai democratici Raffaele De Longis, Giovanni De Lorenzo, Francesco Farese, Maria Letizia Varricchio e Floriana Fioretti (Pd), anche Luigi Diego Perifano e Angelo Miceli (Città Aperta), Giovanna Megna (AVS), Angelo Moretti (Civico 22) e Vincenzo Sguera (Civici e Riformisti). La decisione è netta: a partire da domani i consiglieri di minoranza non parteciperanno più ai lavori delle commissioni consiliari né alle conferenze di capigruppo.
Una scelta che, spiegano i firmatari, nasce dalla volontà di manifestare “la nostra dissociazione da un metodo di gestione del potere che abbiamo sempre contrastato” e dall’atteggiamento della maggioranza, giudicato dall’opposizione come caratterizzato da “una indifferenza sconcertante” rispetto alla gravità dei fatti emersi nell’ambito delle indagini.
Nel documento la minoranza lega la protesta alla necessità, in una fase considerata particolarmente delicata per la città, di garantire trasparenza, rispetto delle istituzioni e responsabilità nell’azione amministrativa.
“Da cittadini prima ancora che da consiglieri comunali – si legge nel documento – non possiamo accettare che in una fase così delicata per la nostra città la cosa pubblica venga gestita con un atteggiamento che appare sempre più improntato alla logica del comando e della gestione padronale del potere da parte dell’amministrazione Mastella”.
Nel mirino dell’opposizione finisce anche la gestione delle dimissioni del presidente del Consiglio comunale. Secondo i consiglieri di minoranza, il fatto che le dimissioni siano state annunciate nel corso di una riunione di maggioranza, alla presenza dei consiglieri di Noi di Centro, rappresenterebbe un ulteriore elemento di criticità.
“Le dimissioni – sostiene l’opposizione – non sono state presentate nella sede istituzionale propria, cioè da parte del Consiglio comunale che lo ha eletto e del quale il presidente dovrebbe essere garante, ma sono state invece annunciate nel corso di una riunione di maggioranza”.
Per i firmatari del documento, questo passaggio rischierebbe di trasformare una questione istituzionale in una dinamica interna alla maggioranza: “Come se il ruolo di garanzia del presidente potesse essere considerato una questione interna della maggioranza o addirittura di un singolo partito”.
L’opposizione richiama quindi il clima creatosi in città dopo le notizie legate all’inchiesta e alle dichiarazioni rese nell’ambito dell’indagine. “La città è profondamente scossa, indignata per il quadro che emerge dalle dichiarazioni rese dalla Procura, da Gennaro Santamaria”, si legge ancora nel documento.
Da qui la richiesta di un cambio di atteggiamento da parte dell’amministrazione: “In una fase così delicata si sarebbe tenuto di cercare un atteggiamento diverso improntato alla massima trasparenza e al rispetto delle istituzioni e alla responsabilità”.
La conclusione dell’opposizione è altrettanto dura. Secondo i consiglieri di minoranza, quanto sta accadendo rappresenterebbe “un ulteriore colpo alla credibilità dell’istituzione comunale”.
La protesta, dunque, non resterà confinata alle dichiarazioni politiche. “La prepotenza con cui il potere viene esercitato anche di fronte a una vicenda di tale gravità – sostengono i firmatari – è un atteggiamento che riteniamo irrispettoso nei confronti della città, delle sue istituzioni, del ruolo che siamo chiamati a svolgere come consiglieri comunali”.
La scelta annunciata è quindi quella di trasformare il dissenso in una forma concreta di protesta, attraverso la sospensione della partecipazione ai lavori delle commissioni consiliari e alle conferenze dei capigruppo. Una presa di posizione che apre una nuova fase di forte contrapposizione politica a Palazzo Mosti, mentre resta alta l’attenzione sull’inchiesta Santamaria.




